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Via del Serafico 107, bufera su Tardiola. M5S: “La Regione faccia chiarezza”

Dopo la denuncia di affaritaliani.it, lettera infuocata della presidente del Comitato di controllo contabile al Segretario regionale: “C’è una complessa indagine”. E il consigliere Santori raddoppia: “Un altro esempio di gestione inefficiente”

Sulla vicenda dell’immobile di via del Serafico 107, denunciata da Affaritaliani.it esplode la bufera. Valentina Corrado, consigliera del M5S Lazio e Presidente del Comitato di controllo contabile della Regione, ha inviato una lettera ad Andrea Tardiola, segretario generale della Regione Lazio.

Ecco il testo che dà ancora più evidenza a quanto pubblicato nell’edizione di giovedì 8 ottobre: “Avendo ricevuto più di una comunicazione aventi ad oggetto la questione del trasferimento del personale, ho ritenuto doveroso scrivere a Tardiola vista l’assenza di risposte da parte di quest’ultimo a tutte le precedenti comunicazioni. Secondo me è opportuno verificare la legittimità del trasferimento del personale nell’immobile di Via del Serafico anche perché da un primo esame degli atti sembrerebbe che la destinazione d’uso dell’edificio sia di natura commerciale e non pubblica, quindi, come noto, per poterla cambiare bisogna prima avviare un articolato procedimento tecnico-amministrativo per valutarne la congruità, eseguire le opportune valutazioni sia di natura statica che sull’adeguamento degli ambienti di luoghi di lavoro in ossequio alle normative vigenti. Inoltre è bene rammentare che risulta in corso una complessa indagine sulla legittimità degli atti di compravendita dell’immobile medesimo ivi compreso quello perfezionato dalla società Belgravia Invest.
Dagli atti trasmessi al mio Ufficio si appura che l’edificio è stato dapprima concesso in locazione alla Lazio Service e che, nonostante le anomalie tutt’ora al vaglio della Magistratura, sarebbe intenzione dell’Amministrazione dar comunque corso a illegittime e dispendiose operazioni di trasloco. E’ quindi necessario un chiarimento da parte dell’Amministrazione in ordine ai quesiti, anche tecnici, posti dalle varie sigle sindacali che meritano una risposta ben motivata in merito alla fattibilità o meno delle proposte formulate. Vista l’importanza della questione, il reiterato silenzio della Segreteria Generale è incomprensibile, così come la sua condotta che, ignorando tutte le richieste e le osservazioni, ha deciso di procedere autonomamente, in totale assenza di contraddittorio”.

E sull’affaire palazzi, entra in campo anche il consigliere regionale Fabrizio Santori: “La Regione Lazio spende complessivamente 16,2 milioni di euro annui in canoni di locazioni passive per le 29 sedi in affitto, di cui 7 nella sola città di Roma. Ora arriva l’ennesimo scempio nei confronti dei dipendenti regionali: il trasferimento coatto e anti economico della Direzione Agricoltura da via Rosa Raimondi Garibaldi nella sede in locazione di via del Serafico 107 che costa oltre 4 milioni e 700 mila € l’anno. E’ inaccettabile che proprio in questi giorni si sta consumando nel silenzio più totale un altro esempio di una gestione grave e  palesemente inefficiente del personale e del patrimonio regionale, lasciato colpevolmente abbandonato mentre si continuano a favorire manovre di sperpero di denaro pubblico in barba alle indicazioni restrittive imposte dal Governo sulla gestione degli affitti passivi e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico” così in una nota Fabrizio Santori consigliere regionale del Lazio che sul tema ha presentato due interrogazioni urgenti che non hanno ancora ricevuto risposta dal presidente della Regione Lazio Zingaretti.
“Non comprendiamo i motivi per i quali Andrea Tardiola, Segretario Generale della Regione Lazio, continui imperterrito questa azione di trasferimento dei dipendenti in un immobile che ospita la sede della società regionale Lazio Service già oggetto di numerosi dubbi tra operazioni immobiliari e di leasing poco chiare e una folle gestione su cui è calato il silenzio da parte della giunta Zingaretti. Il Segretario Generale risponda alle ipotesi alternative che sono da mesi sul suo tavolo, così come quella presentata dal Sindacato DiCAAP, che vanno nella direzione di una razionalizzazione degli spazi e conseguentemente anche ad una razionalizzazione della spesa.
Secondo i calcolai effettuati dal DiCAAP, sui dati estratti dalla sezione Amministrazione trasparente e il numero dei moduli rinvenuti dalle planimetrie della sede di via Rosa Raimondi Garibaldi, emergerebbe che si potrebbe ricondurre nella stessa sede anche il personale dislocato in altre sedi in affitto, con un’evidente risparmio di costi. Non va dimenticato, infatti, come la Regione Lazio spenda complessivamente 16,2 milioni di euro annui in canoni di locazioni passive per le 29 sedi in affitto, di cui 7 nella sola città di Roma. Da Zingaretti, già formalmente interpellato per tramite di due interrogazioni urgenti, vogliamo una presa di posizione netta e ci auguriamo che voglia tornare sui suoi passi su questo progetto economicamente scellerato, avviando finalmente un reale processo di razionalizzazione e di spending review abbandonando atteggiamenti discriminatori e privilegi che appartengono al passato”, conclude Santori.