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Figc, l’Anac dà il via libera a Malagò: cade l’ipotesi ineleggibilità. Corsa aperta per la presidenza

L’Autorità anticorruzione ha risposto al ministro Abodi sul pantouflage. Malagò: “Conferma quanto ho sostenuto”

Figc, l’Anac dà il via libera a Malagò: cade l’ipotesi ineleggibilità. Corsa aperta per la presidenza
Giovanni Malagò

L’Anac esclude l’ineleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. Il parere chiesto dal ministro Andrea Abodi sulle norme relative al pantouflage nelle cariche sportive libera la corsa dell’ex presidente del Coni, che ora può sfidare Giancarlo Abete.

Per l’Autorità manca uno dei presupposti per applicare l’incompatibilità successiva

L’Anac toglie l’ostacolo giuridico dalla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. L’Autorità anticorruzione, interpellata dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ha stabilito che l’ex presidente del Coni non è ineleggibile per le norme sul pantouflage applicate alle cariche apicali dello sport.

Il parere era atteso perché la candidatura di Malagò era stata accompagnata da dubbi sulla possibile incompatibilità successiva dopo gli incarichi ricoperti nel sistema sportivo, compresa la presidenza del Coni e di Fondazione Milano Cortina. Con la decisione dell’Anac, l’ex numero uno dello sport italiano può correre per la guida della Federcalcio contro Giancarlo Abete.

Malagò ha commentato la decisione a LaPresse: “Conferma esattamente quello che da subito ho sostenuto, e insieme a me tutte le persone le quali mi ero rivolto a chiedere giudizio, nessuna esclusa. Non mi sento di aggiungere altro”.

“Ringrazio il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia e tutta la sua struttura per aver dato un riscontro tempestivo in seguito all’interrogazione che mi è stata sottoposta. Con questo parere è stato raggiunto l’obiettivo comune di poter arrivare lunedì allo svolgimento delle elezioni della FIGC contribuendo a garantirne la piena legittimità. Sarà mia cura dar conto al Sen. Marti per informare il Parlamento degli esiti dell’attività istruttoria posta in essere, presso CONI e ANAC, a seguito della sua interpellanza”, lo dichiara il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

L’Autorità ha spiegato il punto tecnico nella nota sul caso: “La disposizione citata rinvia alla previsione contenuta nell’articolo 29-bis della legge n. 262/2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell’incarico presso l’organo collegiale rientri tra i “rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiegò”, si legge nella nota Anac. Il passaggio che decide la questione riguarda la natura dell’incarico per cui Malagò si candida. “Considerato il tenore letterale della disposizione, gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie. Ne consegue che, nel caso di specie, difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall’articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l’esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima”, spiega l’Anac.

Quindi, per l’Autorità non basta il precedente incarico di Malagò nel sistema sportivo per bloccare la candidatura alla Figc. La norma richiede un rapporto successivo di collaborazione, consulenza o impiego. L’incarico di presidente federale non rientra, secondo l’Anac, in quelle categorie.

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