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Zingaretti, “nuvola” da 1,3 mln. Acquisti via web, gara servita

Zingaretti, “nuvola” da 1,3 mln. Acquisti via web, gara servita
IL CASO. Oltre la Consip, la Regione Lazio ha una società informatica. Però sceglie la via esterna per progettare l’i-cloud con il quale gestire tutti gli acquisti, compresi quelli delle società controllate e le spese di tutto il sistema sanitario

Spendere quasi due milioni di euro per realizzare una piattaforma con la quale gestire tutto il flusso degli acquisti pur avendo tra le società controllate un’azienda specializzata in informatica. Succede questo alla Regione Lazio. In tempo di spending review e con le casse pubbliche ridotte al lumicino, sul Bollettino Ufficiale del 21 agosto è stata pubblicata la determinazione con la quale l’ente di Nicola Zingaretti è intenzionato a realizzare una super-nuvola nella quale custodire tutte le procedure di acquisto della Regione, delle aziende controllate e di tutto il complesso sistema sanitario. E chisseneimporta se dal 2011 esiste la Lait, Lazio Innovazione Tecnologica, una società che “progetta, realizza e gestisce il Sistema Informativo della Regione Lazio per stimolare lo sviluppo della società dell’informazione, ponendo le basi per la creazione dell’amministrazione digitale”. Almeno così c’è scritto sul sito internet. E nuovola sarà anche in barba alla gara Lait del luglio scorso con la quale è stato deciso di passare alla fatturazione elettronica e che alle casse regionali è costata 996 mila euro più spiccioli.
La Regione vuole una sorta di madre di tutti gli i-cloud nel quale custodire e gestire tutti i segreti della nuova Direzione Regionale Centrale Acquisti: dalla negoziazione con i fornitori, sino all’unificazione degli acquisti e alla gestione dei contratti. E anche se una società informatica nazionale c’è e si chiama Consip, guidata dal ministero Economia e Finanze, il Lazio ha deciso di fare da sé. E dunque, la super nuvola che vale 650 mila euro per i primi due anni e altri 650 mila euro qualora i tecnici di via Rosa Raimondi Garibaldi decidessero di non far sciogliere al solo la nuvola e di prorogarla per altri due anni, in totale costerà ai cittadini del Lazio 1,3 milioni di euro, ai quali andranno aggiunti i costi per evitare che l’intera base dati non faccia la fine dei selfie dei vip americani e finiscia per essere “bucata” da qualche hacker. E per la sicurezza dei dati, si sa, il prezzo da pagare è salato. Il termine per la presentazione delle offerte scade il prossimo 9 ottobre.

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