Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
Vaccini e fonti, sessismo in ICT, aiuti a senzatetto, ong ambientali, gender
dott. Alfredo Pece, Fondazione Retina 3000
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PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: dove si possono trovare informazioni aggiornate e validate sui vaccini contro il covid 19? Vincenza Pontremoli

Risposta: le può trovare a questo sito   riguardante l’epidemiologia per la Sanità pubblica dell’Istituto Superiore della Sanità (link https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19-piano-vaccinazione) e sulla piattaforma on line della Commissione europea ( rif. https://www.covid19dataportal.org/) dedicata ai dati della ricerca su SARS-CoV-2 e COVID-19. La piattaforma ha lo scopo di rendere più facile agli scienziati la condivisione dei propri risultati, come sequenze di DNA e dati provenienti da studi preclinici. Ci sono poi pubblicazioni scientifiche e libri quali il libro del dott. Alfredo Pece intitolato “Covid 19 – come ha affrontato la pandemia l’ospedale di Melegnano dedicato a tutti gli operatori sanitari che hanno perso la vita. Il libro evidenzia anche come la Fondazione Retina 3000 abbia aiutato in modo concreto oculisti e medici della Lombardia e ricorda una frase di Antonie de Saint-Exupery “Non so dove vanno le persone quando scompaiono, ma so dove restano…”.  

 

Domanda: abbiamo una associazione ong che si occupa di temi ambientali ci sono dei programmi europei che possono darci degli aiuti? Caterina Signorelli

Risposta: sì, ci sono i bandi del programma Lifeplus e ci sono diversi bandi aperti anche di altri fondi ad esempio ora è aperto un bando gestito da EASME, l’agenzia europea per le pmi, incaricata della gestione del programma LIFE. Si tratta di un bando speciale destinato alle ong che operano nel settore ambientale, che nelle difficoltà dovute alla pandemia, stanno riscontrando molti problemi a portare avanti le loro attività, con conseguenti difficoltà a dare il loro contributo alle profonde trasformazioni necessarie per ottenere una transizione giusta e di successo verso un futuro sostenibile. Il bando per proposte delle ong su LIFE 2020 - Green Deal europeo (LIFE 2020 NGO4GD) intende sostenere le capacità delle ong che agiscono a livello degli Stati membri dell’Unione europea per incentivare una partecipazione della società civile all'attuazione del Green Deal europeo. Il bando ha un budget totale di dodici milioni di euro. Il cofinanziamento può coprire fino al 60 per cento dei costi ammissibili di progetto. Si possono inoltrare domande entro il 31 marzo a questo link  https://ec.europa.eu/easme/en/section/life/life-2020-call-proposals-ngos-european-green-deal-ngo4gd

Domanda: ci sono dei dati europei sulle questioni di genere? Ludovica Andreis

Risposta: ci sono i dati dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) che è l’unica agenzia dell’UE dedicata esclusivamente alla parità di genere. Grazie all’ingente mole di risorse già raccolte e sviluppate, l’EIGE sta diventando il centro di conoscenza dell’UE dedicato all’uguaglianza di genere (https://eige.europa.eu/it/in-brief). Pubblica periodicamente un Index con un approccio intersezionale, che mostra come l’essere donna o uomo si intersechi con l’età, l’istruzione, la composizione familiare e la condizione di genitore, il paese di nascita o la disabilità (rif. https://eige.europa.eu/gender-equality-index). Ricordo che nel quadro delle celebrazioni del 25° anniversario della rivoluzionaria Dichiarazione e Piattaforma d'azione di Pechino, che ha stabilito come eliminare le barriere di sistema che impediscono alle donne di partecipare in modo paritario a tutti gli ambiti della vita, UN Women, insieme a Commissione europea, Belgio, Francia, Messico e in collaborazione con Cartooning for Peace, ha organizzato la campagna Generation Equality: Realizing Women's rights for an equal future, e in questo ambito, un concorso globale di vignette e disegni. Al concorso possono partecipare persone che il 18 gennaio 2021 hanno un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, che credono nell'uguaglianza di genere e nella realizzazione dei diritti delle donne per un futuro di parità e che desiderano esprimere con un disegno o una vignetta (senza parole) la loro visione. Tutti i disegni pervenuti saranno valutati da una giuria i cui membri sono stati selezionati in cooperazione con Cartooning for Peace fra professionisti di ogni parte del mondo. Gli autori dei tre migliori disegni riceveranno un premio in denaro (1.200 euro al vincitore, 750 al secondo e 500 al terzo classificato) e potranno partecipare all'inaugurazione virtuale del Generation Equality Forum di Parigi (indicativamente a inizio giugno) assieme ai creatori del cambiamento di questa generazione. Disegni e fumetti saranno inoltre esposti durante il Generation Equality Forum (in situ o virtuale, in relazione all’andamento della situazione conseguente alla pandemia) e in altri contesti. Il termine ultimo per inviare disegni/vignette è il 14 marzo. Indicazioni approfondite per la partecipazione sono disponibili qui https://www.unwomen.org/en/news/stories/2021/1/announcement-comic-and-cartoon-competition#_How_to_submit

Domanda: mi preoccupa il fatto che l’Arabia Saudita abbia dato la cittadinanza al primo androide con fattezze femminili come se fosse una persona reale, ci sono dei progetti europei per la tutela di genere e per una cybersecurity ed applicazioni di Intelligenza artificiale che rispettino di più  noi donne ? Monica Vitale

