L’ultima visita a Milanello a settembre, poi il ruolo sempre più defilato al fianco di Cardinale
Zlatan Ibrahimovic è sempre più lontano dalla gestione del Milan. Dopo mesi di apparizioni sporadiche a Milanello, lo svedese avrebbe ormai un ruolo defilato nel club rossonero. Resta invece saldo il rapporto con RedBird e Gerry Cardinale.
L’ultima visita a Milanello a settembre, poi il ruolo sempre più defilato al fianco di Cardinale
Nell’estate del 2024 Zlatan Ibrahimovic presentava a Milanello il nuovo progetto tecnico del Milan affidato a Paulo Fonseca. Oggi l’ex attaccante è sempre più lontano dalla vita quotidiana del club. Secondo quanto ricostruito da Sky Sport, lo svedese non va più considerato una figura “para-dirigenziale” interna alla società rossonera, pur mantenendo il suo incarico di Senior Advisor di RedBird, il fondo proprietario del Milan guidato da Gerry Cardinale.
La sua ultima apparizione a Milanello risale al 14 settembre, alla vigilia dell’esordio stagionale in Europa League contro il Benfica. Ibrahimovic era tornato al centro sportivo dopo circa sei mesi di assenza, ma da allora non risultano altre visite. Una presenza ben diversa rispetto al periodo iniziato nel dicembre 2023, quando aveva assunto formalmente l’incarico di consulente della proprietà, diventando uno dei principali volti pubblici del nuovo Milan.
Il progressivo allontanamento coincide con il riassetto societario voluto da Cardinale, che durante l’estate ha portato agli addii di Massimiliano Allegri, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani. Già nella scorsa primavera erano emerse indiscrezioni sui contrasti tra Ibrahimovic e Allegri, oltre a retroscena relativi ai contatti dello svedese con alcuni giocatori della rosa. Non è chiaro, però, se il ridimensionamento del suo ruolo sia stato deciso direttamente da Ibrahimovic oppure dal proprietario del Milan.
Il legame con RedBird, invece, prosegue. Nei mesi scorsi il quotidiano La Verità aveva riferito di un contratto quinquennale per Ibrahimovic, con un compenso base di un milione di dollari e una serie di warrant convertibili che gli permetterebbero di acquistare in futuro ulteriori quote del Milan.
A spiegare il rapporto professionale con l’ex attaccante era stato lo stesso Gerry Cardinale, intervenuto a luglio durante un evento organizzato dal Wall Street Journal: “Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa. Le aspettative erano che avremmo dovuto fare le cose per come sono sempre state fatte. Mi ricordo le prime volte che andavo in Italia, quando facevo domande che ero abituato a fare qui in America le reazioni erano abbastanza sorprese. Zlatan è un talento e sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo: quando le vedo, le prendo. Quando ho incontrato Zlatan la cosa che mi ha davvero incuriosito è che vedevo che nella nostra squadra mancava una leadership e una cultura. Avere qualcuno nello spogliatoio che sa come vincere fa la differenza. Originariamente l’idea era che Zlatan venisse a lavorare in RedBird, non al Milan. La reazione, con i cambi che ci sono stati, è stata un po’ quella di trascinarlo a diventare l’uomo chiave delle decisioni al Milan. Ma quello che sta facendo non riguarda solo questo. Riguarda il consigliare la proprietà sulle questioni di calcio”.
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