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Fisco e Dintorni
INPS chiede 36mila euro ma viene condannata a pagarne 50mila
da sx: Dott. A. Sorrento e Dott. M. Guadalupi

Sta avendo notevole risalto la sentenza del Tribunale di Lecce che ha annullato una cartella esattoriale da 36.000 euro e condannato anche l’Inps a versarne 50.000 al contribuente. MilanoPerCorsi e Partite Iva Nazionali sono pronte a informare professionisti e imprese.

 

Nelle scorse settimane i media nazionali hanno segnalato un’importante sentenza del Tribunale di Lecce in tema di contributi previdenziali (si veda articolo su Adnkronos)

La questione è nata nel 2018 e riguarda la richiesta da parte di Inps e Agenzia Riscossione a un imprenditore salentino di circa 36.000 euro di contributi previdenziali risalenti a oltre 10 anni prima.

Il contribuente, difeso dall’Avv. Matteo Sances, aveva sempre contestato la debenza di quelle somme perché erano già state pagate e inoltre risultavano ampiamente prescritte.

Ebbene, il Tribunale di Lecce con sentenza n.2460 pubblicata il 21.09.2022 (sentenza disponibile su www.partiteivanazionali.it ) ha accertato non solo che le somme erano già state pagate ma addirittura che i pagamenti non erano dovuti e ha condannato gli enti a restituire quasi 50.000 euro.

Cosa molto importante è che la sentenza non è stata appellata dagli enti e dunque è passata in giudicato nei giorni scorsi diventando un precedente giudiziario di assoluto valore.

Spiega il Presidente di Partite Iva Nazionali, il Dott. Antonio Sorrento che “il motivo del rimborso di queste ingenti somme deriva dal fatto che da tempo la giurisprudenza ha chiarito che i contributi Inps si prescrivono in 5 anni e che successivamente NON POSSONO essere pagati dal contribuente. In pratica la Cassazione ha chiarito non solo la prescrizione dei contributi previdenziali ma ha previsto anche che una volta prescritti l’Inps non possa in nessun caso accettare i pagamenti dai contribuenti (si veda Cassazione a Sezioni Unite n.23397 del 16.11.2016). Ecco perché una volta arrivata la cartella abbiamo fatto i conti insieme all’Avv. Sances di quanto pagato in passato dall’imprenditore e ci siamo resi conto  che aveva versato molto di più rispetto al dovuto (quasi 50.000 euro) ma i pagamenti erano stati effettuati ben oltre il termine di 5 anni e dunque dovevano essere restituiti”.

Sul punto, interviene anche il Dott. Marcello Guadalupi, commercialista in Milano e Presidente di Milano PerCorsi, per segnalare che “Da tempo insieme a Partite Iva Nazionali e al Sindacato Italiano Commercialisti abbiamo sottolineato alle istituzioni il problema dei contributi previdenziali e assistenziali prescritti perché non è ammissibile che gli enti continuino a chiedere il pagamento di queste pretese ormai vietate per legge. Per questo motivo stiamo avviando iniziative volte a sensibilizzare le istituzioni, nel frattempo abbiamo deciso di organizzare anche una serie di eventi formativi per commercialisti insieme a PIN e all’Avv. Matteo Sances per informare i contribuenti in merito ai propri diritti ”.

 

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Tags:
#inpscondannata #matteosances #adnkronos #antoniosorrentopin #partiteivanazionali





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