La politica dei “veti” colpisce il leader de ‘La Destra’, Francesco Storace. “Il Nazareno ha cambiato Regione. Se FI rinuncia al proprio candidato, mette il veto a me e sceglie uno del Ncd, che neanche era tutto perché mancava il consigliere De Lillo, i risultati sono devastanti. Ha perso la prepotenza”. Così commenta il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio al termine della votazione alla Pisana dei tre “grandi elettori”.
Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti (Pd) il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori (Pd) e il consigliere Gianluca Perilli (M5s) saranno i tre delegati della regione Lazio che parteciperanno all’elezione del presidente della Repubblica. La scelta dei tre “grandi elettori” è avvenuta, con votazione a scrutinio segreto, durante la seduta del Consiglio Regionale. 50 sono stati i consiglieri votanti. Il governatore Zingaretti e il presidente dell’Aula Leodori hanno ottenuto 30 preferenze ciascuno, Gianluca Perilli ha incassato 10 voti: un colpo di scena perchè i colleghi del suo gruppo sono solo sette. La spaccatura nel centrodestra è netta, con “l’avversario” Giuseppe Cangemi, espressione di Ncd, superato di un solo voto. Due sono state le schede bianche.
A determinare la vittoria del candidato del M5s, Gianluca Perilli, non è stata solo l’assenza del consigliere Fabio De Lillo (Ncd), che ha dichiarato di essere “all’estero per lavoro”, ma anche la presenza di due schede “curiose” che indicavano i nomi Leodori-Perilli e Cangemi-Perilli.
La coppia “Leodori-Perilli” potrebbe essere stata votata dal leader de ‘La Destra’, Francesco Storace, che si era candidato per essere eletto come rappresentante del centrodestra, dichiarando che, nel caso non fosse stato scelto, il suo voto sarebbe andato a favore del candidato pentastellato, in quanto rappresentante del gruppo di opposizione più numeroso.
La seconda preferenza in più indirizzata a Perilli sarebbe a questo punto riconducibile al consigliere Olimpia Tarzia (Lista Storace) che avrebbe seguito a ruota il suo collega. Resta l’incognita della scheda “Cangemi-Perilli” che, secondo voci di corridoio, potrebbe essere stata compilata da un consigliere di Forza Italia il quale, non potendo votare per Francesco Storace (obbedendo al veto posto dal partito nazionale) e come segno di protesta nei confronti della scelta di Antonello Aurigemma come nuova guida del gruppo consiliare (in seguito alle dimissioni di Luca Gramazio da capogruppo) non condivisa da tutti, avrebbe optato per la “strana coppia”.
“Il nostro appello, che abbiamo fatto pochi giorni fa ai consiglieri liberi dai giochi di partito, a votare la forza più numerosa dell’opposizione è stato accolto. Siamo più che soddisfatti”. Così il capogruppo del M5s, Gianluca Perilli. “Con la spaccatura del centrodestra, siamo l’opposizione più forte – ha ribadito Perilli – I colleghi hanno rispettato un principio democratico nell’interesse dei cittadini del Lazio”. A chi gli ha chiesto chi voterebbe come Presidente della Repubblica, il delegato M5s per il Lazio ha replicato “ci consulteremo, è molto presto di parlare di questo. I nomi che sono stati fatti finora sono bruciati, aspetteremo di parlare con i colleghi del nazionale. Il dato importante è questo: – ha concluso – che la Regione Lazio ha tra i delegati uno del moVimento”.


