Il calcio rischia di doversi misurare su una nuova sentenza storica dopo la “Bosman”. Il terremoto parte dalla Bundesliga. In Germania il giudice del lavoro Ruth Lippa ha dato ragione all’ex portiere del Mainz, Heinz Müller, che chiedeva al club il rinnovo a tempo indeterminato dopo i due anni alle loro dipendenze. Il numero uno invocava il diritto che spetta a ogni lavoratore. Il giudice gli ha dato ragione equiparando i calciatori a tutti i normali lavoratori. La scadenza del contratto non è dunque stata ritenuta valida.
Il proprietario del Mainz e vicepresidente della DFB, Harald Strutz, preannuncia battaglia: “E’ una sentenza unica nel suo genere dopo anni di processi con verdetto opposto. Faremo ricorso e se ci dovessero dare torto il calcio subirebbe una svolta epocale. Le società dovrebbero pagare gli stipendi a decine e decine di giocatori fino alla pensione”. L’avvocato del Mainz, Schickhardt, gli fa eco: “Effettivamente questa sentenza metterebbe in ginocchio molti club, ma il calcio non è paragonabile agli altri lavori. Il giudice non ne ha tenuto conto”.


