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Serie A: Raimondo fa tripletta, Stankovic mura De Bruyne. Male Napoli e Juve. I top e flop della settima giornata

Promossi e bocciati del turno di Serie A: protagonisti, sorprese, errori, scelte discutibili e colpi di scena. La rubrica di Affaritaliani

Serie A: Raimondo fa tripletta, Stankovic mura De Bruyne. Male Napoli e Juve. I top e flop della settima giornata
Foto Lapresse

Raimondo diventa capocannoniere, Stankovic trascina il Venezia alla prima vittoria e il Monza travolge il Cagliari. L’Inter continua a vincere, la Lazio fa tre gol alla Juventus e il Napoli di Allegri affonda. I promossi e bocciati della settima giornata.

La settima giornata incorona Raimondo e rilancia Venezia e Monza. Pagelle disastrose per Napoli e Juventus

Una settimana fa era tra i Flop, oggi è il capocannoniere della Serie A. Antonio Raimondo ne fa tre al Sassuolo e saluta tutti. Il Venezia cambia allenatore, affronta il Napoli e conquista i primi tre punti del campionato. Sarà l’effetto Nicola? Intanto Stankovic si trasforma in un muro e De Bruyne finisce dall’altra parte della nostra rubrica. Il Monza ne rifila quattro al Cagliari, la Roma scopre un altro giovane e il Como continua a divertirsi con Nico Paz e Liberali.

L’Inter di Chivu non conosce ostacoli e passa anche a Bologna, la Lazio di Gattuso continua a volare e la Juventus incassa tre schiaffi in casa. Il Milan vince, soffre e ringrazia il solito Rabiot. Allegri, invece, può cominciare a preoccuparsi. Il suo Napoli si ferma a Venezia e i primi sette turni di campionato non sono certamente quelli che ci si aspettava.

Dalle grandi firme ai portieri, dai ragazzi terribili alle difese che sembrano porte girevoli, ecco i Top e Flop della settima giornata di Serie A.

I top della giornata: Raimondo scatenato, Stankovic fa il muro e Varela trascina il Monza

Raimondo: tripletta e ciao. Ci vediamo nei Top!

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Flop perché contro il Napoli la palla l’aveva vista poco. Evidentemente Antonio Raimondo ha letto la nostra rubrica e ha deciso di rispondere. Come? Con una tripletta al Sassuolo. Ventisettesimo minuto, gol. Trentesimo, ancora gol. Cinquantasettesimo, terzo gol. Sipario. Certo, Muric (che incontreremo più avanti) gli dà una bella mano sui primi due, ma un attaccante deve anche saper scartare i regali. Raimondo lo fa benissimo e con sette reti in sette giornate sale in testa alla classifica marcatori. Il tutto nella serata in cui, prima del fischio d’inizio, riceve il premio di miglior giovane dei primi due mesi del campionato. Alvini, premiato a sua volta come miglior allenatore, si gode un Frosinone che continua a stupire.

La settimana scorsa Flop, questa volta tre gol e primo posto tra i cannonieri. Antonio, messaggio ricevuto. Tripletta e ciao.

Stankovic: papà, oggi il muro l’ho fatto io

Sette giornate fa il Venezia cominciava il campionato con ben altre ambizioni. Sei sconfitte dopo, arriva Davide Nicola e al Penzo si presenta il Napoli. Servirebbe un miracolo. Filip Stankovic decide di mettersi al lavoro. Para tutto quello che può, tiene in piedi il Venezia e quando il Napoli ha l’occasione di pareggiare dal dischetto, si trova davanti Kevin De Bruyne. Il belga calcia, il serbo respinge. Fine delle speranze azzurre. O quasi, perché il Napoli continua ad attaccare ma il portiere lagunare non vuole proprio saperne di prendere gol.

Il figlio di Dejan si prende la copertina e regala a Nicola una prima da sogno. Da zero punti in sei partite a tre punti contro il Napoli. E con una porta finalmente inviolata. Stankovic, alla dogana non si passa. Neanche con il passaporto belga.

Varela: il Monza ha trovato il suo bomber. E che bomber!

