La Fifa ha permesso a Folarin Balogun di giocare contro il Belgio dopo l’espulsione rimediata con gli Stati Uniti contro la Bosnia-Erzegovina. La Uefa contesta la sospensione della squalifica automatica e avverte: così il Mondiale rischia di perdere credibilità.
La squalifica automatica dopo il rosso diventa il terreno dello scontro tra Uefa e Fifa
La Uefa entra a gamba tesa sulla Fifa per il caso Folarin Balogun. Il motivo è la decisione di sospendere per un anno, in prova, la squalifica automatica di una giornata dopo il cartellino rosso mostrato all’attaccante degli Stati Uniti. Una scelta che gli consente di essere disponibile contro il Belgio agli ottavi del Mondiale.
Il comunicato dell’organismo guidato da Aleksander Čeferin è durissimo. La Uefa scrive: “La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha oltrepassato un limite invalicabile. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.
Il punto sollevato dalla Uefa riguarda il funzionamento stesso della disciplina durante una competizione. Il cartellino rosso, secondo la lettura europea, porta con sé almeno una giornata di stop. Se quella sanzione viene sospesa durante il torneo, altri casi simili possono chiedere lo stesso trattamento. Nel secondo passaggio, la Uefa lega la decisione alla credibilità del Mondiale: “Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità di una competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.
La Fifa ha scelto di congelare la squalifica automatica di Balogun e di metterla in prova per un anno. Il risultato pratico è immediato: l’attaccante statunitense può scendere in campo contro il Belgio, nonostante il rosso ricevuto nella partita precedente.
La presa di posizione della Uefa trasforma il caso disciplinare in uno scontro politico-sportivo tra i due organismi. Per la federazione europea, il problema non riguarda soltanto Balogun o gli Stati Uniti. Riguarda la possibilità di cambiare l’effetto di un cartellino rosso durante il Mondiale, mentre altri giocatori hanno già scontato la giornata di squalifica prevista.
Il caso ora resta sul tavolo della competizione. Gli Stati Uniti ritrovano Balogun per la sfida con il Belgio. La Uefa, invece, chiede che la regola automatica dopo un’espulsione resti uguale per tutti.

