A- A+
Sport

di Alberto Foà

Non notizie dal mondo del calcio italiano: la Juve ha vinto il Derby e lo scudetto, l’Inter ha perso la partita, forse l’ultimo treno per l’Europa e, almeno fino a prova medico-contraria, Zanetti.

Zanetti è una bandiera, per l’Inter, ed è normale che i tifosi dell’Inter gli augurino ogni bene; Zanetti è anche una brava persona, sicuramente un uomo di sport e quindi ecco che è normale che anche gli anti-interisti facciano il “tifo” per lui.

Ancor più bandiera dell’argentino per i nerazzurri è - se ne parlava qualche settimana fa – Totti per i romanisti e la Roma. Solo che Totti non è solo la bandiera e il capitano, è l’unico, della squadra, cui la squadra non può rinunciare. Anche ieri ha illuminato il campo e i compagni, ispirato Osvaldo e Lamela e divertito il pubblico.

Insomma, la differenza tra Totti e Zanetti è che la Roma con Totti vince e senza perde, mentre l’Inter perde a prescindere, anche con Zanetti. Bene, cioè male, perché non è di loro che ci occupiamo stavolta, e neppure della solita sconfitta interista o dello scontato scudetto (da festeggiare il 5 maggio, per chi crede ai ricorsi storici).

Stavolta vorrei parlare di chi il Campionato lo poteva vincere a mani basse e invece è arrivato secondo: il Napoli. La squadra del presidente De Laurentis vanta un organico oggettivamente più forte di quello juventino, specialmente davanti, ma non solo. Però non ha saputo approfittare del periodo di crisi – e di stress - della capolista: la Juve pareggiava al pomeriggio e i partenopei, la sera, al massimo pareggiavano pure loro ma qualche volta hanno pure perso.

Colpa della stanchezza – mentale e fisica – di una rosa impegnata sempre a pieno regime dall’allenatore. Quindi, in un certo senso, colpa dell’allenatore. Anche perché, se l’anno scorso sia il presidente sia i tifosi avevano scelto di puntare tutto sulla Champions e nell’imminenza dei turni di Coppa era logico perdere concentrazione, energie e punti, quest’anno punto primo l’Europa League non valeva la candela, punto secondo la panchina era più allungata, in modo da consentire ricambi e turn over.

Anzi. A dirla tutta, l’anno scorso Mazzarri si era fissato con il turn over, che forse non poteva permettersi mentre quest’anno, che in Coppa avrebbe potuto far riposare Hamsik, Cavani, Maggio, Pandev e compagnia bella, ha sempre schierato la prima squadra.

Per carità, il campionato del Napoli e il suo secondo posto, sono qualcosa di bello e importante. Ma se non sarebbe giusto crocifiggere il mister, ancor meno sarebbe esaltarne meriti che probabilmente, in questi due anni, non ha avuto…

Tags:
calciointermilan
in evidenza
"Professione Manager". Perrino ospita Scaroni e Fiorani

Affari al Festival dell'Economia

"Professione Manager". Perrino ospita Scaroni e Fiorani

i più visti
in vetrina
Simest, la qualità a supporto della competitività delle esportazioni italiane

Simest, la qualità a supporto della competitività delle esportazioni italiane


casa, immobiliare
motori
Nuova Maserati MC20 Cielo, la spider dal tetto retrattile

Nuova Maserati MC20 Cielo, la spider dal tetto retrattile


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.