Gustavo Varela continua a segnare e il Monza comincia finalmente a vincere. Contro il Cagliari il portoghese decide di esagerare. Prima riceve da Foe Ondoa e firma il 2-0, poi serve a Robinson il pallone del terzo gol e infine si fa trovare al posto giusto sulla respinta del palo per completare la doppietta. Due gol e un assist, sei reti in sette giornate di campionato e una squadra che passa dalla paura della retrocessione a una serata da applausi. Il Monza rifila quattro gol a un Cagliari che nelle precedenti sei partite ne aveva subiti appena tre. Juric cercava una scossa, Varela ha deciso di portare direttamente l’alta tensione al Brianteo. E a forza di segnare, il portoghese comincia a meritarsi ben più di una semplice menzione tra i Top.

Kouadio: la prima volta non si scorda mai

Il Monza fatica a trovare il vantaggio contro il Cagliari e Eddy Kouadio decide di fare una cosa che normalmente non si chiede a un difensore. Recupera palla, accompagna la ripartenza, attacca la profondità e si presenta davanti a Caprile. Dany Mota lo serve, lui non sbaglia. Primo gol in Serie A, Monza avanti e Brianteo in festa. Una rete che premia la personalità del giovane difensore, capace di trasformare un recupero nella propria metà campo in una cavalcata fino alla porta avversaria. Nella ripresa continua a dare una mano anche quando il Monza dilaga. Kouadio, te la immaginavi così la prima volta?

Foe Ondoa e il Monza: finalmente, signori, si gioca a calcio!

Doveva essere la partita del Cagliari dei miracoli, reduce da un inizio di stagione sorprendente. E invece il Brianteo si trasforma nel palcoscenico del Monza di Juric. Manga Foe Ondoa sta diventando una delle sorprese più interessanti del Monza. Vent’anni, nato a Parigi da una famiglia di origini camerunesi, arrivato in estate dopo un’esperienza nella seconda divisione portoghese con l’Oliveirense. Il ragazzo sta scalando rapidamente le gerarchie di Juric, che contro il Cagliari lo preferisce addirittura a Folorunsho. E il campo gli dà ragione. Una partita incredibile per intensità, personalità e qualità. Recupera palloni, corre per due, accompagna ogni azione e confeziona l’assist che permette a Varela di firmare il 2-0. Il Monza conquista la seconda vittoria casalinga consecutiva e rifila un 4-0 al Cagliari, la sua vittoria più larga in Serie A. Juric ha ancora parecchio da sistemare, ma intanto può godersi lo spettacolo. Folorunsho resta a guardare, Foe Ondoa si prende il centrocampo. E a vent’anni, con queste prestazioni, comincia a diventare difficile rimetterlo in panchina. E adesso non fermarti proprio sul più bello.

Nico Paz: quando il prezzo del biglietto vale

Nico Paz è uno di quei giocatori per i quali vale la pena comprare il biglietto. A Firenze il Como si presenta con l’ambizione di tornare a vincere e l’argentino fa esattamente quello che ci si aspetta da lui. Al 36′ si inventa un colpo di testa che non lascia scampo a De Gea e vale il raddoppio. Nella ripresa parte palla al piede, accelera e lancia Douvikas verso il gol del definitivo 3-1. Una rete e un assist, ma soprattutto una partita nella quale ogni volta che prende il pallone sembra poter succedere qualcosa. Il Como vince al Franchi e sale al quinto posto. Fabregas si gode il suo talento e la Fiorentina passa buona parte del pomeriggio a cercare di capire come fermarlo. Nico, ci sarebbe una domanda. Ma quando hai intenzione di diventare un giocatore normale? Perché così è difficile per tutti.

Simeone: il Cholito è tornato

Giovanni Simeone decide che è arrivato il momento di interrompere il digiuno. E quando il Cholito ha fame, qualcuno deve pur pagare il conto. Stavolta tocca al Parma. Quattro minuti, cross di Belghali e conclusione al volo che vale l’1-0. Il Torino prende coraggio, Adams raddoppia e nella ripresa Simeone completa l’opera. Al 69′ prende la mira da lontano e lascia partire un destro che si infila sotto la traversa. Due gol, tre punti e prima doppietta stagionale. Il Torino di Abate conquista la seconda vittoria consecutiva e si allontana dalle ultime posizioni. Il Cholito torna a fare quello che gli riesce meglio e il Parma rimane a guardare. Ci aveva messo sei giornate a sbloccarsi. Alla settima, evidentemente, ha deciso di recuperare con gli interessi.

