Giornate di ordinaria follia nel sistema di emergenza sanitaria 118. Come si era chiuso il 2013 così si è aperto il nuovo anno con lo stesso identico copione, drammatico per i cittadini, umiliante per gli operatori del servizio 118. Dalla rilevazione giornaliera dei mezzi di pronto soccorso disponibili in città effettuata dalla Cgil, i risultati evidenziano almeno 39 ambulanze del 118 ferme nei Pronti Soccorsi di diversi ospedali di Roma e Provincia: 2 all’Ospedale di Albano, 2 all’Ospedale di Frascati, 2 all’Ospedale di Monterotondo, 3 al Policlinico Casilino, 3 al Policlinico Umberto I, 3 al San Camillo, 3 al S. Andrea, 9 al Pertini, 6 al Policlinico Tor Vergata.
In pratica oltre un quarto dei mezzi di soccorso normalmente operativi sul territorio romano sono fermi nelle accettazioni e nei Pronto Soccorsi, impossibilitati a ‘liberare’ le barelle. Ma non è tutto. “Oltre al persistere dei blocchi delle ambulanze un’altra situazione critica sta venendo alla luce – denuncia Natale Di Cola, Segretario Generale CGIL FP Roma e Lazio la mancanza assoluta dei posti letto nelle Terapie Intensive e di Rianimazione”.
Parlano ancora i numeri che ben raffigurano più di qualsiasi grido di allarme: “Dal 1 gennaio 2014 su 350 richieste di posto ‘letto critico’ solo 50 sono state evase dalla Centrale Operativa Regionale dell’ARES 118′. In pratica – conclude Di Cola – solo il 17% di questa criticità viene affrontata concretamente con l’individuazione del posto letto specialistico. Il restante 83% resta in attesa”.
É capitato che più di un paziente critico, infartuato o che necessitava di un posto in rianimazione, sia stato gestito ed assistito nel Pronto Soccorso se non addirittura nelle Camere Operatorie, bloccandole per le urgenza, in attesa di un posto letto idoneo alla sua patologia. “I livelli assistenziali, nell’emergenza sanitaria, sono ridotti al minimo e la sensazione è che il peggio deve ancora arrivare con il picco dell’influenza. E’ necessario un intervento, immediato e strutturale, di tutti – secondo il segretario della Cgil – Regione Lazio, ASL, Aziende Ospedaliere, per affrontare in discontinuità e concretamente questi eventi che coinvolgono pazienti ad “altissimo rischio sanitario”. Occorre intervenire con provvedimenti che evitino il black-out definitivo dell’emergenza sanitaria 118 Laziale che attivino i posti letto critici necessari a garantire i cittadini della Regione Lazio”.

