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Conte a Capello: "Ricordo la sua Juve per scudetti revocati"

Conte: "Ricordo Juve di Capello per scudetti revocati..." - Non fa mai il suo nome, ma Antonio Conte entra a piedi uniti su Fabio Capello. L'attuale ct della Russia aveva parlato di una serie A poco competitiva e non "allenante" per questa Juventus. "Vorra' dire che l'anno prossimo chiedo al mio presidente di iscrivere la squadra in Premier - dice il tecnico bianconero ai microfoni di Sky Sport dopo il 3-1 al Chievo -. Forse a chi fa queste affermazioni da' fastidio quello che sta facendo questa Juve, forse perche' sta superando quello che si e' fatto in quei due anni (dice riferendosi al biennio di Capello, ndr). Io ricordo quelle squadre solo perche' gli scudetti poi sono stati revocati, ma non ricordo un grande gioco, ricordo delle Juventus memorabili come quelle di Trapattoni e Lippi, non quelle di Capello se non per gli scudetti revocati". Non e' tutto, perche' Capello ha anche commentato, non positivamente, la decisione di Conte di revocare il lunedi' libero ai suoi giocatori dopo il pareggio di Verona. "Non e' facile vincere lo scudetto per la terza volta consecutiva, lo dice la storia della Juventus e del calcio - ricorda l'allenatore -. Bisogna mantenere ai massimi livelli la concentrazione e quando vedo che magari ci si sente un po' piu' tranquilli lo faccio notare, magari sbaglio o faccio bene. Pero' poi vedo che si fanno i referendum, c'e' chi dice stupidaggini, parlano anche persone di un certo livello ed e' questo che mi fa rimanere sbalordito, se mi facessero queste domande io non risponderei e ne chiederei di serie". La successiva domanda e' "il riferimento e' a Capello?". "Mi riferisco a chi fa il maestro in casa degli altri, magari e' meglio guardare in casa propria dove c'e' piu' puzza".

La Juve riprende la marcia: Chievo ko - Magari non sarebbe cambiato nulla, ma quel lunedi' di lavoro alla Juventus e' servito. I campioni d'Italia, reduci dalla rimonta subita a Verona che aveva fatto infuriare Conte, tornano a essere quelli che il tecnico bianconero vuole e, a farne le spese, e' il Chievo, battuto 3-1. La "Vecchia Signora" centra la 12esima vittoria interna in altrettante partite, un altro record da mettere agli atti, anche se a Conte interessavano i tre punti e alla capolista sono bastati appena 29 minuti per archiviare la pratica. Al 17' il bel sinistro di Asamoah, poi, al 29', sulla punizione di Pirlo e la respinta di Agazzi, il tap-in vincente di Marchisio, in campo dal primo minuto al posto di Pogba, uno di quelli che nella ripresa del Bentegodi era sparito. Titolare, invece, Vidal e il cileno torna ai soliti livelli. Conte, che oggi ha festeggiato le 100 panchine in A, ha colpito nel segno. Squadre in campo con il 3-5-2, Juve senza Barzagli e Chiellini (dentro Caceres e Ogbonna), Pogba e Tevez in panchina, Giovinco con Llorente. Nel Chievo Stoian-Thereau la coppia d'attacco. La Juve parte forte, il match lo sblocca Asamoah che triangola con Llorente e poi batte Agazzi (preferito a Puggioni) con un bel sinistro a girare. La difesa clivense rischia un paio di rigori: prima Frey su Llorente, poi Radovanovic su Giovinco, Valeri, che ammonisce tanto, lascia correre. Il 2-0 arriva al 29' con Marchisio, che mette dentro sulla respinta corta di Agazzi chiamato in causa dalla punizione di Pirlo. Nella ripresa Corini inserisce Pellissier per Stoian e al 6' arriva l'imprevisto: Lichtsteiner anticipa Thereau e rinvia sulla gamba di Caceres, il rimpallo beffa Buffon: 2-1. Partita riaperta, il Chievo prova a crederci, ma al 13' sul corner di Pirlo e l'uscita non eccezionale di Agazzi, Llorente di testa mette dentro siglando il 3-1. Cerca il poker Giovinco, ma senza fortuna. Poi Conte inserisce Osvaldo per Llorente e Tevez proprio per la "formica atomica" che viene fischiato dal pubblico. Il numero 12 bianconero non la prende bene, ma a bordo campo trova l'abbraccio di Conte che lo difende, quasi accompagnandolo in panchina e trasformando i mugugni in applausi. Nel finale Agazzi dice no a Marchisio, Osvaldo sfiora il primo gol in bianconero ed Hetemaj impegna Buffon. Finisce 3-1. La capolista riprende sicura la marcia interrotta al Bentegodi. Il Chievo perde la terza gara consecutiva e scivola al penultimo posto, per Corini si fa dura.

