di Alessandro Frezato
A volte lo sguardo di un bambino servirebbe molto a questa nostra società. Si chiama “Through the eyes of a child”, “Attraverso gli occhi di un bambino”, appunto, la campagna lanciata da “Noe’mi, l’associazione che si batte per il miglioramento della qualita’ di vita delle persone con disabilità in Francia, con la promozione della dignità e la rappresentazione positiva del mondo dell’handicap.
L’associazione in sostanza, ha chiesto a un gruppo di genitori e hai rispettivi bambini ha chiesto di guardare un video e imitare alla lettera, le smorfie fatte dagli attori sullo schermo del televisore. Così adulti e bimbi seguono divertiti le istruzioni, riproponendo le stesse smorfie delle persone del video, fino a quando non compare nello schermo una ragazza in carrozzina, anche impegnata a fare una smorfia, e a quel punto immediatamente i grandi si fermano con aria sorpresa, mentre invece, i piccoli continuano senza alcuna remora ad imitare le smorfie sullo schermo.
“Guardiamo la differenza con gli occhi dei bambini”, con queste parole si termina la campagna, incoraggiando conseguentemente gli spettatori a vedere le persone con disabilità per quello che vogliamo essere e siamo, persone come tutte le altre.
Questo video/esperimento mette le persone cosiddette normodotate che non anno mai avuto rapporti diretti con disabili, nella condizione di comprendere quale dovrebbe essere il corretto modo di approcciarsi alle persone con handicap, che consiste semplicemente nel trattarle come tutte le altre, come hanno fatto, appunto, i bambini di fronte allo schermo nel vedere la ragazza sulla sedia rotelle del video.

