Era il lunedì di San Martino quando sulla Giunta Zingaretti era esplosa una vera e propria tempesta, bufera che si è prolungata per giorni fino ad oggi, quando le dichiarazioni dell’assessore alla Cultura, Lidia Ravera sono tornate a risuonare nell’aula del Consiglio Regionale. “I bimbi morti in utero… sono grumi di materia”, questo era il virgolettato che aveva suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche. Si parlava dell’istituzione di un cimitero dei non nati: prima l’affondo del Vicariato di Roma, poi il caso Ravera diventa una petizione on line promossa dall’Udc Luca Volontè per chiedere la testa della scrittrice al Governatore Zingaretti.

Nicola Zingaretti ha preso la parola rispondendo ad una interrogazione della consigliera Olimpia Tarzia: “Una opinione personale espressa su un blog non può essere considerata un indirizzo di governo” ha giustificato l’intervento della Ravera, senza però nascondere che quell’intervento aveva causato un vero e proprio terremoto all’interno della maggioranza. “Non tutti, forse nessuno ha condiviso il contenuto di quell’articolo e non tutti hanno le stesse opinioni o sensibilità – ha spiegato Nicola Zingaretti – Ma la presenza di questa diversità la considero un valore e non problema da nascondere – ha aggiunto – se mettiamo in discussione il diritto di esprimere idee su questo non sono d accordo” e cita Voltaire: “Non condivido la tua opinione, ma sono pronto a morire perché tu possa esprimerla”.
La miglior difesa è l’attacco così Zingaretti tira in ballo l’ex sindaco Gianni Alemanno: “Sostenne che non andava ad un corteo di gay perché era un corteo di parte, poi però si presentò con la fascia tricolore al corteo contro una legge dello stato (il corteo antiabortista del 12 maggio 2012. ndr) a cui partecipò anche Militia Christi”. Per poi uscire dall’imbarazzo ha tentato di sviare il discorso verso la proposta di un piano organico di interventi “per il rilancio delle politiche a sostegno della donna e per la legittimazione del sistema dei consultori”. “Purtroppo – ha concluso il presidente Nicola Zingaretti – in questi anni nel Lazio si è difesa la vita più con le parole che con i fatti”.
Un intervento che non ha però convinto, e l’assenza dell’assessore Ravera che ha disertato l’aula, ha alimento il fuoco incrociato delle opposizioni. “Una toppa peggio del buco – secondo il Capogruppo Pdl alla regione Lazio Luca Gramazio. – Il presidente Zingaretti non può limitarsi a dire che si tratti di un’opinione personale. Un assessore non può permettersi certi scivoloni. E l’imbarazzo di alcuni esponenti di maggioranza è la dimostrazione chiara della gravità dell’intera vicenda. Inoltre, pesa l’assenza dello stesso assessore, che doveva essere in aula e mettere la faccia di fronte a questa “brutta figura”.