Thuram: due su due. Marcus non conosce pause

Una settimana fa aveva segnato contro il Parma, questa volta tocca al Bologna. Marcus Thuram continua a timbrare il cartellino e, soprattutto, continua a farlo quando l’Inter ne ha bisogno. I nerazzurri sono sotto al Dall’Ara dopo il gol di Pobega e per buona parte del primo tempo faticano. Poi, al 44′, Barella mette un pallone in mezzo e il francese sale in cielo. Colpo di testa, pareggio e partita riaperta. L’Inter nella ripresa ribalta tutto con Carlos Augusto e Bonny, ma senza quella rete prima dell’intervallo sarebbe stato un altro pomeriggio. Thuram lavora, attacca gli spazi, fa reparto e continua a segnare. Seconda partita consecutiva a bersaglio. Chivu ha una squadra che sa vincere anche nelle giornate più compolicate. E Marcus, a quanto pare, ha preso gusto a finire nei nostri Top.

Carlos Augusto: entra, segna e ribalta il Bologna

L’Inter è sull’1-1 al Dall’Ara quando Chivu decide di cambiare qualcosa. Fuori Dimarco, dentro Carlos Augusto. Passano pochi istanti e il brasiliano si presenta sul secondo palo per raccogliere il pallone di Zielinski. Gol del 2-1 e partita ribaltata. Carlos Augusto non perde tempo. Entra, attacca lo spazio, trova il gol e contribuisce anche all’azione del definitivo 3-1 firmato da Bonny.

Ancora una volta Chivu dimostra di avere una panchina che potrebbe tranquillamente giocare titolare in molte altre squadre della Serie A. E il brasiliano ne è uno degli esempi migliori. C’è chi entra per dare una mano. E chi entra per decidere le partite. Carlos Augusto appartiene alla seconda categoria.

Rabiot: meno male che Adrien c’è. Parte seconda

Ci risiamo. Una settimana fa lo avevamo premiato perché aveva svegliato un Milan che rischiava di addormentare tutti. Contro l’Atalanta Adrien Rabiot decide di concedere il bis, questa volta con una prestazione ancora più convincente.

Prima, però, c’è spazio anche per un bel siparietto con Chiffi. Al 41′ si becca il giallo per proteste e continua a mandare platealmente a quel paese l’arbitro, facendo infuriare persino Amorim. E due minuti dopo, con tutta quella rabbia addosso, arriva il gol. Al 43′ riceve da Moreira, si sistema il pallone e con il destro, il piede meno educato, firma il 2-0. Nella ripresa si procura uno dei due rigori concessi ai rossoneri e soprattutto serve a Gila la sponda per il terzo gol. Corre, recupera, si inserisce e trascina una squadra che nell’ultima mezz’ora rischia perfino di farsi rimontare tre reti.

Il francese continua a essere indispensabile per Amorim. Gol, assist e una partita da padrone del centrocampo. E da vero leader si comporta anche davanti ai microfoni, senza farsi addolcire dalla vittoria. “Non possiamo fare un primo tempo del genere e poi crollare così”, dice Rabiot, che bacchetta anche i compagni subentrati: “quelli che entrano devono fare di più”. Insomma, arrabbiato con l’arbitro durante la partita e con i compagni dopo. Ma soprattutto uno che pretende sempre il massimo. Da sé stesso e dagli altri.

A Milano, sponda rossonera, il ritornello è sempre quello. Meno male che Adrien c’è. E comincia a diventare un tormentone.

Gonçalo Ramos: il gol è tornato, ma… Il meglio deve ancora venire?

