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"Io come Grillo? In questa prima settimana si e' fatto un paragone tra la novita' di Grillo sullo scenario politico con la mia elezione. Qualcosa di simile solo se pensiamo al fattore novita'". Cosi' il neo presidente del Coni, Giovanni Malago', nel corso di un forum al Corriere dello Sport, ha commentato il paragone tra la novita' Grillo nel panorama politico nazionale e la sua elezione a numero uno dello sport italiano. "Voglio portare entusiasmo, idee, energie. Innovazione, non rivoluzione. Doping? Chi si dopa investe molto, chi si occupa di antidoping deve fare altrettanto. Spendere nella ricerca, nelle risorse umane. Piu' previeni, meglio e'. Il problema di base e' culturale".

Malago' parla anche del rapporto con la scuola e su cosa si puo' fare per migliorarlo: per il nuovo numero uno del Coni le medaglie non sono tutto. "Quando ci si avvicina alle Olimpiadi si fanno le proiezioni sulle medaglie che si pensa di vincere. Ma anche se vincessimo 40 medaglie invece di 28 non risolveremmo i problemi dello sport italiano. Rifiuto il fatto che per misurare lo stato di salute dello sport ci si debba riferire al medagliere". Un discorso di riforma Malago' lo riserva anche ai cosiddetti titoli sportivi in affitto, fenomeno frequente in particolare nel basket: "Petrucci eredita una situazione non semplice, ma e' la persona piu' autorevole per risolverla. Benetton che lascia e' come se scomparissero il Milan o la Juve... E' come il discorso sulle medaglie: va riformato il sistema".

Ha anche affrontato il tema del riposizionamento della componente italiana all'interno del Cio: "E' piu' che un dovere da parte del Coni. Ci sono 12 presidenti internazionali, istituiremo un gruppo di lavoro, ci dovra' essere un coordinamento. Oggi se non aggredisci un argomento, la matassa non la sbrogli. C'e' una politica internazionale da portare avanti come l'Italia merita". Infine, non poteva mancare l'argomento calcio e la sua posizione sull'ipotesi di un'esclusione all'interno della Giunta: "Non sono matto, dovevo sottolineare che nell'ambito dei candidati presidenti alla Giunta non avevo inserito presidenti che non mi avrebbero votato. Era un discorso da addetti ai lavori, un discorso elettorale. I rapporti personali con Abete sono ottimi, sono stato in Assemblea di Lega venerdi', hanno molto apprezzato. La prossima settimana saro' al Consiglio federale. La mia Roma? Apprensione, speranza, preoccupazione. Speriamo vinca la speranza"

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