Juventus, la vendetta di John su Andrea. Agnelli se n’è accorto quando era ormai troppo tardi
La guerra nella famiglia Agnelli-Elkann non si limita al decennale scontro tra Margherita e figli e nipoti per l’eredità dell’Avvocato, ma ce ne sarebbe anche un’altra che vede coinvolti John Elkann e Andrea Agnelli. Una vicenda legata all’inchiesta sulla Juventus relativa alle plusvalenze, ma che in realtà nasconde motivazioni ancora più grandi. Un libro – si legge su La Verità – svela i segreti di famiglia e fa emergere un aspetto nuovo sulla vicenda Juve, l’inchiesta avrebbe fornito a John l’occasione per estromettere il cugino Andrea non solo dal club bianconero, ma anche dalla gestione di tutte le società, a partire da Stellantis, per arrivare ad Exor, la cassaforte di famiglia. Nel libro “Juventus Segreta”, scritto da Gigi Moncalvo, si ripercorrono gli ultimi anni di Andrea Agnelli. Che cosa è scattato in lui in maniera così netta e al tempo tempo inspiegabile da spingerlo a capovolgere ciò che di buono aveva fatto fino ad allora? Dietro a tutto questo ci sarebbe stato un piano segreto orchestrato da John.
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Elkann, – prosegue La Verità – dietro il suo volto da bravo ragazzo, nasconde quella che è fondamentale differenza rispetto al cugino reietto: la spietatezza e un cuore di pietra. Perfino donna Allegra Caracciolo, la vedova di Umberto Agnelli, ha implorato più volte John di non infierire sul suo adorato figlio Andrea. Ma è stato tutto inutile: quello non rispondeva, fingeva di concedere la sua benevolenza, abbassava gli occhi e poi “infilava il coltello” ancor più crudelmente. L’era Agnelli è finita grazie a John, lo ha lasciato sbagliare fino a metterlo spalle al muro. La prima vendetta: costringere Andrea alle dimissioni e toglierlo di scena. Non solo dalla Juve, ma anche da board di Exor e da quello di Stellantis. Poi l’altra vendetta: la lettera a Uefa, Real Madrid e Barcellona per uscire dalla Superlega e come se non bastasse ha anche fatto ritirare tutte le azioni legali che Andrea da anni portava avanti contro la Figc e l’Inter, mettendo fino per sempre alla vicenda Calciopoli.



