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Milano-Cortina 2026: magia di Federica Brignone nel SuperG. La medaglia più bella 315 giorni dopo il terrificante infortunio
Federica Brignone vince la medaglia d'oro nel SuperG femminile. La presenza di Federica era in dubbio fino a pochi giorni prima dell'inizio dei Giochi. Quinta medaglia d'oro azzurra

Federica Brignone compie un miracolo: medaglia d'oro nel SuperG femminile
Nel SuperG femminile, Federica Brignone firma l’impresa: 1’23”41 e oro olimpico all'Olympia delle Tofane di Cortina. Un trionfo per "la Tigre" che ha il sapore dell'impossibile, arrivato 315 giorni dopo il grave infortunio che l’aveva fermata.
E pensare che Federica non doveva neanche esserci. La sua presenza è stata in dubbio fino a pochi giorni dall’inizio delle olimpiadi. È una vittoria pesantissima anche per l’Italia: quinta medaglia d’oro in questa edizione dei Giochi di Milano Cortina e 14esima medaglia complessiva per gli azzurri.
Sul podio, dopo la Tigre valdostana, la francese Mirandoli a +0.41 e l'austriaca Huetter a +0.52. Altra delusione per Sofia Goggia che parte bene, si allarga un po' troppo, e proprio quando aveva 64 centesimi di vantaggio sulla prima posizione, aggancia una porta e cade ancora una volta.
Brignone è campionessa olimpica, e l’immagine di oggi, il sorriso, la medaglia, l’abbraccio, si porta dietro tutto ciò che non si vede: un letto d’ospedale, la riabilitazione, i dubbi. “Ho temuto di zoppicare per sempre, di non poter fare più sport, di non riuscire più ad avere una vita normale”, aveva confidato la valdostana.
Il giorno più brutto della sua carriera è il 3 aprile 2025, ai Campionati italiani assoluti in Val di Fassa. Brignone scende in pista per scelta e per rispetto di una tradizione che da ragazza l’aveva ispirata: vedere le campionesse gareggiare anche lì. Con il fratello e allenatore Davide, l’idea era allungare di un mese la stagione dopo i trionfi e le sfere di cristallo. Poi la caduta, violentissima, e la diagnosi che gela: frattura del piatto tibiale, frattura della testa del perone e coinvolgimento del ginocchio sinistro.
Da lì, la rincorsa: prima l’intervento, poi la riabilitazione, poi la piena funzionalità, infine la competizione. Ecco perché questo oro vale doppio: non è soltanto un titolo, è la chiusura di un cerchio che pareva spezzato.
Il suo palmarès olimpico, prima del trionfo di oggi, raccontava già una grande dello sci italiano e mondiale: bronzo in gigante a PyeongChang 2018, poi argento in gigante e bronzo in combinata alpina a Pechino 2022. Ora, sopra tutto, c’è l’oro. L’oro nei Giochi di casa.

