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Il Sociale
Disabili, si realizza il sogno di Roberta e Marco: vanno a convivere

“Mi piacerebbe chiamare la nostra casa Rosa di maggio. Io sono nata il primo maggio, ed è anche la festa dei lavoratori”. Roberta è una ragazza di Collecchio, provincia di Parma, che pochi giorni fa è andata a convivere con Marco. Roberta e Marco sono due ragazzi con disabilità che, grazie alla collaborazione delle famiglie e del progetto “Scuola per l’autonomia” (nato lo scorso autunno per condividere e sperimentare un’esperienza accompagnata di vita autonoma e comunitaria) di Pedemontana sociale, l’azienda territoriale dei servizi alla persona, sono riusciti a coronare il loro sogno d’amore e di indipendenza.

Roberta, alle prese con il brindisi di inaugurazione della nuova abitazione, sorride a chi le chiede se Marco la faccia arrabbiare. Con loro, amici, parenti, vicini di casa vecchi e nuovi, felici di condividere questo nuovo progetto di vita. “Abbiamo realizzato un desiderio che accarezzavamo da tempo – spiega Marco –: vogliamo ringraziare tutti, dalle famiglie agli operatori di Pedemontana sociale, che ci ha aiutato anche economicamente”.

Marco e Roberta si sono conosciuti cinque anni fa, durante le attività promosse dall’associazione “Liberi di Volare” che opera per stimolare gli interessi e favorire l’integrazione dei ragazzi con disabilità. Dopodiché è iniziato il lungo cammino verso la convivenza: “Marco ha una grande forza di volontà e ha sempre voluto essere indipendente – racconta papà Giancarlo –. Così abbiamo pensato a questa soluzione, che potrebbe aprire una strada, essere di esempio. Per noi è stata dura vedere nostro figlio uscire di casa, ma siamo felici, le cose stanno andando bene”.

Presente alla festa anche il direttore generale di Pedemontana sociale, Adriano Temporini, che ha ricordato come le famiglie di Roberta e Marco siano state la forza motrice del progetto: “È da lì che siamo partiti. Sono state loro ad aiutarci a comprendere quali fossero le esigenze dei ragazzi, facendoci uscire anche dalla presunzione del “sapere”. Hanno perseguito questo obiettivo con tenacia, passione e riconoscenza. Un obiettivo centrato anche grazie alla sensibilità dei nostri amministratori che fin da subito ci hanno dato tutto ciò di cui avevamo bisogno”. “È solo l’inizio – assicura Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio –: abbiamo altri appartamenti che possono essere utilizzati per percorsi come questo”.

Fonte: Redattore Sociale

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disabili roberta marco
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