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Il Sociale
Disabilità a scuola: i caregiver chiedono di essere ascoltati dal Governo
La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

L'associazione Caregiver Familiari Comma 255 chiede di essere ricevuta in audizione in merito al Decreto Interministeriale denominato "Adozione modello nazionale Piano Educativo Individualizzato".

La richiesta è contenuta in una lettera aperta indirizzata al Presidente Conte, ai Ministri Azzolina, Gualtieri e Bonetti, all'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità e ai Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza e della disabilità.

Nel documento si legge: "la prossima emanazione del Decreto Interministeriale denominato “Adozione modello nazionale Piano Educativo Individualizzato” e delle relative Linee Guida, del quale stanno circolando da giorni le bozze, ci porta a scriverVi per esprimere lo stato di preoccupazione che si sta generando nei caregiver familiari, genitori degli alunni con disabilità".

"Fino ad oggi il PEI è quel documento in cui vengono dettagliate tutte le informazioni dell’alunno (abilità, competenze, ambienti di apprendimento, …) al fine di individuare ed attuare le strategie didattico educative volte a garantire la miglior offerta formativa per sviluppare le sue diverse intelligenze (apprendimento, autonomie, educativa, socialità….), abbattendo tutte quelle barriere, non solo architettoniche, che potrebbero rappresentare impedimento ad una crescita armoniosa per lo sviluppo di ogni sua abilità. Il nuovo PEI, a fronte di una dettagliata Linea Guida per la compilazione che analizza ogni ambito, basa la valutazione dell’intervento didattico-educativo sul “debito di funzionamento” dell’alunno sacrificandone visione e valutazione sulle capacità e possibilità di acquisizione, mancando alla distinzione fondamentale tra capacità e performance".

I caregiver aggiungono che "la famiglia è determinante nella realizzazione del progetto inclusivo, non solo per le informazioni che può offrire, ma perché è l'unica che segue tutto il percorso evolutivo dell'alunno, scegliendo ed attuando quel diritto che proprio la nostra Costituzione attribuisce ai genitori: la responsabilità dell’educazione dei figli, rispettandone l’indole e le inclinazioni. Riteniamo irrinunciabili la corresponsabilità, il dialogo, il confronto, la partecipazione attiva della famiglia".

Secondo l'associazione, il fatto che il nuovo PEI preveda la trasformazione dei Gruppi di Lavoro Operativo in Organo Collegiale contravviene "ai principi introdotti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, dal 2009 ratificata dallo Stato italiano, che usa sintetizzarsi nel motto niente su di noi senza di noi". Inoltre, scrivono i caregiver,  "un organo collegiale rende l’alunno con disabilità e la sua famiglia parte di un contesto che vota a maggioranza non riconoscendo la giusta centralità ed importanza al volere dell’alunno e della sua famiglia. Un Organo Collegiale può riunirsi con la presenza della metà più uno dei convocati, venendo così meno il diritto della famiglia ad essere presente in ogni riunione che riguardi il proprio figlio. La regola che si riunisca obbligatoriamente in orario scolastico non tiene assolutamente conto delle esigenze di vita e di lavoro dei caregiver familiari degli alunni con disabilità e rischia di non concedere il giusto tempo al confronto ed al lavoro collegiale necessario".

Altra criticità rilevata è "la discrezionalità affidata esclusivamente al Dirigente Scolastico per l’inserimento dei diversi attori del GLO". Inoltre, "il nuovo modello determina le ore di fabbisogno delle risorse professionali per il sostegno didattico e l’assistenza con delle rigide tabelle il cui tetto massimo diminuisce con il crescere dell’età dell’alunno, di molto sottostimato rispetto alla durata complessiva della settimana scolastica e senza alcuna considerazione per le necessità legate alla crescita. Non riteniamo neanche possibile eleggerle a riferimento, è chiaro che l’intento è quello di dare un tetto massimo di ore di sostegno e di assistenza educativa e alla comunicazione da non superare".

"La scuola da decenni non riesce a rispondere adeguatamente ai bisogni necessari all’inclusione degli alunni con disabilità e le misure di didattica alternativa individuate nel periodo di lock down hanno evidenziato insensibilità ed inefficacia rispetto alle esigenze della maggior parte della popolazione scolastica con disabilità", continua il documento.

"Proporre in questo momento questo nuovo modello di PEI e di GLO sembra non tenere in alcun modo conto della situazione attuale delle scuole schiacciate fra l’aumento della popolazione con disabilità e il precariato e i ritardi nelle nomine ed assegnazione di tutto il personale docente ed ATA. Assistiamo continuamente a carenze di insegnanti di sostegno specializzati, di insegnanti curriculari formati, assenza di continuità didattica, assenza del rispetto di genere nell’assistenza igienica, Dirigenti Scolastici “in reggenza” e quindi poco presenti nei plessi, assistenti all’autonomia ed alla comunicazione esternalizzati e pertinenza di enti locali o regionali che troppo spesso non interfacciano con l’Istituzione scolastica. E ancora siamo di fronte all’assenza del senso di responsabilità collegiale dell’insegnamento all’alunno con disabilità inserito nel gruppo classe; ancora oggi non si comprende a pieno l’importanza del lavoro fra pari e la risorsa irrinunciabile che questo rappresenta se guidato dalla complessità del corpo insegnante".

 

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    caregiver familiari comma 255
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