Lele Adani ha raccontato nel podcast Gimme five un episodio del suo primo giorno alla Fiorentina, nell’estate del 1999. Appena arrivato a Firenze dal Brescia, un nuovo compagno lo mandò in camera d’albergo dicendogli che c’era una sorpresa di benvenuto.
Nel podcast con Jody Cecchetto l’ex difensore rievoca il 1999 e l’hotel Grifone a Firenze
Dai Mondiali di calcio raccontati in tv da seconda voce Rai a un ricordo di spogliatoio risalente alla fine degli anni Novanta. Lele Adani, sollecitato da Jody Cecchetto nel podcast Gimme five, ha rievocato il suo arrivo alla Fiorentina di Giovanni Trapattoni, dopo il trasferimento dal Brescia.
Il racconto parte dall’estate del 1999, quando Adani aveva 25 anni e arrivò a Firenze con la macchina piena di valigie. Il giorno dopo erano previste la presentazione e la partenza per il ritiro. L’ex difensore ricorda così quelle ore: “Ricordo il primo giorno che arrivai a Firenze, dopo un viaggio in una calda estate del 1999, perché la Fiorentina di Trapattoni mi acquista dal Brescia- riavvolge il nastro Adani- Io faccio proprio il primo viaggio, cioè quando tu arrivi con la macchina piena di valigie e il giorno dopo c’è la presentazione e si parte per il ritiro. Però io ricordo benissimo il primo viaggio. Arrivo a questo hotel che si chiama Grifone, poi è stato un ‘quartier generale’ mio e dei miei cinque o sei uomini, cioè dei nostri amici più intimi”. All’hotel Grifone, Adani trovò ad accoglierlo un nuovo compagno di squadra. Nel podcast l’ex calciatore fa il nome, ma l’audio lo copre con un bip. Prima di raccontare il dettaglio, aggiunge: “tanto è storia ormai, c’è prescrizione”.
Poi ricostruisce l’incontro nella hall e l’invito a salire in camera: “Arrivo e lui mi accoglie nella hall. Ricordo che mi disse: ‘Lele, ben arrivato e sono contento che si sta insieme’. Così abbiamo parlato due minuti e dopo un po’ mi disse: ‘Vai su in camera mia che così c’è una bella sorpresa di benvenuto’. Io andai in camera sua e c’era la sorpresa di benvenuto che era una ragazza”.
Adani spiega che quella ragazza l’avrebbe poi conosciuta anche attraverso amicizie comuni. Il primo incontro, però, avvenne in modo molto diverso da una normale presentazione tra persone appena arrivate nello stesso ambiente. L’ex difensore racconta di aver provato a parlare, mentre lei gli fece capire subito il senso della “sorpresa”.
“La ragazza – che ha un nome, un cognome, che poi ho conosciuto, ci siamo frequentati con amicizie comuni – mi aspettava, era pronta lì, serena, tranquilla. Pronta in che senso? Pronta sul letto, non vestita. E le ho detto: ‘Ciao, piacere’. E lei: ‘Piacere, lui mi ha detto che venivi su, di aspettarti’. Allora le ho detto: ‘Piacere, tutto a posto. Come va? Io sono appena venuto da Brescia’. Insomma, io avrei parlato volentieri, cose tipo: ‘Questa è una bella piazza’. Ma lei dice: ‘No, ma non è che siamo qua troppo per parlare. Tu rilassati, perché il benvenuto si dà in un certo modo’”.
Il racconto di Adani prosegue con il tono da aneddoto di spogliatoio, senza rivelare l’identità del compagno che organizzò l’incontro. L’ex difensore chiude così il ricordo: “E c’è stato un benvenuto perfetto, Madonna mia, cioè gestito proprio alla perfezione, direi proprio roba di professionalità estrema. Io poi le ho detto: ‘Guarda, ci vedremo ancora, credo, no? Ci sarà modo anche di conversare…’. Lei ha detto: ‘Quando vuoi, non preoccuparti, tanto i miei numeri ce li ha lui’”.
Adani oggi sta seguendo i Mondiali per la Rai e nel podcast ha scelto un ricordo lontano dal campo giocato. L’aneddoto resta legato al suo primo giorno in viola, prima della presentazione ufficiale e del ritiro con la Fiorentina.

