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Juventus, Pirlo: “Stavo per lasciare il calcio, poi…”

Juventus, Pirlo: “Stavo per lasciare il calcio, poi…”
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Juventus, Pirlo: “Stavo per lasciare il calcio, poi…”
Juventus, Pirlo: “Stavo per lasciare il calcio, poi…”
Juventus, Pirlo: “Stavo per lasciare il calcio, poi…”

Istanbul, maggio 2005: Andrea Pirlo rischiò di giocare l’ultima partita della sua carriera in quel maledetto Liverpool-Milan in cui i rossoneri persero la finale di Champions League dopo aver chiuso il primo tempo avanti 3-0. ”Il giorno in cui lascerò il calcio è ancora lontano, anche se una volta ho pensato al ritiro. Ci pensai dopo la finale di Champions League di Istanbul contro il Liverpool. Per qualche giorno ho pensato che fosse finita. Non avevo forze, non mi davo pace e non riuscivo a trovare spiegazioni”, spiega in un’intervista esclusiva al trimestrale Undici-il calcio è cultura, Il centrocampista della Juventus racconta la sconfitta più bruciante della sua carriera. E la sua vita nel pallone: ”Ho sempre saputo di essere bravo. L’etichetta di predestinato non mi ha mai pesato, anzi mi ha dato più responsabilità. Sapere di avere talento mi spingeva a migliorarmi. E’ la mia vita, è quello che ho sempre voluto fare. Riempie le mie giornate da venti anni. Ho imparato molte cose. La prima è di essere riconoscente, la seconda è non portare rancore. Nel calcio non esiste la fortuna. Puoi essere per qualche anno, ma alla fine l’inganno si svela. Chi sa giocare va avanti, chi è bravino rimane nelle serie inferiore. Non credo in un tifoso onnipotente e non mi schiero con chi pensa che pagare un biglietto garantisca un lasciarepassare per l’insulto. Se mi fischi, ho il diritto di risponderti. Se mi offendi, non escludo di reagire”.

Poi torna sulla frasi Lotito delle scorse settimane: “Fanno perdere la voglia di giocare, il calcio è per tutti e in Serie A deve andare la squadra che merita di più. Quando ascolti certe cose pensi: meno male che sono arrivato alla fine”.