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Sport
Piero Gros ad Affari: "Ai giovani dico di non demordere mai e..."

Di Cinzia Boschiero

In Europa vengono stanziati fondi anche per lo sport e in occasione della festa dei 40 anni della Coppa del mondo Affaritaliani ha intervistato il Grande Piero Gros.

Lei è stato uno dei protagonisti della Valanga azzurra, vincitore della Coppa del Mondo 1974 e della medaglia d'oro in slalom speciale ai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976. Era esattamente il 10 marzo 1974, quando appena diciannovenne, portò a casa l’ambito trofeo.  E’ stato un traguardo raggiunto, secondo lei, più grazie al Suo spirito di sacrificio  o alla Sua passione giovanile?
"Nello sci serve sia lo spirito di sacrificio che una grande passione. Sicuramente bisogna avere anche coraggio ed un pizzico di incoscenza per sciare a grande velocità. Ai miei allievi insegno umiltà e serietà, perché lo sci è come ogni disciplina con le sue regole e va praticata con senso di responsabilità oltre che con gioia. Le emozioni che la neve trasmette comunque sono indimenticabili".

Che messaggio vuole mandare ai giovani che intendono avvicinarsi allo sci e magari anche trovare occupazione nello sci?
"Quello che direi a ogni giovane è non demordere mai, accettare la fatica, allenarsi sempre, cercare di avere un equilibrio tra possibilità personali sportive e aspirazioni: ovvero cercare di capire il proprio corpo e quanto ci si può spingere nello sport. Non barare mai con se stessi e dare il meglio, senza dimenticare mai che la vita è un bene prezioso pertanto lo sci, come qualsiasi altra disciplina va esercitata con senno, con consapevolezza anche dei propri limiti e amando la natura".    

Sabato 12 aprile in località Sportinia lo Sci Club Sauze d’Oulx, in collaborazione con il Comune di Sauze d’Oulx, Vialattea ed il Consorzio Turistico Sauze d’Oulx, hanno  organizzato una gara di Slalom Gigante per festeggiare i 40 anni dalla conquista della Coppa del Mondo di Sci Alpino del 1974. Hanno partecipato oltre 300 persone. E’ importante dare ai giovani esempi positivi e ricordare le vittorie?
"Certo soprattutto di questi tempi, in cui ai giovani occorre dare energia e positività. Nulla si ottiene senza fatica e sacrifici.  I giovani che hanno  partecipato alla gara facevano parte di tutte le categorie FISI a partire dai Super Baby sino ai Master, ed anche a due categorie Open maschile e femminile. E’ stata una bella festa. Sono onorato che abbiano intitolato a me la discesa Bourget di Sauze che si chiamerà pista Piero Gros"

Per lo sport si è mobilitata anche l’Unione Europa che con il programma Erasmuplus prevede fondi anche per le attività sportive. Il programma ha un budget di circa 265 milioni di euro nell'arco di sette anni per contribuire a sviluppare la dimensione europea dello sport in modo da affrontare le minacce transfrontaliere come ad esempio le partite truccate e il doping. Sosterrà anche i progetti transnazionali cui partecipano organizzazioni attive nello sport di base, promuovendo ad esempio la buona governance, l'inclusione sociale, le carriere duplici e l'attività fisica per tutti. Cosa ne pensa?
"Speriamo che in Italia si partecipi a questo programma in modo adeguato. Di sicuro le sinergie europee possono aiutare lo sport che da sempre è senza confini e unisce i popoli. Ora anche i disabili possono diventare maestri di sci. La tecnologia aiuta molto e sono sicuro che progetti transnazionali possano contribuire a dare un maggior respiro internazionale anche allo sport in Italia che deve crescere con i suoi dirigenti e migliorare".

Il programma Erasmusplus è finalizzato a promuovere competenze e l'occupabilità, nonché a sostenere la modernizzazione dei sistemi d'istruzione, formazione e gioventù, e in totale ha un bilancio di 14,7 miliardi di euro. Più di 4 milioni di persone riceveranno un sostegno per studiare, formarsi, lavorare o fare attività di volontariato all'estero, tra cui 2 milioni di studenti dell'istruzione superiore, 650 000 studenti della formazione professionale e apprendisti nonché più di 500 000 persone partecipanti a scambi giovanili o ad attività di volontariato all'estero. Erasmusplus erogherà inoltre finanziamenti per l'istruzione e la formazione del personale e degli animatori giovanili nonché per partenariati tra università, college, scuole, imprese e organizzazioni non profit. Beneficeranno dei fondi 600 partenariati nel campo dello sport, tra cui eventi europei non profit. Cosa serve per rendere lo sport e le professioni legate ad esso più competitive a livello europeo?
"Credo che in tutti gli sport serva professionalità e avere programmi come questo, che consente progetti di cooperazione e di formazione anche nello sport, rappresenta un passo in avanti. Erasmusplus viene avviato in un momento in cui nell'UE quasi 6 milioni di giovani sono disoccupati, con livelli che in Spagna e in Grecia superano il 50%. Nello stesso tempo si registrano 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale con le qualifiche richieste. Ciò dimostra il sussistere di importanti deficit di competenze in Europa. Se Erasmusplus funzionerà potrà affrontare questi deficit fornendo opportunità di studio, di formazione o esperienze all'estero. Inoltre io ho gestito anche team di volontari e credo che il Servizio volontario europeo per i giovani sia una grande opportunità. La passione per lo sci mi è stata trasferita in famiglia da mio padre ed io l’ho trasmessa a mio figlio; ogni sport amatoriale può svilupparsi al meglio anche nell’agonismo. Nel settore dello sci ho visto molti volontari lavorare e a tutt’oggi le professioni legate allo sci possono dare nuova opportunità se verranno valorizzate e sviluppate".  

Qual è il più bel ricordo che lei ha della coppa del mondo?
"Il podio e il momento del traguardo, in cui mi mancavano il fiato ma avevo una immensa felicità nel cuore. E poi il rapporto con i miei compagni di squadra. Perché quando si è campioni si vive al fianco degli altri oltre che per dare il massimo con se stessi".
 

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