
Eleganza rinascimentale tra storia, arte e giardini
Villa Lante al Gianicolo, costruita nei primi decenni del Cinquecento, è una delle ville suburbane meglio conservate di Roma: elegante nell’architettura, ricca di decorazioni interne e circondata da giardini che scendono sul pendio del colle.

L’amonia Raffaellesca sopravvissuta al Sacco di Roma
Originata come residenza di Baldassarre Turini, funzionario alla corte di Leone X, la villa è tradizionalmente attribuita a Giulio Romano, allievo di Raffaello. L’influenza raffaellesca si legge nell’armonia delle proporzioni, nelle logge e nell’integrazione con il paesaggio. All’interno si riconoscono interventi di artisti della cerchia di Raffaello, come Polidoro da Caravaggio e Vincenzo Tamagni; il grande salone conserva decorazioni che celebrano le imprese del committente e dei pontefici suoi protettori. Un graffito datato 6 maggio 1527 ricorda il sacco di Roma e i danni subiti in quell’anno.

Cinque secoli di passaggi e rinascite
La storia della villa attraversa trasformazioni e cambi di proprietà: nel Cinquecento passò alla famiglia Lante, poi, nel XIX secolo, fu sede di un noviziato femminile della congregazione del Sacro Cuore. A fine Ottocento divenne un vivace salotto culturale sotto la cura dell’archeologo Wolfgang Helbig e della moglie Nadine. Nel 1950, poi, la proprietà fu acquisita dalla Finlandia grazie alla donazione di Amos Anderson;, oggi Villa Lante, invece ospita l’Institutum Romanum Finlandiae, centro di ricerca umanistica e archeologica, e la cancelleria dell’Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede.

Una villa romana tra trasformazioni e vocazione internazionale
Tra gli ambienti di maggior pregio la loggia affacciata su Roma, pensata come belvedere e spazio di ricevimento, con volte decorate da temi mitologici e terminata nel 1531. Una scalinata in marmo porta al piano superiore, dove sono la cancelleria affrescata con ritratti di letterati, le stanze degli studenti e una terrazza panoramica che domina la città. Alcuni affreschi originari furono staccati quando la villa divenne proprietà religiosa; parti di quelle decorazioni sono oggi a Palazzo Zuccari grazie all’intervento di Henriette Hertz. Tra le opere rimaste in loco spicca l’Allegoria d’Italia di Valentin de Boulogne, dipinto di grande rilievo.
L’Institutum mantiene attiva la vita culturale della villa: ospita conferenze, seminari e concerti e apre gratuitamente al pubblico una mattina al mese per gli Open Day (venerdì ore 9–12). Il prossimo appuntamento è il 12 giugno, prima della pausa estiva.
Si ringraziano per le foto Emio Sturla Furnò e Stefano Farinetti

