I diritti sportivi producono grandi affari in tutto il mondo, siano questi per la Tv, radio, stampa, Internet o merchandising. Basti pensare che nei soli Usa, il giro d’affari nel 2016 é stato di 19,86 miliardi di dollari e arriverá a 20,88 miliardi quest’anno. Di questi, i diritti televisivi prendono la fetta principale. Ad esempio, per le Olimpiadi (estive ed invernali) i diritti televisivi rappresentano il 48,8% delle fonti di entrata per il Comitato Olimpico (seguiti dalle sponsorizzazioni, 45%), cioé 8 miliardi di dollari per il periodo 2010-12.
Con l’aumentare del numero di “finestre” di fruizione, é aumentato anche il livello di complessitá legale e logistica, pertanto piú che mai sono richiesti incontri personali tra i vari interlocutori, come i club, le leghe, gli agenti, i produttori e distributori, gli aggregatori ed i media che alla fine trasmetteranno lo sport.
Questo é ció che si prefigge di fare Sportel, una fiera per i diritti audiovisivi per tutte le discipline sportive a livello internazionale.
Organizzata dal Principato di Monaco, Sportel ha due edizioni l’anno: una fissa a Monte Carlo ad ottobre ed una intinerante, alternata tra l’Asia, l’America Latina ed Usa a primavera. La fiera asiatica viene chiamata Sportel Asia, quella in America Latina, Sportel… (a seconda del paese) e negli Usa, SportelAmerica é sempre focalizzata sull’America Latina. Da quest’anno Sportel in America Latina (come Sportel Rio) verrá eliminata a favore di SportelAsia, che si svolge a Singapore e, come afferma Laurent Puons, vice presidente di Sportel, “sottolinea l’importanza della Cina in questo settore”.
Ma lo sport é anche politica, come puntualizza David Jones, che cura tutto il marketing di Sportel: “con Sportel ho imparato che la politica é parte integrale del business per lo sport”.
A questo SportelAmerica, svoltosi a Miami in Florida (dove si tiene ad anni alterni), erano presenti solamente 686 partecipanti, ma molti di questi erano dirigenti “top”, come il presidente della LaLiga, Javier Tebas, l’amministratore delegato di Infront, Luigi De Siervo e atleti come Justise Winslow dei Miami Heat.
Tebas era a SportelAmerica per illustrare ad una conferenza la strategia della serie A spagnola per aumentare il valore dei diritti audiovisivi venduti alle piattaforme digitali.
Il contingente piú numeroso era quello americano, seguito dagli inglesi e tedeschi.
Di italiane vi erano solo sette societá, inclusa Infront Italy, che fa parte del grande gruppo cinese Wanda; pure originalmente fondata da italiani, la MP& Silva, ora della Shanghai Jin Xin. Secondo De Siervo, Infront Italy fattura il 50% di tutto il gruppo.
Una nota di colore, nonostante la piccola presenza italiana (almeno ufficiale) a SportelAmerica, nei corridoi e nelle sale riunioni si sentiva spesso parlare italiano.



