Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
CRIMINALITA’, MIGRAZIONI , FONDI PER AMBIENTE, TUTELE CONSUMATORI
dott. Massimo Gaudina, Commissione europea

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda : si parla tanto di ambiente ma ci sono fondi e soluzioni innovative europee? Marianna Vuresi

Risposta: sì.  Al concorso europeo “I giovani e le scienze 2021” – selezione italiana  organizzato dalla Federazione nazionale delle associazioni scientifiche e tecniche di recente sono stati premiati dalla Commissione europea – Direzione Generale Ricerca diversi progetti sul tema ambiente come un progetto denominato Gold Rice  con  nano sensori d’oro per la salvaguardia della salute e dell’ambiente; un progetto che realizza foglie artificiali con nanoparticelle per il recupero di energia sviluppati da studenti italiani. Inoltre  l'Unione europea eroga finanziamenti a progetti in materia di ambiente, conservazione della natura e clima tramite il programma Life e LifePlus, dei cui fondi hanno beneficiato diverse associazioni, inoltre la   dimensione ambientale è inserita anche in altri fondi europei quali il programma  Horizon Europe che finanzia progetti di ricerca applicata; il FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale che finanzia la cooperazione tra territori simili e la loro crescita; il FSE Fondo Sociale Europeo che finanzia occupazione, lavoro e formazione, anche in materia ambientale, il FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale che finanzia lo sviluppo delle zone agricole con particolare attenzione all’ambiente; il FEAMP Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca che finanzia lo sviluppo e la tutela delle zone costiere.

 

Domanda: si fa molta polemica sulle migrazioni, ma non ci sono sempre state in Europa? Mario Musci

Risposta: certo, ha ragione. Già Le migrazioni preistoriche  hanno contribuito a formare il patrimonio genetico dei popoli europei contemporanei  e sono iniziate molto prima di quanto si era creduto fino ad oggi. Uno studio recente guidato da ricercatori delle Università di Bologna e di Padova e pubblicato sulla rivista Current Biology mostra infatti che la diffusione in Europa meridionale, e in particolare in Italia, di componenti genetiche legate all’Europa orientale e all’Asia occidentale risale ad almeno 17000 anni fa, ovvero 3000 anni prima di quanto ipotizzato finora. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Current Biology con il titolo “Early Alpine occupation backdates westward human migration in Late Glacial Europe” ed è stato guidato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Beni culturali (BONES Lab) dell’Università di Bologna, dove la mandibola è anche stata datata (14C BRAVHO Lab). Alla ricerca ha partecipato una vasta rete di istituti nazionali e internazionali che si sono occupati delle analisi genomiche tra i quali l’Università di Padova, l’Institute of Genomics dell’Università di Tartu (Estonia) e l’Università di Tübingen (Germania). La ricerca è stata finanziata dallo European Research Council tramite i progetti SUCCESS (ERC Starting Grant No. 724046) e RESOLUTION (ERC Starting Grant N. 803147); dallo European Regional Development Fund (Progetti No. 2014-2020.4.01.16–0030295, 2014-2020.4.01.16-0024, e MOBTT53); dall’Estonian Research Council (PRG243); e dal programma PRID 2019 dell’Università di Padova. Lo studio è stato svolto con il supporto del Ministero per i Beni Culturali e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto (SABAP di Verona, Rovigo e Vicenza).

