Ufficialmente la battaglia è per evitare il trasferimento dalla sede centrale in un palazzo periferico. Dietro la rivolta a colpi di “richieste acquisizione atti” ed esposti alla Procura di Roma si nasconde un vicenda oscura: quella del grande interesse della Regione Lazio per l’immobile di via del Serafico 107 all’Eur, già al centro dello scandalo che ha visto indagato per truffa il presidente dell’Empam, Eolo Parodi.
L’inchiesta è del 2012 e nasce dalla Procura di Roma che indaga sugli investimenti immobiliari dell’ente previdenziale dei medici. Tra i 500 milioni investiti dall’eEnpam, compare appunto il palazzo acquistato il 31 marzo del 2009 dalla First Atlantic per 58 milioni di euro e che fece realizzare alla società venditrice, la Belgravia Invest una plusvalenza del 100% pari a 29 milioni di euro e un altro palazzo sempre nella stessa zona in cui la Coedimo mise in cassa plusvalenze del 62%. Nel decreto con il quale i due immobili furono posti sotto sequestro, si diceva chiaramente che le società venditrici facevano capo all’imprenditore Antonio Pulcini.
Ma che c’entra la Regione Lazio. Semplice. In via del Serafico 107, negli uffici già affittati dalla Lazio Service, il segretario generale della Regione vorrebbe trasferire in blocco tutto l’assessorato all’Agricoltura. Peccato però che la Lazio Service non ha il titolo per poter firmare un contratto di comodato d’uso e per riparare al problema ha “inventato” un contratto di subentro del contratto di locazione.
La denuncia del pasticcio del Serafico, viene dal cuore della Regione stessa, precisamente dal sindacato dei dirigenti Direr che dal 2012 vuole chiarezza su tuta la procedura. E addirittura, in una nota del settembre scorso, parla chiaramente di danno erariale per la Regione Lazio. Ovvio che il tema che sta a cuore ai “rivoltosi” più che il riflettore sui passaggi immobiliari è quello di evitare il trasferimento presso una sede mal collegata e comunque, decentrata rispetto al palazzo fantozziano di via Rosa Raimondi Garibaldi dove ora sono più che impegnati nella gestione dei fondi Ue.
E così è arrivata una diffida formale, trasmessa anche alla Procura di Roma. Scrive la Direr: “La Regione Lazio non possiede alcun titolo giuridico per occupare legittimamente lo stabile… nel rendiconto di gestione al 30 giugno 2014, il Fondo Comune di Investimento Immobiliare Ippocrate esprime pesanti riserve sulla possibilità di cessione del contratto di locazione tra la società Lazio Service e la Regione”.
Infine l’ultima perla: la scelta del subentro nell’affitto non è stata fatta con gara ad evidenza pubblica. Ce n’è abbastanza per scoprire i motivi di tanta passione dal parte della Segreteria generale della Regione per un immobile al centro di un’inchiesta penale.

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IL CASO. Il sindacato dei dirigenti Direr denuncia la manovra per trasferire i dipendenti dell’assessorato all’Agricoltura nell’immobile al centro dello scandalo Enpam. E scrive alla Procura: “La Regione non ha il titolo giuridico per subentrare nel contratto di Lazio Service e c’è un danno erariale”
