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Juventus nel caos dopo la batosta contro la Lazio: Spalletti ha ancora la squadra in mano? E c’è il botta e risposta con Bremer

Il tecnico mette in discussione la gestione del gruppo, il capitano denuncia chi si nasconde. Bianconeri ottavi con 11 punti.

Juventus nel caos dopo la batosta contro la Lazio: Spalletti ha ancora la squadra in mano? E c’è il botta e risposta con Bremer
Luciano Spalletti (Foto Lapresse)

La sconfitta per 3-0 contro la Lazio fa precipitare la Juventus in una crisi di risultati e apre interrogativi anche all’interno dello spogliatoio. Spalletti ammette di non sapere più se la squadra lo segua, Bremer critica l’atteggiamento di alcuni compagni e il tecnico gli risponde. Intanto, dopo sette giornate, i bianconeri hanno un punto in meno rispetto alla Juventus di Tudor, esonerato proprio dopo un ko contro i biancocelesti.

Spalletti si mette in discussione dopo il 3-0 con la Lazio e risponde alle accuse di Bremer

Luciano Spalletti non nasconde la preoccupazione dopo il pesante 3-0 subito dalla Juventus contro la Lazio all’Allianz Stadium. Il tecnico bianconero, che ha seguito la partita dalla tribuna perché squalificato, si interroga sulla gestione della squadra e arriva a mettere in dubbio anche il rapporto con i propri giocatori. Una situazione resa ancora più complicata dalle dichiarazioni del capitano Gleison Bremer, che nel dopopartita ha criticato l’atteggiamento di alcuni compagni, provocando la replica dell’allenatore.

In conferenza stampa, Spalletti parte da un’autocritica sulla gestione del gruppo, dopo una prestazione che lo ha sorpreso negativamente: “Sono preoccupato perché devo farmi delle domande su come ho gestito la squadra sino a ora, se si arriva al punto in cui invece di migliorare si peggiora è chiaro che devo rivedere delle cose e fare delle analisi approfondite, soprattutto su di me”. Quando gli viene chiesto se i giocatori continuino a seguirlo, l’allenatore risponde con parole che alimentano gli interrogativi sul momento bianconero: “Fino a ieri pensavo di poter dire sì, poi oggi non lo so. Coi giocatori ho un buon rapporto, voglio condividere sempre, sono fatto così”.

Ai microfoni di Dazn, Spalletti non cerca attenuanti per la prestazione contro la squadra di Gennaro Gattuso, passata in vantaggio con Provstgaard e capace di chiudere i conti nella ripresa con Isaksen e Dele-Bashiru: “Sicuramente siamo stati inferiori e non abbiamo avuto il pallino del gioco in mano. Non c’erano idee ed è anche difficile darsi spiegazioni, anche perchè non avevamo fatto nulla di diverso rispetto alla partita con il Celta Vigo. Siamo stati lenti, sia di gambe che di testa e senza ritmo e cuore non c’è modulo o stile di gioco che tenga”.

Il tecnico individua soprattutto nell’atteggiamento della squadra una delle principali cause della sconfitta e chiede ai suoi giocatori una reazione immediata: “Siamo stati fragili dal punto di vista della reazione ai duelli, ci sono stati molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Bisogna andare a scavare nel carattere dei giocatori, l’importante è far vedere una reazione e non lasciarsi abbandonare agli eventi. Il nostro futuro lo giochiamo con la nostra volontà”.

Bremer accusa i compagni, Spalletti replica: “Prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi”

A rendere ancora più teso il dopopartita sono le dichiarazioni del capitano Gleison Bremer, che dopo il triplice fischio si sfoga per l’atteggiamento di alcuni compagni, soprattutto di fronte ai fischi dei tifosi dello Stadium: “Non punto il dito, ognuno ha il suo carattere. Ma c’è gente che sente i fischi e si nasconde, chi ha paura e chi no. Io arrivo fino a un certo, non posso portare tutti in braccio”.

Parole alle quali Spalletti risponde pubblicamente, richiamando il difensore alle responsabilità individuali e collettive: “È bene che faccia delle analisi, ma lui è dentro la partita di stasera come ci sono io e prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi. Io lo faccio”.

Il confronto a distanza mette in evidenza le difficoltà di una Juventus che, oltre ai risultati, deve fare i conti con i problemi di atteggiamento emersi nella sconfitta contro la Lazio. Spalletti vuole affrontarli direttamente con i giocatori, partendo da una revisione del proprio lavoro: “Faremo delle analisi e parlerò con la squadra. È chiaro che qualcosa bisogna andare a modificare, poi anche io della prestazione di oggi sono rimasto un po’ sorpreso”.

L’allenatore ribadisce di aver sempre cercato il confronto con il gruppo, ma riconosce la necessità di verificare anche il rapporto costruito con i calciatori: “Ho sempre cercato la condivisione allo stesso modo con il gruppo, quindi ora analizzerò anche il rapporto con la squadra, che è sincero e bello. I ragazzi sanno che quello che è successo oggi non va assolutamente bene”.

Juventus, Spalletti peggio di Tudor: 11 punti in sette giornate e la vetta già distante otto lunghezze

La crisi bianconera emerge anche dai numeri. Dopo sette giornate di Serie A, la Juventus ha conquistato appena 11 punti, frutto di tre vittorie, due pareggi e due sconfitte, entrambe arrivate in campionato contro il Sassuolo e la Lazio. La squadra di Spalletti occupa l’ottavo posto ed è già distante otto punti da Inter e Lazio, appaiate in testa alla classifica a quota 19.

Un rendimento addirittura inferiore rispetto a quello della Juventus della passata stagione, quando in panchina sedeva Igor Tudor. Nell’ottobre 2025, dopo sette giornate, il tecnico croato aveva raccolto 12 punti, uno in più rispetto a Spalletti, con un distacco dalla vetta di quattro lunghezze. I bianconeri occupavano allora la settima posizione, mentre oggi sono ottavi.

Il precedente è particolarmente significativo anche per una coincidenza. Il 27 ottobre 2025 Tudor venne esonerato all’indomani della sconfitta per 1-0 contro la Lazio, arrivata all’ottava giornata di campionato. Il ko dell’Olimpico fu il terzo consecutivo per i bianconeri, reduci dal 2-0 subito a Como e dalla sconfitta per 1-0 al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid, in Champions League. Tre sconfitte in otto giorni che portarono la dirigenza juventina a sollevare dall’incarico il tecnico croato.

Quella sconfitta portò la dirigenza bianconera a cambiare allenatore, affidando successivamente la squadra proprio a Spalletti. A distanza di quasi un anno, il tecnico toscano si ritrova con una classifica ancora peggiore e una squadra della quale, per sua stessa ammissione, deve rivedere atteggiamenti, gestione e rapporto con i giocatori.

Il 3-0 subito dalla Lazio è la seconda sconfitta in sette giornate, ma sono soprattutto le modalità del ko a preoccupare Spalletti. L’allenatore ha annunciato un confronto con il gruppo per capire quali aspetti modificare, mentre la Juventus deve recuperare terreno sulle prime posizioni dopo aver già accumulato otto punti di ritardo dalla vetta.

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