Francesco Storace si affida direttamente alla satira. Annulla ogni prospettiva di fare opposizione al Piano Casa, il vice presidente del Consiglio paragona Zingaretti a Renzi con i manifestanti e i sindacati.
Scrive il leader de La Destra sul sito del partito: ““Diffidate dalle imitazioni. Alle regione Lazio abbiamo una pericolosa clonazione del presidente del Consiglio. Dopo il sondaggio ordinato – o ordito? – dal suo capogruppo in Campidoglio, D’Ausilio (nomen omen), contro Marino e che ha statisticamente decretato persino la sua prevalenza su Matteo Renzi, Nicola Zingaretti non sta più nella pelle e ha commissionato una specie di sterminio dell’opposizione pur di fare approvare il piano casa. Così come Renzi evita di parlare con i sindacati e con la sinistra del suo partito, Zingaretti alias Zingarenzi pensa di fare altrettanto con chi, a differenza dei sindacati e dei parlamentari nominati, ha conquistato voto su voto la rappresentanza democratica esattamente come lui”.
“Tutto è successo ieri – scrive Storace – La proposta di legge sul piano casa, tanto gradita ai costruttori romani, e’ stata sventagliata da una raffica denominata maxiemendamento di giunta, finalizzato ad abbattere ogni proposta emendativa dei consiglieri regionali, di opposizione ma anche di maggioranza. Avevamo da poco esultato per aver visto approvare all’unanimità un nostro emendamento che garantiva alle forze armate e dell’ordine quote consistenti di case ad housing sociale, che l’assessore Civita, senza nemmeno illustrarlo, ha depositato il maxiemendamento che ha scatenato l’inferno. In pratica si decapita la discussione e oggi, certamente fino a notte inoltrata, discuteremo, tratteremo, litigheremo, ma faremo di tutto per convincere la maggioranza a evitare questo abuso. Chiediamo di poter discutere almeno le nostre proposte: mutuo sociale per far si’ che anche la povera gente possa finalmente aspirare a diventare proprietaria di casa; e stop ai poteri urbanistici ai fantocci istituzionali rappresentati dalle nuove province che Renzi ha finto di cancellare. E’ inaccettabile che di tutto questo non si possa parlare. Mentre Renzi twitta al mondo la sua presunta volontà innovatrice con tanto di smartphone, e’ davvero il caso di dire che Zingaretti resta fermo al telefono a gettone se pensa di impedire il dibattito democratico. Ma come, proprio lui che ha detto che così come sono le province andrebbero sciolte, lascia in piedi i loro poteri urbanistici? E perché, se si tratta di amministratori che nessun cittadino controllerà visto che sono eletti all’interno della congrega dei consiglieri comunali? ‘Zingarenzi’ non esageri. Stiamo parlando di urbanistica. E blindare una legge del genere induce sempre al sospetto, all’illazione, al fango. Perché gettarselo da soli addosso e’ qualcosa che non si capisce. E oggi, fino all’ultimo, tenteremo di convincere la maggioranza ad evitare prove di forza. A costo di discutere tutta la notte, fino a domattina, ma è sul merito delle nostre proposte che dovete pronunciare i vostri si’ e i vostri no. Non fuggite dietro una specie di voto di fiducia che nessuna fonte normativa ha ancora delegato alle regioni”.
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Il leader de La Destra paragona il Governatore del Lazio al presidente del Consiglio: ” Così come Renzi evita di parlare con i sindacati e con la sinistra del suo partito, lui abbatte gli emendamenti delle minoranze”. Il caso nasce dalla legge “che piace tanto ai costruttori”
