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Sport

di Alberto Foà

 

Non notizie dal mondo del calcio: il Bayern surclassa la Juve, l’Udinese ogni anno (stavolta è il turno di Muriel) inventa un fenomeno da piazzare sul mercato, il Napoli può mangiarsi le mani per essersi mangiato un campionato in cui poteva dare tanto ma tanto fastidio ai bianconeri e l’Inter perde la strada di casa anche quando gioca fuori o in campo neutro. La banda Moratti è campione assoluta di Ciapanò: ancora infortuni, ancora un sconfitta, ancora una figuraccia… Bene, cioè male, perché tutti i lunedì ci sarebbe da dedicare la rubrica ai nerazzurri ma piuttosto che rischiare una denuncia per stalking – o essere accusati di essere parte attiva nel misterioso complotto ordito da gente senza scrupoli, nome e cognome – preferiamo cambiare obbiettivo e scrivere del Milan e di Allegri. Male di entrambi, naturalmente.

Mario Balotelli 12

La squadra è sopravvalutata e anche dopo il turno di ieri occupa un posto in classifica che senza i tanti vantaggi arbitrali e i tantissimi colpi di culo e, soprattutto, con qualche rivale in grado di ripetersi per un paio di partite di seguito, se lo scorderebbe; l’intero globo terraqueo parla e scrive di Balotelli come di un acquisto più decisivo della penicillina ma in realtà ha risolto solo una partita e si è anche fatto buttar fuori per tre turni nel momento migliore – nel senso di peggiore – cioè quando c’era da incontrare le prime due in classifica e sia che sia in campo sia che sia in tribuna annulla El Shaarawy meglio di qualsiasi avversario; l’anno scorso in difesa c’erano Nesta e Thiago Silva, ora una partita ogni due (l’altra è squalificato, se non altro per somma di ammonizioni) il perno è Mexes e, per dirla alla maniera dell’Apicella, meno male che Abbiati c’è… Allegri, adesso: non cederebbe Mexes nemmeno sotto tortura ma in compenso non ha trovato nulla da obiettare alla cessione di Thiago Silva; odia El Shaarawy a tal punto che l’anno scorso se appena poteva gli preferiva Robinho e fa niente se Robinho non segnava nemmeno a porta vuota mentre quest’anno se appena può gli preferisce Robinho anche se Robinho non solo non segna ma non sembra più in grado – come ieri – nemmeno di battere un calcio d’angolo… In più – cioè in meno – è talmente nelle grazie di Galliani che o resta sulla panchina del Milan o finisce a condurre un qualche programma su Rete4 o finisce col farsi suora laica, come Daniela Rosati. Meglio ancora, cioè molto peggio, le tre cose insieme…

 

 

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