Schiaffi al volto e alla testa, strattonamenti violenti, minacce e umiliazioni rivolte a bambini di appena tre anni. Con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei minori affidati alla sua cura, una educatrice di 62 anni, in servizio presso un asilo nido comunale di Roma, è stata sospesa dall’esercizio del pubblico servizio. La misura cautelare interdittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura, è stata eseguita dai Carabinieri della Stazione San Giovanni. L’attività investigativa è partita lo scorso maggio, dopo le segnalazioni di diversi genitori che avevano denunciato comportamenti vessatori nei confronti dei figli.
Microspie e telecamere rivelano violenze sistematiche
Per verificare le testimonianze, i Carabinieri hanno installato microspie e telecamere nascoste all’interno della struttura. I filmati audio-video hanno mostrato un quadro di violenza abituale e sistematica, sia psicologica che fisica. Oltre alle aggressioni verbali, alle minacce e alle continue umiliazioni, le indagini hanno documentato episodi di violenza fisica: i piccoli venivano strattonati con forza per le braccia, sollevati e fatti ricadere bruscamente sulle sedie, oppure colpiti con schiaffi alla nuca, al volto, alle braccia e alle gambe.
Il provvedimento del G.I.P. e l’allontanamento immediato
Di fronte alla gravità degli elementi raccolti, la Procura ha chiesto e ottenuto dal G.I.P. il provvedimento interdittivo che allontana l’insegnante dalla struttura e dai bambini. Una decisione ritenuta necessaria per tutelare i minori e garantire la sicurezza all’interno dell’asilo nido comunale, mentre proseguono gli accertamenti per definire ogni responsabilità.
I precedenti a Roma: un fenomeno che si ripete
Il caso riaccende l’attenzione su un tema che negli ultimi anni ha colpito più volte la Capitale. Nel 2023, in un asilo privato della zona Appio Latino, una maestra fu sospesa dopo che le telecamere installate dai Carabinieri avevano documentato spinte, urla e punizioni fisiche inflitte ai bambini durante le ore di gioco. Pochi mesi prima, in un nido della Balduina, un’altra educatrice era stata indagata per strattonamenti e minacce, con i piccoli costretti a rimanere immobili per lunghi periodi come forma di “disciplina”.
Due maestre di una scuola dell’infanzia di Formello sono state condannate a due anni e due mesi di reclusione per maltrattamenti ai danni di alcuni bambini. L’inchiesta era nata dalle denunce dei genitori e si era sviluppata grazie a intercettazioni audio-video che avrebbero documentato episodi di violenza fisica e psicologica,
Violenza negli asili del Lazio: casi anche fuori Roma
Episodi simili hanno interessato anche altre province del Lazio. A Velletri, nel 2022, una maestra di scuola dell’infanzia venne sospesa dopo che le indagini avevano rivelato urla, insulti e schiaffi ai bambini durante le attività quotidiane. A Latina, nel 2021, un asilo nido fu al centro di un’inchiesta che documentò trattamenti punitivi, come l’isolamento forzato e la privazione dei giochi, inflitti ai piccoli di due e tre anni. In tutti questi casi, le indagini erano partite da segnalazioni dei genitori, spesso allarmati da cambiamenti improvvisi nel comportamento dei figli.
Un problema strutturale: controlli, formazione e prevenzione
Gli inquirenti sottolineano come questi episodi, pur riguardando una minoranza del personale educativo, evidenzino un problema strutturale legato alla mancanza di controlli costanti, alla sottovalutazione dei segnali di disagio e alla scarsa formazione sulla gestione dei bambini più piccoli. Le procure del Lazio, negli ultimi anni, hanno più volte ribadito la necessità di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di introdurre protocolli più rigidi per prevenire comportamenti violenti nelle strutture dedicate alla prima infanzia.


