Giornata Mondiale del sonno 2018: 15 regole per dormire bene. SONNO CONSIGLI PER DORMIRE
Giornata Mondiale del sonno 2018: 10 regole per dormire bene. SONNO, LE REGOLE
Giornata mondiale del sonno 2018: come dormire bene seguendo le regole degli esperti per un sonno di qualità. Nella Giornata Mondiale del Sonno la regola è su quantità del sonno (dalle 7 alle 8 ore a notte), ma anche qualità.
Giornata Mondiale del sonno 2018: 10 regole per dormire bene. SONNO, LE REGOLE – I consigli di Francesco Fanfulla
E nella giornata mondoale del sonno 2018 ecco per chi dorme male e soffre di disturbi del sonno di varia natura i consigli di Francesco Fanfulla, pneumologo degli Istituti clinici scientifici Maugeri di Pavia per risolvere i principali disturbi del sonno e dormire finalmente bene!
Giornata Mondiale del sonno 2018: 10 regole per dormire bene. SONNO, REGOLE 1
Mangiate poco a cena, no cibi pesanti: potrebbero rallentare la digestione e provocare continui risvegli. No digiuno.
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Pisolino pomeridiano subito dopo pranzo, ma non troppo vicino alla sera.
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No a luci e schermi, come telefonini o tablet, prima di andare a dormire. No esporsi a luce troppo intensa
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Il fumo fa male al sonno, la nicotina è una sostanza eccitante. Non fumate la sera.
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No l’alcol la sera, almeno nelle quattro ore prima di coricarvi che comprometterebbe il sonno e dormireste male.
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Sì caffè, ma non la sera. Dovete rispettare sempre le quattro ore prima di andare a dormire per il buon sonno.
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In camera la temperatura a 18 gradi, mai superiore ai 24 gradi e mai inferiore ai 12 gradi.
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Create la routine del sonno: andate sempre a dormire e svegliatevi alla stessa ora, così l’orologio biologico interno saprà regolarsi bene.
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Quando vi svegliate, cercate di capire se avete dormito bene. Un buon sonno rende migliore ogni giornata. Difficoltà ad addormentarvi? Soffrite per i troppi risvegli? Non riuscite a dormire le giuste ore, nel modo più corretto? Rivolgetevi con fiducia al vostro medico.
Giornata Mondiale del sonno 2018: 10 regole per dormire bene. SONNO, REGOLE 10
La ginnastica fa bene, ma non praticate attività fisica la sera.
Giornata mondiale del sonno 2018: oltre 10 mln di italiani con insonnia, boom tra i giovani
Sempre piu’ italiani soffrono di insonnia. Specialmente i giovani. Si stima che a soffrire di disturbi del sonno siano oltre 10 milioni di nostri connazionali. Ma l’insonnia e’ un problema mondiale: ecco perche’ il 16 marzo si celebra la Giornata mondiale del sonno, ricorrenza che ogni anno cade nel secondo venerdi’ di marzo ed e’ organizzata dalla Commissione della Giornata mondiale del sonno della World Association of Sleep Medicine con l’obiettivo di celebrare i benefici di un sonno buono e salutare e di richiamare l’attenzione sulle problematiche legate ai disturbi del sonno e alle relative cure, necessita’ di informazione e aspetti sociali, nonche’ di promuovere la prevenzione dei disturbi del sonno e la loro gestione.

Giornata mondiale del sonno 2018: i consigli dell’esperta di Humanitas Gavazzeni
Su Affaritaliani.it i consigli di Paola Merlo, responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni (Bergamo) (www.gavazzeni.it)
Quali sono i più comuni disturbi del sonno? Chi ne soffre di più?
La patologia più nota è sicuramente l’insonnia, che può essere acuta o cronica, ed è diffusa soprattutto tra le donne. Si stima che il 40% della popolazione italiana ne soffra (dati dello Studio italiano Morfeo). Molteplici possono essere le cause come ad esempio l’ansia e i disturbi del tono dell’umore, fino a quadri patologici come le Apnee Ostruttive, che risulterebbero un problema più maschile. Tutte le problematiche relative all’insonnia possono portare a conseguenze sulla performance generale del soggetto provocando sonnolenza diurna, basti pensare che rappresentano una delle principali cause di incidenti stradali. Correlati all’insonnia esistono anche altri frequenti quadri sindromici, come la sindrome della gambe senza riposo oltre a una serie di patologie a carico del Sistema Nervoso Centrale. Quando si parla di sonno, però, è molto facile sottovalutare i sintomi.
Senza sonno, la veglia è…
Non è. Non si possono pensare separatamente, sono due processi base della vita e sono regolati dall’orologio biologico, “il ritmo circadiano”, una specie di sveglia interna che si può modificare con l’età, stile di vita e con altri fattori. Gli effetti di un cattivo riposo sono immediatamente evidenti: ridotta capacità di attenzione e concentrazione, facile irritabilità, sbalzi di umore, malessere fisico con possibili conseguenze in ambito medico a livello di tutto l’organismo.
Quando è consigliata una visita dallo specialista?
Il consiglio che diamo sempre è di evitare il “fai da te”. Esistono centri specifici con approccio medico spesso multidisciplinare che si occupano di patologie del sonno e propongono percorsi diagnostici, supportati da una moderna tecnologia strumentale che permette una valutazione a 360°: alterazione del ritmo sonno-veglia e dell’elettrogenesi cerebrale, attività cerebrale, polmonare e cardiaca, movimenti oculari e del corpo, ossigenazione del sangue… il sonno è una questione corale! Dopo un’analisi dettagliata è possibile determinare la presenza di alterazioni del ciclo sonno-veglia e quantificarne l’entità. Solo a questo punto lo specialista imposterà la terapia più idonea, che può essere comportamentale e/o farmacologica o non a seconda dei casi, ma sempre sotto il controllo medico.
5 consigli per riposare bene e, possibilmente, fare prevenzione
1) Tenere sotto controllo il ritmo sonno-veglia, il che è da intendere alla lettera: fare caso ai segnali e non sottovalutarli.
2) Nelle 3 / 4 ore prima di coricarsi, evitare di fare sport e un eccessivo affaticamento fisico, no al fumo di sigaretta e all’abuso di alcool, attenzione all’uso di dispositivi elettronici che emettano luce blu e a tutto ciò che può portare a un’eccessiva attivazione del nostro cervello.
3) Se si ha difficoltà a prendere sonno, evitare di assumere caffeina dopo il primo pomeriggio.
4) Coricarsi solo quando ci si sente pronti a dormire, evitando di stare sdraiati a letto a lungo aspettando di addormentarsi.
5) Cercare di mantenere regolare il ritmo sonno veglia anche nel weekend.