Domanda: la criminalità organizzata non ha confini, si sta collaborando a livello europeo? Carla Forcella

Risposta: sì.  La Commissione europea ha presentato una nuova strategia dell'Unione Europea per contrastare la criminalità organizzata, incentrata sul rafforzamento della cooperazione tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie, per combattere le strutture della criminalità organizzata e i reati altamente prioritari, eliminare i proventi di reato e apportare una risposta moderna agli sviluppi tecnologici. Inoltre Eurojust,  Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale; promuove e migliora il coordinamento delle indagini e delle azioni penali tra le autorità competenti degli Stati membri. Europol  è una agenzia dell’Unione europea che contribuisce a rendere l’Europa più sicura assistendo le autorità di contrasto negli Stati membri dell’Unione Europea con servizi di sostegno alle operazioni sul campo delle forze di contrasto, un centro di scambio di informazioni sulle attività criminali e un centro di competenze in materia di contrasto. Lo strumento denominato  SIENA viene utilizzato per gestire lo scambio di informazioni operative e strategiche in materia di criminalità tra gli Stati membri, Europol e i terzi con cui Europol ha stretto accordi di cooperazione. SIENA opera in modo da rispettare tutti i requisiti giuridici di riservatezza e protezione dei dati, garantendo la sicurezza nello scambio di informazioni sensibili. Il sistema Europol per il raffronto dei laboratori illegali (EILCS) comprende dettagliate Informazioni  ad esempio fotografiche e tecniche su siti di produzione, deposito e scarico di droghe sintetiche.

Domanda: sono diminuite le emissioni di gas a effetto serra in Europa? Laura Guidi

Risposta: Le emissioni di gas a effetto serra dei gestori che rientrano nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) sono diminuite del 13,3 per cento, dice il dott. Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, nel 2020 rispetto al 2019. La riduzione complessiva, ci spiega,  è il risultato di una riduzione dell'11,2 per cento delle emissioni prodotte dagli impianti fissi e di una riduzione straordinaria del 64,1 per cento delle emissioni del trasporto aereo. Il settore dell'energia elettrica ha registrato un calo delle emissioni del 14,9 per cento che riflette sia la riduzione del consumo di elettricità dovuta alla pandemia e alla transizione dal carbone alla produzione di gas naturale, sia la sostituzione dei combustibili fossili con fonti energetiche rinnovabili. Questa significativa riduzione delle emissioni  sebbene in parte dovuta alla pandemia di covid-19  dimostra che il sistema ETS è uno dei più efficaci tra i nostri strumenti di politica climatica. A giugno, in occasione della presentazione del pacchetto legislativo “Fit for 55”, la Commissione  europea presenterà proposte per rafforzare ed eventualmente estendere il sistema ETS per adeguare il nostro mix di politiche al maggiore livello di ambizione in materia di clima. Il sistema ETS - pietra angolare della politica climatica dell'UE - copre le emissioni di oltre 10mila centrali elettriche, impianti industriali e compagnie aeree, che insieme generano circa il 40 per cento delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione Europea.

 

Domanda: ci sono truffe  e irregolarità nei siti on line di prestiti, qualcuno si sta preoccupando di questo tema molto importante in Europa per tutelare noi cittadini? Vincenza Carella

Risposta: sì, la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori hanno pubblicato i risultati di una revisione a livello dell'Unione Europea di 118 siti online di credito al consumo. L'obiettivo della revisione era proprio quello di verificare le offerte su dispositivi quali tablet o smartphone e controllare se gli operatori rispettino le norme dell'Unione Europea in materia di protezione dei consumatori per quanto riguarda le informazioni standard nel settore della pubblicità online per il credito al consumo. È emerso che più di un terzo dei siti web oggetto dell'indagine violava potenzialmente il diritto dei consumatori dell'Unione Europea. Mancavano o non erano chiare informazioni fondamentali quali il costo del credito, i tassi di interesse o l'obbligo di assicurazione. Inoltre, i siti web non sempre menzionano eventuali misure straordinarie nel quadro della pandemia di covid 19 che possono sortire un impatto sul credito al consumo (ad esempio, la possibilità di richiedere un periodo di rimborso per gli anticipi). Le autorità nazionali responsabili della tutela dei consumatori daranno seguito ai casi di potenziali irregolarità segnalati. Nell'ambito della nuova agenda per i consumatori, la Commissione europea sta lavorando alla revisione della direttiva sul credito al consumo.

 

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