Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
PortoLab e scuole, Ricerca, Intelligenza Artificiale, Assistenza e Previdenza

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: sto facendo una ricerca, ci sono dei dati relativi all’intelligenza artificiale e ai media?  Nicola Beretta

Risposta: sì. Di recente proprio sul tema “Intelligenza Artificiale cuore della digital transformation” l’Osservatorio TuttiMedia ha organizzato un pregevole webinar in cui si sono confrontati diversi esperti  e il prof. Derrick de Kerckhove, allievo di McLuhan, direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia  e  Maria Pia Rossignaud , Direttrice Media Duemila e Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia hanno dato vita ad una importante riflessione sulle criticità del presente oltre ad essere gli autori di un rilevante libro intitolato “Oltre Orwell. Il gemello digitale”, in cui evidenziano il fatto che il “gemello digitale” è la nostra vita riprodotta e raccontata dai dati; un "altro noi" che si fa strada grazie al mondo degli assistenti virtuali, che incarna tutte le facoltà umane e le trasforma in un tutt'uno, rendendoci «trasparenti». Saremo capaci di gestire questi strumenti per il bene di tutti, o finiremo per delegare loro poteri considerevoli, perdendo le capacità che ci rendono esseri umani, come l'intelletto, il giudizio, l'immaginazione? L'unico modo per non farci sopraffare è riuscire a riappropriarci della gestione dei nostri dati, pretendendo garanzie politiche e giuridiche più elaborate di quelle già esistenti. Dobbiamo essere noi a costruire il nostro gemello prima che lo facciano altri, dicono gli autori nel loro libro.  Tra gli esperti partecipanti al webinair, Matteo Colombo, PHD, Università di Milano e Associate Research Fellow Istituto di  studi politici internazionali (ISPI) ha evidenziato il metodo di analisi per il suo dottorato in cui ha analizzato come hanno parlato dello Stato Islamico da ottobre 2014 a settembre 2017 su Twitter arabo. Il metodo del suo lavoro si basa sull’assunto che ci sono cose che l’uomo può fare meglio della macchina (ad esempio interpretare i contenuti), e altre che la macchina può svolgere in modo più efficiente (calcolo) e riflette sul fatto  che la codifica manuale consente di prendere ed essere perciò più precisi nelle stime sui grandi numeri, ma non basta. Il machine-learning consente di stimare i dati non codificati in base alle codifiche manuali. Senza un sistema di machine-learning sarebbe impossibile fare delle stime su una grande quantità di dati, dice il ricercatore che, in un certo senso, si fonda perciò su un’alleanza tra uomo e algoritmo. L’Europa ha perso una leadership planetaria e, secondo i membri di TuttiMedia, va ricostruita tenendo presente che è direttamente proporzionata agli investimenti che i sistemi politici ed economici indirizzano alla ricerca, e allo sviluppo di nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale decostruisce e ricostruisce la logica del pensiero (reverse engineering) e accumula conoscenze (machine learning) imparando dai nostri comportamenti. Le macchine contengono un’enorme quantità di informazioni (miliardi di parole, immagini e filmati) ma se i dati sono parziali o contengono pregiudizi, le macchine e i loro risultati saranno imperfetti.

Domanda:  Si investe in ricerca in Europa e come si può migliorare il dialogo medico-paziente? Andrea Viretti

