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Mazzarri o non Mazzarri? E' un dilemma amletico per l'Inter

Mazzarri sì, Mazzarri no. Dopo il buon punto, in chiave Europa League, conquistato dall'Inter sabato sera contro il Napoli, si ripropone il dilemma che agita i sogni dei tifosi nerazzurri. La società, Thohir in testa, non sembra avere più dubbi e confermerà il tecnico di San Vincenzo. Anche se, una sconfitta nel derby domenica sera, potrebbe incrinare le certezze della dirigenza.

Vediamo perché Mazzarri dovrebbe restare: dalla sua c'è sicuramente il fatto di aver tenuto unita la squadra in un anno che definire particolare è un eufemismo. Il cambio societario, infatti, ha scombussolato un ambiente che non ha mai brillato per coesione già durante i 18 anni di gestione Moratti, eccetto il biennio di Mourinho. Sul piano squisitamente calcistico, l'Inter ha ormai una precisa identità. Il 3-5-2 è stato digerito dal gruppo. Inoltre, è apprezzabile la valorizzazione da parte dell'ex allenatore del Napoli di alcuni giocatori su tutti Jonathan, Alvarez e Kovacic. I nerazzurri poi perdono poco, sono infatti solo sei le sconfitte in questo campionato. Mediamente, una squadra che vince lo scudetto, perde 4 partite in un anno.

E qui finiscono i meriti. Se il 3-5-2 è stato assimilato dai giocatori, il gioco è ancora troppo scolastico, e in più di un’occasione è apparso ingessato e privo dei guizzi necessari per scardinare le difese chiuse delle piccole squadre. Il rendimento in casa è assolutamente insufficiente: pareggiare col Napoli ci sta, ma i punti gettati contro Catania, Cagliari, Chievo e Sampdoria gridano vendetta. La pareggite è ormai cronica. Una patologia di cui soffriva anche la squadra di Mancini nella stagione 2004-2005. Come quella attuale perdeva poco, ma mancava della personalità necessaria per dare la zampata vincente.

"Se arriveremo quinti mi dovranno ringraziare" diceva pochi mesi fa Mazzarri. Ora che il quinto posto, appare blindato, non si stapperanno certo bottiglie di spumante a fine stagione per un risultato che sa di minimo sindacale. I ringraziamenti rinviamoli alla prossima stagione, quando l'Inter, dovrà cercare di arrivare terza. Allora sì che Mazzarri meriterà gli applausi. Ora ci si può limitare a una pacca sulla spalla.

Daniele Riosa

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