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Cabrini: "La Serie A femminile cresce coi volti nuovi. Mancini? Ce la farà"
Antonio Cabrini
L’ex campione del mondo Antonio Cabrini nel 2009 è diventato responsabile del "Dipartimento politiche per lo sport" nel Lazio per Italia dei Valori, l'ex partito di Antonio Di Pietro.

Antonio Cabrini, ex stella della Juventus e della nazionale femminile, presenta ad affaritaliani.it il campionato di calcio femminile, che per i prossimi due anni verrà trasmesso in chiaro da La7

L’ex terzino bianconero, che è stato anche c.t. della nazionale femminile tra il 2012 e il 2017, fa parte della squadra capitanata da Francesca Brienza, che sul canale del Gruppo Cairo trasmette ogni settimana in diretta in chiaro una partita del campionato, commentata da Cristina Fantoni, Laura Gobbetti e Martina Angelini.
 
Antonio Cabrini, a che punto siamo con la promozione del calcio femminile in Italia? Quanto può essere importante il fatto che venga trasmesso da una tv in chiaro come La7?

Molto importante. Negli ultimi anni il calcio femminile è cresciuto molto in Italia, grazie all’abbinamento con le squadre professionistiche maschili. Adesso le ragazze hanno la possibilità di crescere, avendo superato i problemi strutturali che c’erano precedentemente. E’ stata una svolta davvero determinante, perché le ragazze hanno iniziato ad allenarsi meglio e a sviluppare una mentalità professionistica.

La Juventus è ancora la squadra da battere? Quali possono essere le sue principali avversarie?

Dopo quattro Scudetti consecutivi, la Juve è ovviamente la squadra da battere. Non dimentichiamoci che le sue giocatrici costituiscono l’ossatura della nazionale. Tuttavia in questo campionato potrebbe esserci una spaccatura tra le prime 4/5 che concorrono per il titolo e le altre. Nella prima fascia, oltre alla Juve, ci sono Sassuolo, Inter, Milan e Roma. Sarà un campionato combattuto, anche grazie all’arrivo di diverse giocatrici straniere che hanno alzato il livello tattico e tecnico.

Quali sono le chance delle squadre italiane in Champions League?

Il divario con le rivali europee si sta restringendo, lentamente. Però c’è ancora molto da lavorare. La strada da seguire è quella della nazionale azzurra, che sta già facendo molto bene. I club sono ancora un po’ indietro, ma stanno recuperando, anche grazie all’arrivo di grandi giocatrici straniere e di allenatori come Montemurro della Juventus, che ha esperienza internazionale. Grazie a questi cambiamenti, alcune squadre italiane possono pensare di emergere.

Chi è la giocatrice-simbolo di questo campionato?

Sara Gama, capitana della Juventus e della nazionale, è sicuramente il simbolo del calcio femminile: non solo perché è un’ottima giocatrice, ma anche dal punto di vista “sindacale”, visto il suo ruolo nell’Associazione Calciatori e tutto quello che ha fatto per lo sviluppo del movimento. 

Quali sono le principali differenze tra il calcio femminile e quello maschile, dal punto di vista degli spettatori?

Sono due sport molto diversi, come d’altronde capita in diversi altri sport: anche la pallavolo femminile è molto diversa da quella maschile. 

Passiamo allora al campionato maschile, qual è il valore della Serie A attuale, dopo il ritorno in Premier di Ronaldo e Lukaku?

Non credo che la Serie A abbia perso fascino. Ci sono giovani molto interessanti e la vittoria degli Europei ha dettato una precisa strada da seguire. E’ vero che alcuni nomi altisonanti ora giocano in altri campionati, ma il torneo italiano è sempre di grande importanza. 

Quali sono le chance della nazionale di Mancini di andare ai mondiali?

Il 100%.
 

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