Il Napoli batte il Sassuolo e punta al secondo posto - Vittoria chiara e meritata per il Napoli di Benitez sul campo del Sassuolo di Malesani. Al "Mapei Stadium - Citta' del Tricolore", sotto gli occhi dello spettatore Massimiliano Allegri, i partenopei hanno dimostrato di aver messo definitivamente alle spalle l'incerto gennaio e di aver ripreso la marcia spedita di inizio stagione. In attesa del match di questa sera, Roma-Sampdoria, e del recupero fra i giallorossi e il Parma, gli azzurri si portano a una sola lunghezza dal team eliminato in settimana dalla Coppa Italia e soprattutto allungano sulla Fiorentina, adesso indietro di 6 punti rispetto al Napoli, sempre piu' proiettato verso la qualificazione alla prossima Champions League. Il Sassuolo, alla nona sconfitta nelle ultime dieci gare, al contrario, sprofonda in classifica: adesso e' fanalino di coda, superato dal Catania e "staccato" dal Livorno, corsaro a Cagliari.Nei padroni casa, orfani degli indisponibili Terranova, Biondini, Alexe, Acerbi, Masucci, Magnanelli e Manfredini e dello squalificato Rosi, Alberto Malesani ha optato inizialmente per il modulo 3-4-3, con Antei, Cannavaro e Ariaudo davanti a Pegolo, con Longhi, Brighi, Marrone e Gazzola in mediana e con il tridente composto da Sansone, Floro Flores e Berardi.Negli ospiti, privi degli infortunati Zuniga e Mesto e degli squalificati Jorginho, Inler e Callejon, invece, Rafa Benitez ha puntato sul solito schema 4-2-3-1, con Maggio, Albiol, Fernandez e Ghoulam a protezione di Rafael (con Reina precauzionalmente in panchina), con Dzemaili e Behrami in mezzo e con Insigne, Hamsik e Mertens alle spalle di Higuain. Fin dalle prime battute della gara il Napoli ha preso in mano il pallino del gioco e ha fatto intende a tutti di avere forti intenzioni di portare a casa i 3 punti. All'8' Hamsik si e' incuneato nell'area di rigore degli emiliani; ma ha calciato di poco al lato. Poi, dopo una punizione insidiosa calciata da Floro Flores (fuori di non molto), e' salito in catedra Pegolo, senza il quale il risultato del martch sarebbe stato certamente piu' rotonda. Il portiere del Sassuolo ha detto di no a Higuain in due occasioni, al 31' su una deviazione ravvicinata dell'argentino, e al 36', su un bel diagonale mancino dello stesso trascinatore degli azzurri. In mezzo, al 32', l'estremo difensore dei padroni di casa aveva negato la gioia del gol anche a Insigne.Al 37', pero', Pegolo e il Sassuolo sono crollati: Ghoulam ha crossato da sinistra, Hamsik ha assistito Dzemaili e lo svizzero ha colpito con decisione, realizzando il gol dello 0-1.Nella ripresa, al 55', e' giunto il raddoppio dei campani, su una bella ripartenza firmata da Insigne, autore del suo secondo gol in campionato, con una delle sue classiche conclusioni di destro a girare.A seguire il Sassuolo ha provato a reagire, prima (al 24') con il neo entrato Zaza e poi (al 30') con Sansone: il primo e' stato impreciso, il secondo si e' trovato di fronte un Rafael impeccabile. Infine e' stato un monologo azzurro, con Mertens, Hamsik e Insigne stoppati da Pegolo e con Dzemaili fermato soltanto dalla traversa. Giusto il risultato finale: tifosi napoletani in festa.

Cagliari-Livorno 1-2, eurogol di Emerson- Il Livorno passa al "Sant'Elia" battendo 2-1 il Cagliari e portando a casa tre punti preziosi per la corsa alla salvezza. Discreta prova degli ospiti al cospetto di un Cagliari spento, colpito a fine primo tempo da un eurogol di Emerson e nel momento migliore, ad inizio ripresa, da un rigore di Paulinho (al decimo centro stagionale), 'regalato' da Avramov. Nene' con un gran gol riesce a mettere nuovamente in gioco il Cagliari, poi Daniele Conti lascia in dieci i suoi facendosi espellere ingenuamente. I sardi chiudono in avanti ma non riescono a colpire e il risultato non cambia nonostante gli ospiti ridotti in nove per le espulsioni nel finale di Ceccherini e Benassi.

Atalanta-Parma 0-4, primo gol in serie A di Molinaro - La prima rete in serie A di Molinaro, l'autogol di Benalouane, Cassano e la rete dell'ex Schelotto regalano al Parma targato Donadoni una vittoria preziosissima, in chiave 'Europa League', in casa di una Atalanta tanto determinata ma troppo poco concreta in fase realizzativa. Colantuono, dopo la sconfitta subita a Firenze per 2-0, sceglie di schierare i suoi uomini col 4-4-1-1, con Maxi Moralez a supporto del centravanti argentino Denis. Sponda parmense, Donadoni prova a cancellare il brutto pareggio casalingo di domenica scorsa contro il Catania ed opta per il 3-5-2, con Palladino e Cassano coppia d'attacco.

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