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“Un supervulcano minaccia la città”. L’allarme 5 Stelle scuote la Rete

“Un supervulcano minaccia la città”. L’allarme 5 Stelle scuote la Rete
Più grande del Vesuvio, e mette a rischio 5 milioni di persone. I Colli Albani finiscono nel mirino dell’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Fabio Massimo Castaldo, che racconta con un post su Facebook di una minaccia occultata

“Un vulcano attivo più grande del Vesuvio, a due passi da Roma” Questo il post con cui il neo eurodeputato del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo sveglia i suoi follower su Facebook. La didascalia fa riferimento ad un forum online in cui si ricostruisce la storia geologica del territorio dei castelli romani.
Il portavoce europeo dei pentastellati romani, doppia laurea in giurisprudenza e forte di oltre 17mila preferenze raccolte nella capitale, si spinge in un territorio scientifico inesplorato e riprende quello che è un dato di fatto conosciuto dai più, ovvero come “Il complesso vulcanico dei Colli Albani è ancora in attività, anche se dormiente”. Secondo il forum indicato dal pentastellato esiste il ragionevole e allarmante dubbio che il supervulcano possa aggiungersi alla lista dei vulcani potenzialmente pericolosi in Italia. Sarebbero proprio alcuni “recenti studi effettuati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a sottolineare come potrebbe riprendere la propria attività eruttiva in un futuro più o meno lontano rendendo la prevenzione e l’attenzione piuttosto alta per quanti vivono sui Colli Albani e per milioni di abitanti di Roma”.

A rileggere la letteratura vulcanologica l’ultima grande fase eruttiva dei Colli Albani è stata datata a circa 17.000 anni fa e persistano alcuni fenomeni che denotano come l’attività non sia ancora del tutto cessata: il continuo sollevamento dell’area, le frequenti crisi sismiche, insoliti boati e tremori e gli elevati valori di emissione di gas tossici sono simili solo a quelle descritte per vulcani attivi e molto pericolosi.
Episodi di fenomeni catastrofici si estenderebbero fino all’epoca romana: “Così scriveva Tito Livio, negli ‘Ab Urbe condita libris’: Sconfitti i Sabini, quando ormai il regno di Tullio e la potenza romana avevano raggiunto il vertice della gloria e della ricchezza, venne annunciato al re e ai senatori che sul monte Albano stavano piovendo pietre”.
Terrificanti colate di fango hanno devastato la zona a sud di Roma della piana di Ciampino. “Alla prospettiva di riattivazione eruttiva – si legge nelle conclusioni – si aggiunge la pericolosità connessa a fenomeni di esondazione del Lago e alla formazione di nubi di gas tossici e mortali, che sono ripetutamente avvenuti in un passato geologicamente molto recente. L’intensa urbanizzazione dei suoi versanti e la prossimità di Roma ne fanno un vulcano a rischio potenziale molto elevato”.
Lo sanno bene gli abitanti delle zone più vicine ai punti caldi. I principali punti di emanazioni gassose tossiche si trovano a Cava dei Selci, nella solforata di Pomezia e a Tor Caldara. La Protezione Civile ha prodotto un apposito documento per avvisare le popolazioni dei Colli Albani e in aree a sud di Roma che sta convivendo con un problema che può diventare molto serio.
Tuttavia parlare di un vero e proprio allarme pare eccessivo, anche agli stessi utenti del social network che reagiscono lapidari: “Mi sembra più pericolosa la troika. i titoli di giornali di stamattina sono inquietanti. Fate buon lavoro”.