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Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia

Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
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Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia
Dimissioni in bianco, fenomeno raro che non giustifica aggravio di burocrazia

Il fenomeno delle dimissioni in bianco è talmente residuale (96%) che non giustifica una norma che carica di adempimenti milioni di lavoratori ed i loro datori per tutte le risoluzioni dei rapporti di lavoro dovute a dimissioni.

Sono i Consulenti del Lavoro ad affermarlo, in un’indagine recente curata dalla Fondazione Studi, il 67% degli intervistati ha affermato che le nuove procedure non sono giustificate per arginare il fenomeno delle dimissioni in bianco, mentre il 19% ritiene che potrebbero essere limitate ai soli casi di matrimonio, maternità e paternità. Anche per coloro che ritengono che possano servire (solo il 12%), si tratta in ogni caso di procedure che creano nuova burocrazia. 

Il commento è legato alla proposta di legge che passa ora al vaglio della commissione lavoro del Senato e che introduce di nuovo l’obbligo di rassegnare le dimissioni su un modulo pre-compilato a pena di nullità delle dimissioni stesse.

Nonostante attualmente sia già in vigore il sistema di convalida delle dimissioni (Dtl, Co, Cdl e datori), nonostante il fenomeno delle “dimissioni in bianco” sia circoscritto e sanzionato pesantemente, con la nuova legge in cantiere, si intende creare un nuovo modello che, oltre a rappresentare un appesantimento burocratico per i datori di lavoro, comporterà maggiori costi per lo Stato (emissione, approvvigionamento, organizzazione). Ricordiamo che il provvedimento investe Pa, lavoratori occasionali, lavoratori dipendenti, soci di coop, autonomi a progetto e associati in partecipazione.

Ma proseguendo con l’indagine di Fondazione Studi, il dato più significativo è quello rilevato sulla base dell’esperienza dei professionisti che assistono oltre 7 milioni di rapporti di lavoro: il 96% dei Consulenti del Lavoro, infatti, ritiene che il fenomeno delle dimissioni in bianco sia poco o per niente diffuso. Riguardo poi alla personale conoscenza di contenziosi in materia di dimissioni in bianco, solo il 4% si è espresso positivamente (da 1 a 5 casi per il 93% di coloro che hanno risposto “si”, mentre solo il 7% è venuto a conoscenza di 5/10 casi). Rispetto ai rapporti di lavoro gestiti direttamente dai Consulenti del Lavoro, la percentuale di casi di dimissioni in bianco è solo dell’1,30%.