Risposta: l’Europa investe in ricerca, basti pensare a Horizon Europe, il nuovo Programma Quadro europeo della ricerca e dell’innovazione, che parte il prossimo primo gennaio con un budget di quasi 90 miliardi di eur per i prossimi sette anni. Si tratta di un programma molto ambizioso e competitivo, che premia l’eccellenza e la capacità di cooperazione. Negli ultimi anni il ritorno economico per l’Italia dal Programma Quadro europeo è stato dell’ 8 – 8,5%, pari a 600-700 milioni euro all’anno. Col nuovo programma l’Italia dovrebbe puntare al 10%: un obiettivo molto ambizioso ma raggiungibile, è stato evidenziato in un recente evento organizzato da APRE con la Commissione europea.  Per quanto concerne la sua domanda sul covid abbiamo sentito un esperto il prof. Francesco Maria Avato, che di recente ha relazionato ad un corso organizzato dalla ASST Pavia svoltosi a Voghera sul tema ”Rapporto medico paziente tra umanesimo e medicina legale: una relazione in crisi” insieme al altri esperti, in cui ha ricordato che  la progressione mondiale del covid 19 è, sinteticamente, scandita dalle prime segnalazioni in Tailandia (8 gennaio 2020), in Giappone (14 gennaio), in Canada, Francia, Finlandia (23 gennaio) in Australia (24 gennaio), in Brasile (25 gennaio), in Germania (27 gennaio), in Messico (28 gennaio), in Inghilterra ed in Italia (29 gennaio) e che ha evidenziato come il deposito in banca dati delle sequenze genomiche risulta frequentemente “anticipata” e pressoché regolarmente dissonante rispetto alla cronologia di notificazione ufficiale della casistica infettivologica ricevuta/ pubblicata da OMS/ WHO (con specifico riferimento alla questione SARSCoV- 2 / CoViD-19). Il dott. Luigi Magnani, UOC Medicina Interna Voghera, Dipartimento di Area Medica, ASST Pavia ha evidenziato come sia fondamentale comunicare bene ed efficacemente con il paziente e con i familiari, perché una buona comunicazione riesce a chiarire molte incomprensioni e spesso risolve preventivamente i contenziosi medico legali e ha spiegato l’importanza di linee guida, percorsi, processi, procedure e protocolli solo se condivisi e razionalizzati, e come il sistema sanitario nazionale italiano sia in difficoltà per problemi sia burocratici che amministrativi e di investimenti mancati, evidenziando che efficacia ed efficienza richiedono strategie territoriali, fondi e non tagli. Ha sottolineato che il Sistema sanitario italiano “perde” 10mila dipendenti in un anno. Sale l’età media e cresce lavoro precario.  Il programma europeo Sanità Pubblica ha proprio di recente aperto un bando per cofinanziare progetti contro la così definita “desertificazione”, progetti riguardanti la riforma della forza lavoro sanitaria necessaria per affrontare le sfide che il sistema sanitario sta attraversando, causate dall’invecchiamento della popolazione, con modifiche dei modelli di assistenza primaria, dalle carenze di personale sanitario.   Il bando ha tre ambiti ciascuno con uno specifico budget e formulari dedicati; un ambito è Iniziative sulle politiche di conservazione (rif. Id: PJ-01-2020-1)  che cofinanzia iniziative per la conservazione della forza lavoro sanitaria e soluzioni contro i deserti medici (aree isolate o spopolate e aree urbane e rurali con una bassa concentrazione di servizi sanitari) e le crescenti preoccupazioni legate all'accesso all'assistenza sanitaria per le persone che vivono in queste aree. Un altro ambito è Iniziative sui deserti medici (rif. Id: PJ-01-2020-2) svolte dalle autorità pubbliche che cofinanzia progetti di fattibilità del quadro di misurazione, di analisi delle cause profonde dei fattori alla base della desertificazione per Stato membro; raccolta di- dati aggiornati e previsioni sulla carenza di personale sanitario e sull’impatto che ha sui sistemi sanitari; utilizzo di sistemi innovativi di sanità elettronica o tecnologie dell’informazione. Un terzo ambito concerne Iniziative sul task-shifting (rif. Id: PJ-01-2020-3) che cofinanzia  progetti di task-shifting (trasferimento di compiti) svolte da ospedali e altri fornitori di assistenza sanitaria a livello di comunità; progetti di teambuilding,  gemellaggi, progetti di apprendimento permanente per gli operatori sanitari.

Domanda: in Europa c’ è una separazione tra assistenza e previdenza? Myriam Nurceddu

Risposta: Sì, lo ribadisce FEDERSPEV che da anni chiede che ciò sia fatto anche in Italia. Il prof. Michele Poerio, presidente di FEDERSPEV e  segr. gen. Confedir ha evidenziato:” Anche di recente dopo il recente incontro con il Ministero del Lavoro sulla riforma previdenziale,  c’è la necessità di un tavolo unitario con tutte le Confederazioni che meglio agevolerebbe un confronto costruttivo. La CONFEDIR ha esternato la propria delusione in merito alle proposte avanzate, la vera riforma previdenziale è rinviata a data da destinarsi nonostante il primo incontro sul tema risalga a gennaio. Nella prossima Legge di Bilancio saranno inserite, per il momento, soltanto la doppia proroga dell’ape sociale ed opzione donna, con un ampliamento dei contratti di espansione, ed il rinnovo delle commissioni istituite e relative alla separazione tra previdenza ed assistenza ed ai lavori usuranti, altre misure quali quelle per lavoratori fragili, staffetta generazionale sono ancora in fase di studio,” il Segretario Generale Confedir , Prof. Michele Poerio dice “l’ennesimo rinvio della riforma previdenziale e della separazione tra previdenza ed assistenza sono nocive all’Italia e di intralcio per il rilancio. Nella Nadef la spesa previdenziale è stimata al 17% del Pil, questo dato non corrisponde alla verità perché comprensivo della spesa assistenziale. Con questi numeri l’Europa non permetterà al nostro Paese di realizzare alcuna riforma previdenziale. Una seria riforma previdenziale presuppone una netta separazione tra previdenza ed assistenza”.

