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E' morto "O' Rey" Pelè: rivedi la sua mitica rovesciata e i suoi gol più belli

Morto Pelè, campione del Mondo per tre volte

E' morto a 82 anni Pele'. La leggenda del calcio brasiliano, vincitore di tre coppe del mondo, era ricoverato per un tumore al colon e, negli ultimi giorni, i medici avevano rivelato che il campione non rispondeva piu' alle cure. 

Considerato da molti il piu' forte calciatore di tutti i tempi, Pele' vinse 3 campionati del mondo con il Brasile, nel 1958, 1962 e 1970. A livello di club, indosso' per quasi tutta la carriera la maglia del Santos e nel finale quella dei New York Cosmos, senza mai confrontarsi con il calcio europeo. 

Addio a Pelè, il tricampeon che inventò il calcio 

Se avesse potuto sarebbe sceso in campo a insegnare calcio e a trascinare il suo Brasile alla conquista in Qatar del sesto titolo iridato. E invece niente: il Brasile tre settimane fa e' mestamente uscito ai quarti e lui, Edson Arantes do Nascimento, in arte Pele', pur continuando a lottare, si e' dovuto arrendere a 82 anni a un avversario davvero implacabile (il tumore al colon) che da un anno e mezzo non gli dava tregua.

Finche' le forze lo hanno sorretto, l'uomo che ha inventato il calcio, quando la tv era ancora in bianco e nero, ha fatto un tifo sfrenato per la sua Nazionale da un letto dell'ospedale Einstein di San Paolo dove era ricoverato da fine novembre, incitando a suon di tweet Neymar e compagni. Ma non mancando alla fine di complimentarsi con gli storici rivali argentini trascinati al successo da Messi. Del resto, Pele' i Mondiali li conosceva bene: e' stato l'unico giocatore a vincere ben tre edizioni (1958, 1962 e 1970) che potevano essere anche quattro se non fosse uscito anzitempo e 'azzoppato' da quella del 1966 in Inghilterra, vittima della violenza dei difensori avversari.

Centrocampista o attaccante a seconda dell'occasione (con il calcio di oggi sarebbe un trequartista con licenza di fare gol), il leggendario numero 10 della Selecao ha vissuto l'intera carriera sportiva nel suo Paese indossando la casacca del Santos (dal '57 al '74, giocando 580 partite e realizzando 568 reti) e poi chiudendo in bellezza nei Cosmos di New York (dal '75 al '77, con 56 presenze e 31 gol), trasformando il volto sportivo degli Stati Uniti. In Nazionale Pele' ha raggiunto le 92 presenze e timbrato per 77 volte la porta avversaria tra il '57 e il '71. La Fifa alla fine gli ha riconosciuto il record di reti realizzate in carriera, ben 1.281 in 1.363 partite mentre in gare ufficiali O'Rey ha messo a segno 757 gol in 816 incontri con una media realizzativa pari a 0,93 gol a match.

Da calciatore Pele' e' stato tutto quello che un atleta puo' sognare di essere: completo, veloce, abile nel dribbling, intelligente, con un senso del passaggio e del gol come pochi. Non era altissimo (1.72 cm) ma nella storia, ad esempio, e' entrato di diritto un suo colpo di testa vincente, nella finale dei Mondiali '70 di Brasile-Italia 4-1, con uno stacco da terra imbarazzante ai danni del marcatore Tarcisio Burgnich cui diede alcuni centimetri di scarto rimanendo sospeso in aria per un paio di interminabili secondi. Un gesto atletico che solo Pele' poteva fare, per quel senso della posizione che gli consentiva di stare in quella porzione di campo con i tempi giusti al momento giusto. E che dire di quel gol, segnato ad appena 17 anni nella finale dei Mondiali di Svezia 1958, con tanto di 'sombrero' in area sulla testa di un difensore della squadra di casa e poi conclusione micidiale?

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