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Sport

di Lorenzo Lamperti

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Oh, quest’anno stanno lavorando sul serio”. Tutti i 7 mila tifosi presenti nel weekend a Pinzolo per il ritiro dell’Inter se ne sono accorti: i nerazzurri ci stanno dando dentro. Sempre doppio allenamento. Orari rigidi, lavoro serrato. Salite nei boschi e schemi provati e riprovati per farli andare a memoria. Mazzarri non dà tregua ai giocatori e loro lo seguono ciecamente. Lui si sgola, li prende anche per mano per mostrargli i movimenti. E gli fa trovare 30 chili di frutta al giorno in spogliatoio. Kovacic il faro. Cambiasso e Alvarez convincono. Dagli allenamenti al mercato, ecco i segreti della nuova Inter che sta nascendo…

QUESTO HA LE PALLE” – Non si sgarra. La mattina alle 9 e 30 tutti in campo. Due ore e mezza di allenamento, qualche volta pure qualcosa in più. Pranzo rigorosamente alle 12 e 30. Riposo e alle 16 e 30 seconda seduta giornaliera. Altre due ore e mezza di fatica. Poi lo spogliatoio, dove lui continua ancora a parlare di cosa andava bene e cosa invece no. L’Inter di Walter Mazzarri nasce così, ai piedi dell’immensa pineta che sorge su Pinzolo, Trentino. Il programma è rigoroso. Tutto deve girare alla perfezione. E lo fa. Perché lui, Full Metal Walter come è stato ribattezzato dalla Gazzetta, è così: un perfezionista. Il numerosissimo pubblico sugli spalti lo vede e se ne accorge subito: “Questo qui è uno con le palle”, dichiara compiaciuta un’appassionata di mezza età. “Era dai tempi di Mourinho che non si vedeva uno così”, afferma sicuro un ragazzo con maglia, pantaloncini, cappellino e pure scarpe nerazzurre. Sì, l’ex allenatore del Napoli è stato subito adottato dal popolo interista che vede in lui l’uomo giusto per provare a rinascere.

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LA GARANZIA E’ IL LAVORO” – Mazzarri avverte la fiducia e l’affetto. In piazza a Pinzolo, durante la presentazione dello staff tecnico ringrazia tutti per l’accoglienza: “Grazie, grazie, grazie. Non me l’aspettavo. Negli scorsi anni siamo stati avversari in tante battaglie…” Ma non si fa incantare. Sa che serviranno lavoro e risultati. Autografi? Ok, ma con moderazione. Gentilezza e disponibilità sì (il mister si è fermato già due volte a salutare i tifosi dopo gli allenamenti) ma niente soste “spot”. Sempre dal palco il mister spiega: “Se a volte non riusciamo a venire da voi è solo perché dobbiamo lavorare tanto, tantissimo. Il lavoro è la garanzia per il nostro futuro”. D’altra parte quale tifoso dell’Inter non baratterebbe cinque minuti in più di autografi e foto con uno scudetto? Scudetto, sì. Anche se nessuno qui pronuncia quella parola. Mazzarri ha spiegato qual è il suo obiettivo, dopo una stagione sciagurata come quella dello scorso anno: “Voglio che la mia Inter se la giochi con tutti. Dobbiamo mettere in difficoltà chiunque e non essere facili prede dell’avversario”. Per farlo serve gente affamata, gente che ha voglia. Nei primi giorni di ritiro tutti seguono il mister a occhi chiusi.

IL LAVORO SUL CAMPO – Domenica 14 luglio era il compleanno di Samir Handanovic. Il portierone nerazzurro lo ha festeggiato salendo e scendendo dai gradoni della tribuna stampa, per l’occasione momentaneamente chiusa ai giornalisti. Sacrificio è la parola d’ordine, come si è visto quando l’intera truppa è stata chiamata a risalire un ripido sentiero tra i boschi di Pinzolo. “E’ così dai tempi della Reggina di Nakamura”, spiega un cronista dagli occhi a mandorla. Ma non c’è solo la parte atletica, anzi. Si lavora tanto con il pallone e le sedute di tattica sono interminabili. Mazzarri e il suo staff lavorano tanto sui movimenti della difesa a tre. Campagnaro, fedelissimo di Mazzarri, conosce i movimenti a memoria. Qualcun altro fa un po’ più fatica e allora il mister prende persino per mano Juan Jesus facendogli vedere quale spazio coprire. Poi tantissimo lavoro sugli inserimenti dei centrocampisti. Guarin e Kovacic, innanzitutto. Mazzarri vuole velocità e cattiveria, anche in allenamento. E poi insistenza sul contro movimento. “Voi lo sapete: la punta va da una parte ma vuole la palla dall’altra”, urla il mister ai suoi.

BENE ALVAREZ, MILITO A MILLE – Il mister sta conoscendo uno a uno il materiale umano a sua disposizione. E sta cominciando a capire come impostare la squadra. La base è certamente la difesa a tre. Campagnaro, Samuel e Juan Jesus sembrano quelli sui quali impostare la nuova difesa. 3-5-2 o 3-4-2-1 le possibili varianti. Cambiasso sta dimostrando tutta la sua esperienza nella posizione di schermo davanti alla difesa. Ma Mazzarri ha avuto note positive anche da Ricky Alvarez, che lo sta convincendo nel ruolo di trequartista. Davanti meglio Icardi di Belfodil, un po’ frenato dal Ramadan che lo costringe a saltare spesso l’allenamento del pomeriggio. Sulle fasce bene Obi, completamente recuperato. E occhio al centrocampista della primavera Olsen. Davanti Palacio sembra già in forma e dà spettacolo negli uno contro uno. E poi c’è il Principe. Milito è sempre il più acclamato dagli spalti e lui sta bruciando le tappe per provare a farsi trovare già pronto a settembre dopo la prima sosta per le nazionali.

LA PRIORITA’ E’ L’ESTERNO” – Non mancano i sussurri di calciomercato. Chiaro che Mazzarri si stia ancora facendo un’idea della rosa a disposizione ma una cosa è certa. Manca almeno un esterno. La priorità del mercato nerazzurro non può che essere Mauricio Isla. A sinistra si aspetta il rientro di Alvaro Pereira dalle vacanze per vedere se basteranno lui e Nagatomo per far decollare l’Inter. Anche a centrocampo serve un uomo: Nainggolan sarebbe il massimo. Dietro se parte Ranocchia è già pronto Dragovic, e non è un mistero. Davanti invece l’Inter è a posto. Longo gode della massima fiducia della società e andrà in prestito, probabilmente al Verona. Milito, Palacio, Icardi e Belfodil danno buone garanzie per una stagione che vedrà l’Inter impegnata solo in campionato e Coppa Italia. Ma il 18 agosto e l’esordio stagionale sono ancora lontani. E allora sembra non pensarci nessuno. Mazzarri fissa ancora una volta il campo. Sì, sembra l’uomo giusto per il riscatto.

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