Gonçalo Ramos torna a segnare in campionato e il Milan ritrova il suo centravanti nel tabellino. Contro l’Atalanta il portoghese si presenta sul dischetto al 24′, spiazza Carnesecchi e porta avanti i rossoneri. Finalmente. Il problema è che la sua partita continua a lasciare qualche dubbio. Si muove poco, attacca l’area meno di quanto ci si aspetterebbe e quando arriva il secondo rigore cambia esecuzione e si fa parare il tiro. Il Milan trova comunque il 3-0 sugli sviluppi dell’angolo successivo, ma Ramos perde l’occasione di chiudere definitivamente il discorso. Lo mettiamo tra i Top perché un numero 9 che torna al gol merita di essere premiato. Ma il giudizio rimane sospeso a metà. Gonçalo, bene esserti sbloccato. Adesso però bisogna cominciare a muoversi un po’ di più. Il centravanti del Milan non può vivere soltanto di calci di rigore.

Gila: Ramos sbaglia? Nessun problema, ci penso io

Il Milan è avanti 2-0, ha appena conquistato il secondo rigore della partita e Gonçalo Ramos ha l’occasione di chiuderla. Carnesecchi para e concede un calcio d’angolo. Ci pensa Mario Gila a sistemare le cose. Modric mette il pallone in mezzo, Rabiot prolunga e il difensore spagnolo si fa trovare pronto sul secondo palo. Colpo di testa e 3-0.

L’ex Lazio gioca una partita di grande attenzione difensiva e trova anche la soddisfazione personale del gol. Una rete che diventa fondamentale quando l’Atalanta prova a rimontare, arrivando fino al 3-2.

Ramos sbaglia, Gila rimedia. E alla fine quei tre gol servono tutti. Il difensore ha fatto anche il centravanti. A San Siro c’è un nuovo idolo.

Castro, come si direbbe da quelle parti: “Mo je faccio er cucchiaio”

La Roma fatica contro il Genoa e per un tempo sembra non riuscire a trovare la soluzione. Poi arriva Santiago Castro e si inventa un gol di quelli che meritano di essere rivisti più volte. Il giovane argentino prende la mira e disegna un pallonetto che supera il portiere e si infila sotto la traversa. Un colpo da applausi, di quelli che fanno alzare lo stadio anche prima di capire dove sia finito il pallone.

La Roma passa in vantaggio, acquista sicurezza e trova poi il raddoppio con Lulli. Gasperini deve fare a meno di Malen e Dybala, ma trova in Castro un attaccante capace di stappare una partita complicata con una giocata fuori dal comune. Santiago, per segnare si poteva anche scegliere una soluzione più semplice. Ma così ci piace decisamente di più.

Liberali: una bellissima prima gioia

Mattia Liberali parte titolare al Franchi e decide di festeggiare l’occasione nel modo migliore. Al 32′ riceve il pallone al limite, si sistema il sinistro e trova una traiettoria a giro che lascia De Gea senza possibilità di intervento. Primo gol in Serie A, primo con la maglia del Como e prima da titolare nella massima serie con i lariani. Niente male come pomeriggio. Fabregas continua a dare spazio ai giovani e Liberali gli restituisce una prestazione piena di personalità. Corre, si propone, prova a inventare e soprattutto non ha paura di prendersi la responsabilità di calciare. Servivano giovani? Servivano ragazzi con talento e coraggio? Bene, eccolo. A Firenze Mattia si presenta con un sinistro da applausi.

Ramon: ci sta prendendo gusto, il ragazzo

Una settimana fa lo avevamo premiato per la prestazione contro la Roma. Contro la Fiorentina Jacobo Ramon decide che stare tra i Top gli piace e fa di tutto per tenerselo. Fabregas lo manda in campo dopo appena un quarto d’ora per l’infortunio di Chalobah. Non proprio il modo più semplice per entrare in partita. Eppure lo spagnolo impiega pochissimo a prendere le misure agli avversari. Chiusure, anticipi, letture e quella tranquillità con il pallone che ormai stiamo imparando a conoscere. Il Como segna tre gol e nel finale gestisce il vantaggio anche grazie alla solidità del suo difensore. La settimana scorsa sembrava giocare in giacca e cravatta. Questa volta è entrato praticamente a freddo e non ha perso nemmeno un bottone. Jacobo, ci stai prendendo gusto.