Risposta:  CONCORDIA, ECHO, SPARTA e CyberSec4Europe sono ad esempio i nomi di quattro progetti pilota, supportati dal programma di ricerca e sviluppo tecnologico europeo Horizon con l’obiettivo di rafforzare le capacità dell’Unione Europea sul fronte della cybersicurezza. Vi è un duplice gender data gap: molto spesso né i programmatori che mettono a punto gli algoritmi, né la società civile nel suo complesso hanno idea del potenziale discriminatorio delle intelligenze artificiali. La maggior parte degli algoritmi di IA è segreto e protetto in quanto programma a codice chiuso: quindi non possiamo conoscere il funzionamento dei loro processi decisionali e non possiamo sapere quali – eventuali –  preconcetti vi si annidino. Non stupisce allora di incontrare sessismo nelle selezioni del personale realizzate con algoritmi di intelligenza artificiale. Il nuovo quadro normativo della Commissione europea è basato sul rischio, o meglio sulla “minimizzazione” dei rischi di danno materiale (fisico) e immateriale  (violazione dei diritti fondamentali) derivanti da difetti di progettazione, da utilizzo scorretto dei data, da distorsioni nei data set. L'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (Digital Economy and Society Index - DESI) della Commissione europea monitora, su base annua, il livello delle competenze digitali di base e avanzate in ogni Stato membro e nell'UE.  Servono più donne nei settori Ict, AI, robotica, biorobotica, soft-robotica anche per monitorare la semantica del linguaggio del mondo on line per un equilibrio culturale e di genere nella crescita della nostra identità digitale.    L’intelligenza artificiale decostruisce e ricostruisce la logica del pensiero (reverse engineering) ed accumula conoscenze (machine learning) imparando dai nostri comportamenti. Se i dati immessi hanno preconcetti o pregiudizi viene minata la qualità del trasferimento delle conoscenze, depauperata la semantica nei contenuti e viene dato spazio agli stereotipi nelle immagini e grafiche on line ed è quanto sta avvenendo. Ecco perché alcune associazioni femminili europee si stanno occupando di questi temi.

 

Domanda : mi pare ci siano sempre più senzatetto, l’Unione europea non si preoccupa di loro? Nicola Uggese

Risposta: in Europa ci sono 4 milioni di cittadini senza fissa dimora e il parlamento europeo se ne è preoccupato, in particolare l’eurodeputata Patrizia Toia e si segnala la relazione intitolata “Un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti”, approvata a gennaio in cui si propone di consentire ai senzatetto di raggiungere un alloggio adeguato, efficiente dal punto di vista energetico e sano; diminuire la realtà dei senzatetto e combattere la discriminazione; assicurare alloggi sociali, pubblici e a prezzi accessibili attraverso un approccio integrato e un aumento degli investimenti; garantire la sicurezza del mercato immobiliare e dei mercati immobiliari inclusivi. Il programma InvestEU, che accorpa i molteplici strumenti finanziari dell'UE attualmente disponibili per sostenere gli investimenti nell'Unione europea, può sostenere interventi per le infrastrutture sociali e per l'housing sociale. Uno dei quattro settori di intervento previsti è infatti dedicato agli “Investimenti sociali e competenze”, quali ad esempio edilizia popolare. Inoltre la Strategia Ondata di Ristrutturazioni per l’Europa(A Renovation Wave for Europe), pubblicata dalla Commissione europea a ottobre, è una delle azioni previste dal Green Deal europeo e si propone di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, con particolare riferimento alle fasce di popolazione che vivono in condizioni di povertà energetica, ovvero 34 milioni di europei che non possono attualmente permettersi di riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni. La Commissione europea, con questa iniziativa, punta almeno a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici, migliorando la qualità della vita delle persone che vi abitano e diminuendo le emissioni di gas serra rilasciate in Europa. I fondi strutturali europei, inoltre,  offrono diversi canali per sostenere queste tematiche, come ad esempio il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che si articola poi nei Piani Operativi Regionali e Nazionale a seconda del livello della Pubblica Amministrazione che li redige e ci sono inoltre bandi europei per il terzo settore a favore di progetti per senzatetto ed emarginati quali il programma europeo Easi.

 

Domanda: trovo che non si stia monitorando abbastanza il mondo dei social e che occorra conciliare controllo e rispetto dei diritti fondamentali anche on line, cosa fa l’Unione europea per questi problemi di estrema attualità? Enrica Guraci

Risposta: di recente al parlamento europeo si è proprio dibattuto sul legame tra i nuovi media, la politica e la libertà di espressione, a seguito dei recenti sviluppi avvenuti su entrambe le sponde dell’Atlantico; sono stati evidenziati i dati relativi alle problematiche generate dalla digitalizzazione della politica, in particolare la necessità di difendere la democrazia dalla disinformazione o dall’incitamento alla violenza, senza però compromettere la libertà di espressione; i dati sul deterioramento dei diritti fondamentali, lo stato della libertà dei media nell'UE e le campagne di disinformazione online da parte di attori nazionali ed internazionali. L’Unione europea ha un piano d’azione per la democrazia, delle leggi sui servizi digitali e sui mercati digitali.  Le elezioni europee del 2019 sono state protette dalla disinformazione attraverso un piano d'azione UE e il codice di condotta della Commissione europea per le piattaforme online.

 

 

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    vaccini e fontisessismo in ictaiuti senzatettoong ambientaligender
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