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Allegri. "Pirlo? Vogliono mettere zizzania. Scudetto noi o Roma"

Per lo scudetto e' ormai una corsa a due con la Roma ma l'Europa della Juventus non puo' finire negli ottavi. E i sogni per il suo futuro post-bianconero si chiamano Nazionale e calcio estero. Massimiliano Allegri non ha ancora smaltito del tutto l'amarezza per la sconfitta di Doha che gli ha impedito di sollevare il primo trofeo alla Juventus. "Da una parte siamo molto arrabbiati e delusi per la mancata vittoria di questo trofeo, dall'altra c'e' il fatto che abbiamo fatto una buona partita, a parte gli ultimi 5 minuti dopo il 2-1, contro un buon Napoli - racconta ai microfoni di Sky Sport - Da questa partita e' venuto anche fuori che il calcio italiano e' sempre di buon livello, le due squadre hanno giocato una buona partita dal punto di vista tecnico e offrendo un buono spettacolo".

Per quanto riguarda gli obiettivi prossimi, "credo che questa squadra abbia delle qualita' importanti, lo dico ai ragazzi e ci vuole piu' consapevolezza dei propri mezzi. La Juve deve fare un salto importante in Europa. E' giusto avere l'obiettivo di vincere il campionato e cercare di vincere la Supercoppa e la Coppa Italia ma il salto piu' importante bisogna farlo in Europa, indipendentemente dalla forza degli avversari".

Per Allegri, "a parte quattro squadre, Real, Bayern, Barcellona e Chelsea, contro le altre bisogna avere la consapevolezza di essere forti, di avere grandi possibilita' di andare avanti. E' troppo riduttivo pensare alla Juventus che si accontenta di arrivare agli ottavi ed e' riduttivo per la Juventus accontentarsi di vincere solo il campionato". Ma lo scudetto resta ovviamente l'obiettivo numero uno e "nel 2015 sara' sicuramente un duello fra noi e la Roma, le altre sono a 12 punti, significa che sia noi che la Roma dovremmo perdere quattro partite. Prima dello scontro diretto ci sono 8 gare, se arriveremo attaccati la sfida dell'Olimpico puo' diventare quasi decisiva ma non decisiva". Difeso il mondo arbitrale ("Basta vedere Valeri nella Supercoppa, e' stato impeccabile, molto bravo. Negli episodi al limite e' difficile anche per loro vedere e gestire e ridurre tutto alla moviola e' sbagliato. Io sono d'accordo sul ricorso alla tecnologia ma solo su dati oggettivi"), Allegri torna alla scorsa estate, quando la Juve lo ha chiamato per sostituire Conte.

Per quanto riguarda gli obiettivi prossimi, "credo che questa squadra abbia delle qualita' importanti, lo dico ai ragazzi e ci vuole piu' consapevolezza dei propri mezzi. La Juve deve fare un salto importante in Europa. E' giusto avere l'obiettivo di vincere il campionato e cercare di vincere la Supercoppa e la Coppa Italia ma il salto piu' importante bisogna farlo in Europa, indipendentemente dalla forza degli avversari". Per Allegri, "a parte quattro squadre, Real, Bayern, Barcellona e Chelsea, contro le altre bisogna avere la consapevolezza di essere forti, di avere grandi possibilita' di andare avanti. E' troppo riduttivo pensare alla Juventus che si accontenta di arrivare agli ottavi ed e' riduttivo per la Juventus accontentarsi di vincere solo il campionato". Ma lo scudetto resta ovviamente l'obiettivo numero uno e "nel 2015 sara' sicuramente un duello fra noi e la Roma, le altre sono a 12 punti, significa che sia noi che la Roma dovremmo perdere quattro partite. Prima dello scontro diretto ci sono 8 gare, se arriveremo attaccati la sfida dell'Olimpico puo' diventare quasi decisiva ma non decisiva".

Difeso il mondo arbitrale ("Basta vedere Valeri nella Supercoppa, e' stato impeccabile, molto bravo. Negli episodi al limite e' difficile anche per loro vedere e gestire e ridurre tutto alla moviola e' sbagliato. Io sono d'accordo sul ricorso alla tecnologia ma solo su dati oggettivi"), Allegri torna alla scorsa estate, quando la Juve lo ha chiamato per sostituire Conte.

"Mi hanno catapultato nel mondo Juve da un'ora all'altra, la scelta non era difficile perche' dire di no sarebbe stato da pazzi, ma era una sfida che mi affascinava. Ho trovato ragazzi ancora vogliosi di vincere, una societa' che si e' messa in discussione, c'e' stato subito feeling tra me e la squadra nel voler raggiungere e migliorare i risultati di tre anni in Italia e per farlo bisogna far meglio in Europa". Per quanto riguarda i singoli, Allegri spende belle parole per Marchisio ("e' un giocatore tatticamente intelligente, mi da' equilibrio a meta' campo, e' uno dei piu' bei centrocampisti italiani in circolazione") e Buffon ("e' stata una scoperta non piacevole ma di piu', un ragazzo straordinario e credo che quando smettera' di fare il portiere della Juventus, trovare uno che sia non dico all'altezza ma che vada a sostituirlo non e' semplice"). Mentre su Pirlo mette in chiaro: "qualcuno purtroppo vuole sempre creare zizzania ma fra me e Andrea non c'e' nessun problema. Devo solo cercare di gestirlo perche' ha 35 anni: per me dovrebbe giocare tutte le partite ma mi devo confrontare con quella che e' l'eta' e per averlo al meglio, soprattutto in certe partite, bisogna che lo gestisca. Ma ne abbiamo parlato e siamo d'accordo su tutto".

A gennaio si apre il mercato, "la societa' sa bene di cosa ha bisogno la squadra per migliorare, non e' facile a gennaio ma a livello numerico li' dietro ci vorra' un difensore. Montoya? E' un buon terzino, con buona tecnica, ma ci sono altri giocatori. Bisognera' fare una valutazione per andare a prendere un terzino o un centrale". Capitolo Nazionale. "Ho avuto rapporti di collaborazione con Prandelli, non vedo perche' non li devo avere con Conte. La Nazionale e i club devono andare d'accordo ma l'Italia e' un paese di disfattisti, eppure il calcio italiano non fa cosi' schifo: negli ultimi vent'anni abbiamo vinto due Mondiali, persa una finale ai rigori a Usa '94, siamo arrivati alla finale a Euro2012, non e' tutto da buttare. E in quegli anni le squadre di club hanno raggiunto finali di Champions e le hanno vinte con Milan, Juve e Inter. Gli stage? Ci sono delle date Fifa, nessuno si mette di traverso, ma sono tutte cose normali e risolvibili". Infine il suo futuro: "Spero che questo rapporto con la Juve duri il piu' a lungo possibile per scrivere pagine importanti della storia di questa societa'. Poi quando finira', dopo aver allenato Milan e Juve, non mi restera' altro che la Nazionale, che e' il sogno di ogni allenatore, e di fare un'esperienza all'estero".

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