A poche ore dal primo derby della stagione tra Milan e Inter arriva lo scossone per quanto riguarda la proprietà dei nerazzurri. Brookfield ha completato l’acquisizione di Oaktree. Il fondo canadese, tramite un’operazione da 3 miliardi di dollari circa, ha rilevato il restante 26% di Oaktree, che resta proprietario dell’Inter. Brookfield deteneva già il pieno controllo di Oaktree, avendo in pancia il 74% del fondo statunitense in una operazione di acquisizione conclusa oggi ma iniziata nel 2019 e che vede una valutazione pari a circa 10 miliardi di dollari per l’intero fondo. Si tratta – riporta La Gazzetta dello Sport – di una operazione classica nel mondo della finanza, vale a dire quella di un fondo acquisito da un altro ancora più grande (Brookfield gestisce asset per 1.000 miliardi di dollari, Oaktree per 225 miliardi) per consolidare gli investimenti.
Ma cosa cambia in termini pratici per l’Inter? Di fatto nulla. Tutto resterà come prima. Anche sulla questione del nuovo stadio, infatti, il soggetto che esercita il controllo sul club viene indicato in Oaktree Capital Management, che opera quale investment manager. Cosa significa? Che al suo interno ha investitori di diversa natura (fondi sovrani, fondi pensione, fondi comuni di investimento e altri investitori professionali soggetti a vigilanza), ma alla fine le decisioni sono prese esclusivamente da Oaktree.
E per quanto riguarda il mercato? Marotta e Ausilio continueranno a lavorare per rafforzare la squadra. Chivu insiste per avere un sostituto di Dumfries, passato al Real Madrid, ma intanto si stringe per un altro difensore centrale, Christian Romero del Tottenham è sempre più vicino ai nerazzurri sulla base di 40 milioni. Resta solo da trovare l’accordo definitivo sull’ingaggio. Poi il terzino e forse anche un centrocampista, in caso di uscita di Frattesi (che vuole la Juve).

