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Mancini perde testa e voce. L’Inter perde punti…

Mancini perde testa e voce. L’Inter perde punti…
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Mancini perde testa e voce. L’Inter perde punti…
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Mancini perde testa e voce. L’Inter perde punti…

Quando si incontrano due psicologie, così complesse, come quella dell’Inter e di Roberto Mancini, deve, per forza, accadere qualcosa di drammatico?
Sembra proprio di si’, esaminando la grave crisi della squadra e il crescente nervosismo, in campo e fuori, del coach, manifestati dopo l’insulto, rivolto da Sarri, che diede di “frocione” al tecnico nerazzurro, già turbato dalla recente separazione, non consensuale, dalla moglie, donna Federica, dopo 25 anni di matrimonio e 3 figli (2 calciatori).

Il problema, che non riguarda un buon psicanalista, ma Eric Thohir, è: fino a quando il vertice del club è disposto ad attendere che il tecnico ritrovi la sua serenità e il suo equilibrio, indispensabili per affrontare una fase molto delicata (13 punti di distacco dalla capolista sempre più…Allegra e uno solo in più del Milan in ascesa di Mihailovic, con il Verona che, nel ritorno, ha fatto meglio di Icardi e compagni ) ?
Si intervenga in tempo, anche con decisioni drastiche, prima che la “Beneamata” sprechi un’altra stagione, nell’affannosa ricerca del ritorno nelle coppe europee.

O, ancor peggio, che gli sconcertati tifosi debbano assistere all’ennesimo suicidio della squadra, che Giuan Brera definiva “femmina e pazza”…
Mancini- che è tornato sulla panchina dell’Inter, 2 anni fa, dopo le esperienze, positive, al Manchester City e al Galatasaray- merita il rispetto e la considerazione, non concessi a Mazzarri, cacciato su due piedi.
Ma, in questa stagione, Robi ha commesso tanti errori : numerosi giocatori, come Icardi e Jovetic, criticati con i media e relegati tra le riserve, acquisti esosi di calciatori, chiesti a Thohir, poi non utilizzati, da Kondogbia a Eder.

E l’ insufficiente gestione dello spogliatoio si è manifestata, paradossalmente, quando, nella prima parte del torneo, l’Inter era in testa al campionato. Adesso, con il tecnico sempre più in preda a una crisi di nervi, è stata definita, su “La Gazzetta dello Sport”, da Luigi Garlando una “squadra di statuine”. E, con un ironico accostamento alla notte degli Oscar : “L’interista, che oggi sente citare Leo Di Caprio, non pensa al Marziano. Ma al Titanic….”.

Pietro Mancini