Cinque giorni di battaglia, migliaia di emendamenti, una maratona che ha visto il traguardo solo nella notte del 28 Dicembre: la legge di stabilità e il bilancio previsionale alla fine sono stati approvati dopo Natale per la prima volta dopo anni. Ce l’abbiamo messa tutta, compatti, nell’evitare l’aumento dell’addizionale regionale Irpef dello 0,6% per il 2014 e di un ulteriore 1% per il 2015. Ma non ce l’abbiamo fatta. Riprendendo lo slogan di Zingaretti immaginavamo senz’altro un aumento della pressione fiscale e, con questo, un aumento degli sperperi, delle consulenze esterne e delle “marchette”. Ma non con questa faccia tosta.
Un bilancio di previsione triennale lacunoso, con alcune voci nulle e altre poste di bilancio esageratamente grasse. Un bilancio pericoloso e non rispettoso se raffrontato ai sacrifici richiesti ai cittadini di questa Regione. Abbiamo cercato di evitare un finanziamento di ben 3 milioni di euro alle comunità montane, che Zingaretti rifinanzia proprio mentre si discute di abolirle insieme alle Province, cercando di far comprendere che tutti questi soldi cozzavano concettualmente con gli zero euro stanziati per la ricostruzione dei boschi danneggiati dagli incendi. Si foraggiano le Comunità Montane e si stanziano solo 100mila euro per il risanamento acustico e appena 500mila euro per il miglioramento della qualità dell’aria. E se vi dicessi che i soldi alle Comunità Montane diventano 4 milioni nel 2015 e ben 5 milioni nell’anno successivo? Uno sperpero di immani proporzioni e questo, purtroppo, è solo un piccolo esempio di un bilancio di sperperi e tasse.
Abbiamo proposto un rifinanziamento del Patto per Roma Sicura che la Giunta ha ridotto di un terzo, proprio mentre le denunce ci parlano di un furto ogni tre minuti solo nella Capitale. L’investimento in sicurezza è addirittura inferiore rispetto a quello del Garante per i detenuti. Abbiamo inoltre denunciato che non era possibile stanziare oltre 60 milioni di euro, il 26% dei 229 milioni di euro sottratti dalle tasche dei residenti con l’aumento dell’addizionale irpef, per i diritti dei detenuti e il funzionamento degli uffici del Garante e per attività culturali e interventi diversi nel settore culturale. Si tratta di cifre che vanno ben oltre l’8% delle risorse totali stanziate in questa manovra di bilancio.
Senza parlare degli impegni, che attraverso appositi ordini del giorno, erano stati approvati in sede di bilancio 2013 e che invece sono stati smentiti dai fatti di questa Giunta. Nessun finanziamento al Ponte dei Congressi e neanche alla riqualificazione della Valle Galeria, pochi euro per le verifiche sulla presenza del radon nelle scuole dell’infanzia e nei nidi della Regione. Bocciate anche le proposte di ulteriori fondi a sostegno dei genitori separati, dei disabili e per il sostegno alle famiglie disagiate.
Abbiamo per fortuna sventato la riduzione dell’Iresa, l’imposta sul rumore a carico delle compagnie aeree, che il centrosinistra voleva approvare per favorire le lobbies. Sarebbe stato assurdo, un ulteriore colpo alle famiglie più tartassate d’Italia. Siamo riusciti a dirottare queste risorse sull’esenzione dall’incremento dell’addizionale Irpef per chi ha un reddito annuo inferiore a 50.000 euro ed ha a carico tre figli e per la creazione di un Fondo alle famiglie per mutuo prima casa da 7,5 milioni di euro, fortemente voluto dalle minoranze. Grazie ad un ordine del giorno, dove sono primo firmatario, siamo anche riusciti ad evitare che le prossime sedute siano invase da carta. Solo per questo consiglio si è calcolata la diffusione di oltre 700.000 fogli di carta che la prossima volta saranno de materializzati. Altro obiettivo raggiunto va incontro alle associazioni della Protezione Civile: non pagheranno il bollo auto per i mezzi in servizio istituzionale. A dire il vero abbiamo proposto l’abolizione del bollo sulle auto per le famiglie che hanno un solo mezzo e con figli a carico, ma la proposta è stata sonoramente bocciata dalla sinistra.
E’ una sinistra che a colpi di maggioranza non ha avuto pietà di nulla, se non di custodire gelosamente le proprie marchette. Tanto per la cultura e la comunicazione, quasi nulla per ambiente e sicurezza, solo maxi stangate. Abbiamo provato con migliaia di emendamenti e una dura discussione a portare la barra dritta ma non c’è stato nulla da fare. I consiglieri del centrosinistra licenziano un bilancio così come era stato previsto dalla Giunta. Ecco è questa la ricetta della spremuta di tasse rosse. A febbraio il sindaco Marino, con il bene placet di Letta e Alfano, sarà costretto ad aumentare l’addizionale comunale Irpef dallo 0,9% all’1,2 e il gioco è fatto soprattutto per i redditi medi che pagheranno 200 € in più rispetto al 2013. Previsti anche aumenti della Tares con la Tax Service e ulteriori rincari su nidi, strisce blu e trasporto pubblico. Senza dimenticare l’ulteriore taglio di 900 posti letto con tanti cittadini del Lazio che dovranno quindi ricorrere alla sanità privata, oltre che probabili minor risorse per i servizi sociali, gli stessi che dovrebbero aiutare i cittadini indigenti. Senza parlare della rivalutazione degli immobili che porterà ad altre uscite da IMU e all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia elettrica come già previsto dalle associazioni dei consumatori e dai sindacati. I romani sono strangolati da tariffe e tasse, per molti diventerà un lusso abitare nella Capitale.
Fabrizio Santori
Consigliere regionale del Lazio