 

 

Domanda: sull’importanza dei porti e del lavoro dei marittimi nessuno parla nelle scuole, non ci sono progetti per questo? Maria Fuceri

Risposta: c’è il progetto Portolab di Contship (www.portolab.it) che alle scuole distribuisce un kit con diario, elmetti, giubbino sicurezza e che dal 2006 organizza anche visite nei porti per le scuole. L'edizione 2020/2021 è la quindicesima, il  Diario di Contship è sempre molto apprezzato dalle scolaresche e dai docenti in quanto al suo interno si trovano informazioni utili didattiche e interessanti. Durante questo anno così complicato e ricco di sfide inedite, anche il progetto Porto Lab ha dovuto fare i conti con le restrizioni e i cambiamenti imposti dall'emergenza COVID-19, cercando però di restare fedele alla propria missione: offrire, alle classi coinvolte, un laboratorio didattico a cielo aperto, innovativo e stimolante, capace di coinvolgere i ragazzi attraverso l'esperienza della visita e il percorso didattico che la accompagna. Il progetto ha consegnare oltre 7000 copie del nuovo Diario di Contship, che quest'anno affronta il tema dell'energia e delle sue molteplici forme. Il sito ha anche utili schede didattiche per le scuole sui trasporti di ieri e di oggi, con vari temi quali come viaggiare attraverso il mare, metodi di identificazione del carico e del proprietario, prodotti maggiormente trasportati, le navi per il trasporto delle merci, i sistemi di stivaggio. Il nome Contship è la combinazione delle parole "CONTAINER" e "SHIPPING". Il fondatore di Contship, Angelo Ravano, convertì le navi di famiglia in portacontainer nel 1969, adottando lo slogan: “We Bring the Ship to Your Factory”. Grazie a questa intuizione, Contship è stata un’autentica pioniera della containerizzazione, in Italia e in Europa. PORTO LAB è un’iniziativa del Gruppo Contship Italia a cui partecipano anche altre aziende private e pubbliche,  partners del progetto, che da anni aiutano a organizzare le visite nei terminal.

Domanda : ci sono dei dati relativi alla scuola e alle lezioni on line in Europa? Ludovica Fureni

Risposta: sì, ci sono dati sia europei che internazionali. Inoltre c’è il recente  Rapporto dell’OCSE, “Spotlight 21. Coronavirus: back to school” che illustra come i vari Stati abbiano organizzato e gestito la riapertura delle scuole, seguendo un processo graduale, ed evidenzia dati dalla preparazione, alla risoluzione dei problemi, con l’obiettivo della ripresa e del recupero, passando attraverso la riflessione, la valutazione e la meta-cognizione sulle esperienze, punto di partenza per la trasformazione e la riprogettazione futura. INDIRE (Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione e la Ricerca Educativa) ha collaborato grazie alle Reti di scuole dei Movimenti “Avanguardie Educative” e “Piccole Scuole” . I risultati ottenuti durante il periodo di emergenza sanitaria, seppure con le innumerevoli difficoltà incontrate, rappresentano la base di partenza per la progettazione della DDI del nuovo anno scolastico. Inoltre il rapporto OCSE “The impact of Covid-19 on education – Insights from Education at a glance 2020”, induce a riflettere sulla rivoluzione avvenuta nell’ambito dell’educazione e dell’istruzione durante la crisi epidemiologica: la didattica a distanza forzata ha rappresentato una novità senza precedenti cui nessuno poteva essere preparato e le scoperte effettuate in questo periodo relativamente all’uso delle tecnologie e del digitale non possono essere vanificate, ma devono essere tesaurizzate e tenute in debita considerazione nella progettazione dei nuovi scenari di Didattica Digitale Integrata (DDI), secondo le Linee Guida del Ministero dell’Istruzione dell’agosto 2020.

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