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paolo di canio

Conferenza stampa all'alba ma concetti chiari, quelli esternati da Paolo Di Canio nell'ufficialita' della presentazione, dopo la giornata di ieri trascorsa a smentire e chiarire. "Qui mi chiamano l'italiano pazzo ma sono pronto a scommettere qualunque cosa sulla salvezza del Sunderland", dice il 44enne tecnico romano, che oltre Manica ha gia' allenato, dal 2011 al 2013, lo Swindon Town. Di Canio, bandiera da calciatore della Lazio con trascorsi a Juventus, Napoli e Milan, si e' dovuto mettere subito sulla difensiva, come quei pugili spinti all'angolo appena suonato il gong. Le dimissioni di David Miliband, ex ministro degli Esteri del governo britannico, da vicepresidente del club e da dirigente non esecutivo, per le sue simpatie, mai nascoste, per l'estrema destra e quei saluti romani ormai passati alla storia, hanno travolto ma non 'affondato' le certezze di Di Canio, che dopo i comunicati delle scorse ore ha ribadito la volonta' di scindere, definitivamente, il suo lavoro dagli orientamenti politici. Dovra' sedere su una panchina 'bollente' perche' i Black Cats, reduci dalla sconfitta casalinga in Premier League contro il Manchester United, sono quint'ultimi in classifica a quota 31, a una sola lunghezza dalla zona retrocessione (e dall'Aston Villa). Servira' un piccolo 'miracolo' sportivo per togliere le castagne dal fuoco alla ex formazione di Martin O'Neill, esonerato sabato, anche se il Sunderland ha intenzione di proseguire a prescindere con Di Canio, avendo firmato con il club londinese un contratto di due anni e mezzo. "Quando ho ricevuto la chiamata mi sono sentito un fuoco nella pancia - ha svelato Di Canio -. Sarei venuto qui anche a nuoto pur di allenare il Sunderland e sono convinto che con la mia energia potremo fare buone cose nelle ultime sette partite". Il suo arrivo dovra' innanzitutto scuotere uno spogliatoio che, ultimamente, non aveva dimostrato una grande verve: "Mi auguro che il mio modo di intendere il calcio possa ridare fiducia al team, per il quale i ragazzi debbono sudare, lottare e versare sangue. Lavoreremo tutti per uno stesso obiettivo e spero che i tifosi siano felici della propria squadra". Il debutto di Di Canio non sara' dei piu' semplici visto che il Sunderland, a secco di vittorie da otto turni, e' atteso allo Stamford Bridge dal Chelsea. Un impegno che pero' non spaventa Di Canio, stufo di dover rispondere a domande sulle sue simpatie politiche. "Non voglio piu' dare spiegazioni e parlarne - ha chiosato il neo coach dei Black Cats -. Non siedo in Parlamento ne' sono un politico, non e' questa la mia area di competenza. Sono un allenatore, dunque parlero' solo di calcio".

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