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I BROKER INGLESI SNOBBANO FEDERER E IN PARTE NADAL: WIMBLEDON PER DJOKOVIC

William Hill fa le quote di Wimbledon e snobba Roger Federer: per il celebre bookmaker britannico infatti il 31enne di Basilea viene pagato ben 7 contro 1 in caso di vittoria nello Slam di cui detiene il titolo. Nettamente favorito Novak Djokovic, malgrado sia reduce dalla delusione sul rosso di Parigi (sconfitta in semifinale contro Nadal dopo cinque set di vera e propria lotta punto a punto): il serbo è a 2,25. Secondo favorito. E' un testa a testa ma a distanza. Rafa - malgrado sia il numero 1 al mondo per rendimento nel 2013 e vanti due titoli a Wimbledon con altre tre finali giocate - viene messo a 4,50 insieme a Andy Murray. Il resto non esiste o giù di lì. Il quarto pretendente è il francese Jo-Wifried Tsonga a 21, con Del Potro a 34, Berdych a 41 e Ferrer a 51. 

djokovic

"Ho stabilito tanti record e mi stimola il pensiero di continuare su questa strada". Alla vigilia dell'inizio di Wimbledon, Roger Federer si confessa. Nel corso di un'intervista a “I Signori del Tennis” su Sky, il fuoriclasse di Basilea ha parlato all'ex tennista Ivan Ljubicic (ora opinionista di Sky che trasmetterà lo Slam in diretta ed esclusiva). "La minaccia più serie per i miei record tra Nadal e Djokovic? Rafa, vincerà ancora tanto". Wimbledon lo ha visto trionfare per sette volte (l'ultima lo scorso anno quando piegò il sogno britannico di Andy Murray) dal 1999 quando vi partecipò la prima volta. E molto è cambiato sull'erba londinese in oltre un decennio: "Si giocava in modo più veloce, in tv vedevo tanto serve and volley aggressivo: Becker, Sampras, Edberg. Per me era quello il tipo di tennis che..."

GLI ESTRATTI DELL'INTERVISTA

C’è un record in particolare che vorresti migliorare o punti semplicemente a continuare a vincere il più possibile?
"Mi interessa solo vincere, nessuno potrà mai cancellare quello che ho fatto, ho stabilito tanti record e mi stimola il pensiero di continuare su questa strada. Competere con le nuove generazioni e vedere che posso ancora mantenere il livello dei migliori, mi motiva tanto".

Rallenti la loro ascesa
"Esatto. Mi piace confrontarmi con i loro diversi stili per rendermi conto di come il gioco sia evoluto negli ultimi dieci, quindici anni. Adattare il mio tennis a questa evoluzione rappresenta una grande sfida".
 
Secondo te fra Nadal e Djokovic chi può essere una minaccia per i tuoi record e le tue vittorie?
"Naturalmente Nadal perché è più vicino a me come palmares. Vincerà ancora tanto perché è molto forte. Djokovic è sulla strada giusta per vivere una carriera al top. Molto dipenderà anche dalla qualità dei giovani che emergeranno nei prossimi cinque anni".

Parliamo un po’ di Wimbledon. Hai esordito nel 1999, giusto?
"Sì".

Cosa è cambiato in questi 14 anni?
"Il mio approccio".

Era un tennis veloce
"Si giocava in modo più veloce, in tv vedevo tanto serve and volley aggressivo: Becker, Sampras, Edberg. Per me era quello il tipo di tennis da giocare sull’erba. Ho giocato contro alcuni di loro quando sono entrato nel circuito, fra il 1999 e il 2000. Oggi si pratica un tennis più lento, si va meno a rete. Nel 2000 giocai contro Kafelnikov, c’era ancora il serve and volley sul primo servizio, oggi credo non lo faccia più nessuno. Le racchette sono migliorate a livello tecnologico, così come le corde, le palline e la superficie di Wimbledon. Fattori che hanno contribuito a far crescere una nuova generazione di giocatori che preferiscono il pass and shot al volley. E così il gioco è cambiato. L’erba è troppo perfetta, anni fa era irregolare, la pallina rimbalzava in modo imprevedibile ed era complicato effettuare un buon pass and shot. Questi cambiamenti hanno modificato il tennis giocato sull’erba".
 
Cambia qualcosa per te il fatto che il tetto sia chiuso piuttosto che aperto?
"E’ chiaramente diverso".

E’ un grande cambiamento?
"Sì perché non si era mai visto Wimbledon così. E’ un aspetto che lo rende unico perché chiunque giochi sotto il tetto si sente parte di qualcosa di speciale che prima non succedeva. Devi essere fortunato di giocare sul campo centrale, sperare che piova e che non decidano di sospendere la partita aspettando che smetta. E’ una sensazione unica giocare indoor sul numero uno di Wimbledon. A livello tecnico non cambia molto, a parte l’assenza di vento e l’eco che si sente quando colpisci la pallina. L’atmosfera insomma varia solo leggermente. In ogni caso il mio tennis non ne risente".

Hai dichiarato che intendi giocare ancora due o tre anni. Il fatto che ci sarà una settimana di pausa in più fra il Roland Garros e Wimbledon cambierà la tua preparazione?
"Tutti dovranno prepararsi meglio per Wimbledon. In questo modo si perderà una settimana di pausa durante la stagione sul cemento, ma credo sia un cambiamento positivo. E’ una buona opportunità per chi vuole riposarsi dopo una lunga stagione sulla terra, chi ha disputato tutti i tornei sulla terra magari vorrà prendersi una settimana di vacanza. Chi invece punta tutto sull’opportunità di giocare sull’erba avrà più tempo per prepararsi, mentre quelli che giocano sia sulla terra che sull’erba saranno più pronti per Wimbledon. E magari potranno migliorare ulteriormente il proprio tennis sull’erba nell’arco della loro carriera: una settimana in più su quella superficie a lungo andare può renderti un giocatore migliore. E’ un ottimo cambiamento e forse in futuro potrei anche disputare due tornei in preparazione di Wimbledon. E’ un’opzione che non escludo".

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