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Divock Origi si ritira a 31 anni: da top nel Liverpool a flop al Milan, l’addio dopo mesi senza squadra

Divock Origi lascia il calcio a 31 anni: il belga è passato da eroe ad Anfield a delusione totale al Milan. Da tempo era senza squadra

Divock Origi si ritira a 31 anni: da top nel Liverpool a flop al Milan, l’addio dopo mesi senza squadra

Divock Origi ha lasciato il calcio professionistico a 31 anni. Per il Liverpool resta un eroe di Champions, per il Milan uno degli acquisti più deludenti dell’era recente.

Origi lascia il calcio: ad Anfield lacrime, a Milano rimpianti

Divock Origi si è ritirato a 31 anni. La notizia colpisce perché la sua scelta arriva troppo presto per un attaccante che potenzialmente poteva avere ancora stagioni davanti, anche se le ultime notizie non lasciavano spazio a colpi clamorosi di mercato per il belga. L’ultima apparizione vera era ormai lontana, il contratto col Milan, che in questi giorni deve affrontare il possibile addio di Magnain e quello più probabile di Rafael Leao, era stato risolto a dicembre 2025 e da allora l’attaccante era rimasto senza squadra.

Ad Anfield il suo nome non passerà mai come uno qualunque. Origi è l’uomo delle notti impossibili. Tra le tante i gol al Barcellona nella rimonta di Champions e la rete in finale contro il Tottenham. Per i Reds ha segnato 41 gol in 175 presenze e ha vinto tutto: Premier League, Champions League, FA Cup, League Cup, Supercoppa Europea, Mondiale per club.

A Milano, invece, la storia è stata fredda fin dall’inizio. Arrivato nel 2022 a parametro zero dopo lo scudetto rossonero, Origi doveva aggiungere esperienza e gol all’attacco. Il campo ha restituito altro: poche fiammate, problemi fisici, fiducia svanita, prestito al Nottingham Forest senza rilancio.

Milan, il costo del flop Origi: stipendio alto e rendimento minimo

Il Milan aveva preso Origi senza pagare il cartellino, ma l’operazione ha inciso comunque sui conti. Lo stipendio era indicato intorno ai 4 milioni netti a stagione, circa 5,24 milioni lordi grazie ai benefici fiscali allora applicabili. Per un giocatore arrivato gratis, il costo annuo restava elevato.

Il rendimento non ha coperto la spesa. In rossonero Origi ha lasciato pochissimo. Nella prima stagione ha segnato appena due gol in campionato. Poi il prestito al Nottingham Forest, quindi il rientro ai margini e la separazione. Nessuna plusvalenza, nessun incasso da cessione, nessun rilancio tecnico. Il Milan ha chiuso la vicenda con una risoluzione consensuale, liberando spazio salariale e voltando pagina.

Per il tifoso rossonero resta il fastidio di un’occasione persa. Origi arrivava con pedigree europeo, non come scommessa sconosciuta. Aveva segnato nelle partite più pesanti del calcio continentale. San Siro aspettava un attaccante da notte europea. Ha invece visto un giocatore scollegato, quasi mai dentro la squadra.

Il ritiro di Origi a 31 anni lascia una sensazione strana. Non è l’addio lento di un veterano spremuto fino all’ultima corsa. È l’uscita di un giocatore che ha toccato il massimo e poi non è più riuscito a ritrovare posto, condizione e desiderio competitivo. A Liverpool lo ricorderanno sempre con gratitudine. A Milano il suo nome resterà in una lista diversa, quella degli acquisti a parametro zero diventati fin troppo cari.

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