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Marotta: "Allegri è un vincente e dietro di lui società forte"

"Lo scetticismo all'inizio era molto diffuso e anche giustamente. Dopo aver cambiato un allenatore che ha vinto tre scudetti di fila con tanto di record, il contraccolpo poteva essere negativo perche' l'allenatore e' il leader di un gruppo, ma credo anche che dietro l'allenatore e la squadra debba esserci una forte societa' che ha il diritto di supportare il ruolo del tecnico". Lo ha detto Beppe Marotta, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" su RadioUno.

L'amministratore delegato della Juventus aggiunge e sottolinea: "Bisogna dare grandi meriti ad Allegri, che non era uno sconosciuto ma aveva fatto bene al Milan, vincendo lo scudetto al primo anno, e nelle sue esperienze precedenti. E' un vincente, quando gli abbiamo dato la squadra lo abbiamo fatto con grande responsabilita', sapendo che aveva le competenze per allenare la Juventus".

Il duello per lo scudetto sarà ancora Juve-Roma? "Le indicazioni di questo inizio di campionato dicono questo. L'aver totalizzato 9 punti in 3 partite dice che sono squadre di alto livello e che saranno serie candidate alla vittoria dello scudetto"

"Siamo contenti del gruppo a disposizione di Allegri: siamo estremamente competitivi in Italia e anche in Europa, laddove pero' ci sono corazzate di spessore maggiore rispetto a noi, ce la dobbiamo giocare con maggiore convinzione", ha sottolineato Marotta parlando poi di Alvaro Morata, preso in estate dal Real Madrid per 18 milioni di euro. "Nel corso del primo allenamento ha subito un infortunio preoccupante, tanto da star fuori per circa un mese, ha ripreso da poco, contiamo molto su di lui ma la concorrenze e' davvero alta - ha sottolineato il dirigente bianconero -. Ci sono lui, Llorente, Tevez, Giovinco, Coman...Avra' comunque modo di far valere la sua caratura calcistica, abbiamo riposto tanta fiducia nei suoi confronti". Quanto al reparto arretrato, ha spiegato, "tutto e' perfezionabile, ma fino a oggi la difesa e' ancora imbattuta. Stiamo rispettando le aspettative, la speranza e' che non ci siano troppi infortuni. E poi penso a Barzagli, che ancora non ha giocato neppure un minito. Marchisio? E' un prodotto del vivaio e ha juventinita' pronunciata, mentre per quanto riguarda i giovani come Berardi a Zaza, le scelte tengono conto di vari aspetti, sia del bilancio che del modello tecnico"

Nella fattispecie oggi - ha proseguito Marotta - abbiamo in attacco accanto a due come Llorente e Tevez, un giocatore altrettanto esperto come Giovinco e poi ci siamo affidati a due giovani come Coman e Morata. Non ci sarebbe stato spazio per tutti". Quanto a Ciro Immobile, "il discorso e' completamente diverso. Era in compartecipazione con il Torino, ha esplicitamente manifestato la voglia di andare al Borussia Dortmund. Non e' stato un elemento predominante ma ci sono degli elementi di bilancio che fanno prendere una scelta piuttosto che un'altra. Per un Immobile che va c'e' pero' un Morata che arriva, sono scelte rischiose e chi vince ha sempre ragione", ha quindi ribadito.

"Troppi stranieri nel nostro calcio? Ci sono stati quelli di grande valore nel passato, penso a Maradona, Falcao, Platini, ma accanto a loro c'erano anche Maldini, Baresi e Baggio. In questo momento in Italia si e' persa la qualita', i talenti i campioni. Manca anche la formazione di allenatori che possono essere all'altezza dei ruoli, cosi' i ragazzini si stanno dedicando ad altre attivita'. Serve un'attivita' di reclutamento per portare i bambini all'attivita' calcistica, con un percorso scolastico affiancato". Ci si rivolge all'estero anche per un problema di costi: "Purtroppo le grandi difficolta' economiche del nostro calcio professionistico portano le squadre di Lega Pro e B a chiedere cifre spropositate per giocatori che non sono certezze e quindi - ha concluso Marotta - costringono a rivolgerci all'estero dove magari i costi sono inferiori".

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