La Conferenza dei servizi è terminata, i pareri sono pubblici ma il progetto completo della Lazio resta fuori dalla portata dei cittadini. Comitati e associazioni scrivono a Gualtieri e Onorato: «Pubblicate gli elaborati e aprite il confronto con Roma».
La Conferenza dei servizi preliminare sul futuro dello Stadio Flaminio si è chiusa il 13 agosto, ma sul progetto della Lazio resta un nodo tutt’altro che secondario: i cittadini possono leggere verbali, pareri e osservazioni, ma non consultare lo studio di fattibilità e gli elaborati progettuali esaminati dagli uffici.
A chiedere che il Campidoglio “scopra le carte” sono quindici associazioni e comitati, da Carteinregola a Italia Nostra Roma, dal WWF alla Fondazione Pier Luigi Nervi Project, fino a Federsupporter e Openpolis. Il 25 agosto hanno scritto al sindaco Roberto Gualtieri, all’assessore Alessandro Onorato e agli uffici competenti chiedendo la pubblicazione integrale della documentazione e un confronto pubblico prima che l’iter compia un altro passo.
Il precedente di Pietralata
Il caso diventa inevitabilmente anche politico. Le associazioni ricordano infatti che per il progetto dello stadio della Roma a Pietralata lo studio di fattibilità venne pubblicato sul sito di Roma Capitale già durante la Conferenza dei servizi. Per il Flaminio, invece, è disponibile soltanto l’elenco degli elaborati: i titoli ci sono, il progetto da sfogliare no.
Una differenza che alimenta le richieste di trasparenza, soprattutto perché si parla di un bene pubblico, vincolato e firmato da Pier Luigi Nervi, destinato a una trasformazione profonda per diventare la nuova casa biancoceleste.
Un sì che non chiude la partita
La Conferenza preliminare si è conclusa senza dissensi motivati, ma con condizioni e prescrizioni da recepire nelle fasi successive. Anche la Soprintendenza ha dato un parere favorevole, indicando però modifiche necessarie per tutelare l’impianto storico.
Ed è proprio qui che la richiesta dei comitati diventa difficile da liquidare. Prima di stabilire se il nuovo Flaminio sarà bello, sostenibile, utile al quartiere e all’altezza della Lazio, bisognerebbe almeno poterlo vedere. Perché la trasparenza, stavolta, non è un dettaglio da curva: è il primo mattone dello stadio.