Lulli: primo gol con la Roma, davanti a tutti

La Roma deve fare i conti con assenze importanti e Gasperini dà ancora fiducia a Emanuele Lulli. Il giovane esterno risponde con una prestazione di personalità e soprattutto con un gol che difficilmente dimenticherà. Soulé inventa sulla destra, il pallone arriva a Lulli che deve soltanto accompagnarlo in porta. Sembra facile, ma la prima rete in Serie A, all’Olimpico e con la maglia della Roma, facile non lo è mai. Pochi minuti dopo lascia il campo tra gli applausi della gente dell’Olimpico. Gasperini incassa tre punti, la Roma continua a inseguire l’Inter e scopre di avere un’altra soluzione sulla fascia. Il primo gol non si scorda mai. Figurarsi se lo segni sotto gli occhi dell’Olimpico. Emanuele, benvenuto tra i grandi.

Gaspar: comanda la difesa, poi va a segnare

Il Lecce arriva a Udine e impiega dieci minuti per mettere le cose in chiaro. Angolo di Gallo, stacco di Kialonda Gaspar e pallone in rete. Primo gol stagionale e partita subito indirizzata. Il difensore angolano torna poi a fare il suo mestiere, guidando una retroguardia che concede pochissimo a un’Udinese incapace di trovare spazi. Gli uomini di Runjaic provano a reagire, ma la squadra di Di Francesco tiene il controllo e finisce per vincere 3-0. Quando un difensore apre la partita nell’area avversaria e contribuisce a chiuderla nella propria, il Top è praticamente obbligatorio. Gaspar mette la firma sul gol e sulla porta inviolata. En plein.

N’Dri: il migliore in campo ha pure segnato

Konan N’Dri si prende la scena a Udine con una partita piena di corsa, iniziative e soprattutto un gol che indirizza definitivamente la gara. Al 33′ il Lecce batte un altro angolo, Tiago Gabriel prolunga di testa e l’ivoriano si fa trovare sulla traiettoria. Deviazione di petto, pallone in rete e 2-0. Non sarà il gol più elegante della stagione, ma vale esattamente come gli altri. N’Dri continua poi a essere uno dei più vivaci, cerca ancora la porta e costringe la difesa friulana a rincorrere. Il Lecce domina e lui è uno dei protagonisti principali. Un gol di petto, una partita di sostanza e tanta voglia di giocare. Il migliore in campo? Per noi sì. Anche senza averla messa dentro con i piedi.

Isaksen: Gustav, ma dove vuoi arrivare?

La Lazio di Gattuso continua a correre e Gustav Isaksen sembra avere sempre più voglia di essere protagonista. Contro la Juventus è uno dei più pericolosi fin dall’inizio, punta gli avversari, cerca il tiro e costringe la difesa bianconera a continui interventi. Al 66′ Nuno Tavares lo pesca dalla parte opposta del campo. Il danese controlla, rientra sul sinistro e trova un diagonale che vale il 2-0. La Juventus non riesce a reagire e nel finale arriva anche il terzo gol di Dele-Bashiru. La Lazio vince 3-0 a Torino, sale a 19 punti e rimane in vetta insieme all’Inter. Isaksen corre, segna e si prende una bella fetta di merito. Gattuso ringhia, Gustav vola. E dalle parti di Formello cominciano a chiedersi dove possa arrivare questa Lazio.

Adams: il Venezia si sveglia, Akor presenta il conto al Napoli

Sei sconfitte consecutive, zero punti e un nuovo allenatore in panchina. Il Venezia affronta il Napoli sapendo che un’altra sconfitta renderebbe la situazione ancora più complicata. Poi arriva Akor Adams. A inizio ripresa l’attaccante trova lo spazio per calciare e batte Meret con un destro preciso. Primo vantaggio, tre punti in cassaforte e un intero stadio che comincia a credere nell’impresa. Il Napoli prova a reagire, Allegri manda in campo i suoi big e De Bruyne fallisce il rigore del pareggio. Adams ha fatto il suo, Stankovic completa l’opera. Nicola debutta con una vittoria contro il Napoli e il Venezia cancella finalmente quello zero dalla classifica. Akor, bel modo di presentarsi al nuovo allenatore.

