L’artista Franco Losvizzero è stato recluso per 11 giorni in una stanza dell’ex fabbrica Fiorucci: 11 giorni di “Residenza in Comunione” con gli occupanti abusivi del grande complesso industriale che già da anni raccoglie famiglie provenienti dai 4 angoli della terra. Magrebini, rom, marocchini, peruviani e financo italiani, una città nella città, un luogo “altro” che ha nome Metropoliz. Tutto questo per diventare lui stesso abusivo ma soprattutto rifugiato come molti di coloro che lo accolgono.
Si tratta di una performance d’arte contemporanea che vede l’autore rinchiuso in una sorta di clausura artistica, senza acqua e senza cibo, se non quello che gli abitanti stessi della “città meticcia” si sarebbero sentiti di portargli. A turno le famiglie si occupano di far arrivare ora un pranzo, ora una cena al “detenuto” al fine di sostenerlo nel suo scopo: donare due opere inedite al Museo MAAM, il museo che coinvolge l’intera area, comprese le case degli immigrati/residenti ed arrivare a fine detenzione con undici nuove opere per una mostra che verrà ospitata nel museo stesso per altri 6 mesi.
Il 16 ottobre alle 20.30 ci sarà “L’Ultima Cena” dell’internato. Un tavolo con tredici posti, organizzato nella cella stessa, raccoglierà le persone che lo hanno sostenuto con cibo e attenzione in questi 11 giorni e gli artisti che hanno lavorato in “comunione” con Losvizzero: Veronica Montanino, Cristiano Petrucci e il direttore del Museo MAAM Giorgio de Finis. Si mangerà allo stesso tavolo cibo delle diverse etnie e la performance sarà in diretta streaming. Le opere finite saranno esposte e una festa “di liberazione” coinvolgerà l’intero Metropoliz fino a tardi.
