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Il Sociale
San Patrignano "riconosciuta" anche dall'Onu
San Patrignano

In occasione della giornata mondiale contro la droga il 26 giugno, la comunità di San Patrignano sarà a New York, ospite delle Nazioni Unite, per celebrare l’impegno dimostrato nella lotta e nel recupero dalle tossicodipendenze a livello mondiale. La comunità, riconosciuta già dal 1997 come Ong con status consultivo presso il consiglio economico sociale delle Nazioni Unite, è stata invitata alla sede centrale dell’Onu per raccontare la propria attività sia nel recupero sia nella prevenzione, dal momento che ospita gratuitamente 1.300 persone e rappresenta oggi il più importante centro antidroga d’Europa.

San Patrignano è sempre più attiva nel dibattito internazionale sulle tossicodipendenze, scelta da molti Paesi come modello nel contrasto alla droga, inaugurerà il 26 a Londra la sede della sua associazione inglese ed è entrata a far parte di una nuova rete europea RUN, creata dall’ong EURAD per sostenere politiche antidroga comuni in tutta Europa. Letizia Moratti, che sarà presente all’incontro all’Onu in qualità di Ambasciatrice della comunità commenta: «Nella Giornata Mondiale contro la droga è importante lanciare un messaggio di speranza: dalla droga si può uscire e perché ciò sia più facile occorre rafforzare sempre più le collaborazioni internazionali fra Governi e ONG che operano sul campo. Far conoscere e replicare le esperienze migliori è fondamentale. Per questo solo nell’ultimo periodo San Patrignano si è impegnata con il Qatar per dare vita ad una nuova realtà a sostegno dei tossicodipendenti e ha ospitato delegazioni straniere, dai russi ai cinesi, dagli americani ai croati, interessate a scoprire il suo metodo di recupero». In Italia, nonostante l’utilizzo delle droghe sia cambiato negli anni, il problema tossicodipendenza continua ad essere attuale come confermato dal 15° rapporto Espad-Italia del Cnr di Pisa sui giovani italiani con la droga. Nel 2012, su una popolazione scolastica pari a 2,5 milioni di ragazzi, oltre 500mila studenti delle scuole medie superiori hanno consumato cannabis, poco più di 60mila cocaina, 30mila oppiacei, 60mila allucinogeni, 60mila stimolanti.

L’1,3% fa uso di oppiacei, mentre appare stabile il consumo di cocaina che interessa comunque il 2,7% dei ragazzi. L’età media del primo contatto è 15 anni e sempre maggiore la tendenza degli adolescenti al binge drinking praticato dal 35,1% di studenti. Una fotografia che in gran parte coincide con quella di San Patrignano, osservatorio privilegiato del fenomeno droga. Sono sempre più i giovani che arrivano al centro minori della comunità e proprio per questo si sta realizzando un polo dedicato per le ragazze.
 

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