Juan Jesus: l’ex presenta il conto

Juan Jesus conosce bene il Napoli. Ci ha giocato, ha condiviso lo spogliatoio con molti degli avversari che si ritrova davanti e probabilmente sa anche quali siano le loro abitudini. Al Penzo, però, non c’è spazio per la nostalgia. Il difensore brasiliano gioca una partita di grande concentrazione, guida la retroguardia del Venezia e si rende protagonista anche di un salvataggio fondamentale nella propria area. Quando il Napoli prova a forzare il risultato, l’ex azzurro è sempre lì a dare una mano. Il Venezia conquista la prima vittoria del campionato e Juan Jesus si prende una bella rivincita personale. Gli ex spesso segnano. Qualche volta, invece, decidono semplicemente che alla loro vecchia squadra non deve segnare nessuno. Juan Jesus, oggi niente regali agli amici.

Belghali: due assist, prego. Qualcun altro?

Il Torino vince 3-0 a Parma e Rafik Belghali decide di fare il cameriere di lusso. Dopo appena quattro minuti mette in mezzo un pallone che Simeone trasforma nel vantaggio granata. Nella ripresa serve ancora il Cholito, questa volta per il gran destro del definitivo 3-0. Due assist, tanta corsa sulla fascia e un Parma che non riesce praticamente mai a prendergli le misure. Abate trova in Belghali un esterno capace di accompagnare l’azione e di mettere gli attaccanti nelle condizioni di fare male. Simeone segna due volte, Adams una. Belghali prepara il tavolo. Il menù del Torino oggi prevedeva tre portate. Due le ha servite lui. Cameriere, complimenti.

I flop della giornata: il Napoli di Allegri inciampa, la Juventus affonda e l’Udinese in caduta libera

De Bruyne: KDB è tornato a Houston, abbiamo un problema

Sette giorni fa lo avevamo premiato con un titolo abbastanza chiaro. Houston, KDB è tornato. Kevin De Bruyne, però, contro il Venezia decide di farci cambiare completamente opinione. Allegri lo lascia inizialmente in panchina, poi lo manda in campo quando il Napoli è sotto di un gol. Il belga avrebbe anche l’occasione perfetta per rimettere tutto a posto. Calcio di rigore, pallone sul dischetto e davanti Filip Stankovic. Tiro, parata. Venezia ancora avanti e Napoli che ci prova senza trovare il gol. Dopo la doppietta contro il Frosinone ci aspettavamo un’altra prestazione trascinante. Arriva invece un rigore sbagliato che costa carissimo. Una settimana fa Houston festeggiava. Stavolta bisogna chiamare davvero la centrale operativa. KDB, abbiamo un problema.

Muric: due regali, tre gol di Raimondo. Buon Natale in anticipo

Il Sassuolo va a Frosinone e Arijanet Muric decide di dare una mano agli avversari. Una mano, anzi due. E purtroppo non quelle giuste. Al 27′ Raimondo segna il primo gol approfittando di un intervento sbagliato del portiere. Tre minuti dopo il copione si ripete. Altro errore, altra rete e Frosinone che comincia a prendere il largo. Sul terzo gol Muric ha molte meno responsabilità, ma ormai il disastro è compiuto. Il Sassuolo perde 4-2 e Raimondo torna a casa con il pallone della tripletta. Due regali in tre minuti. Per essere ottobre, Babbo Natale è arrivato decisamente in anticipo. Muric, il sacco dei doni potevi anche lasciarlo a casa.

Massimiliano Allegri: Max, il Napoli doveva essere un’altra cosa

Il Napoli perde a Venezia, contro una squadra che nelle prime sei giornate aveva raccolto zero punti. E già questo basterebbe per inserire Massimiliano Allegri tra i Flop. Ma c’è anche il modo in cui arriva la sconfitta. Il tecnico sceglie di lasciare inizialmente in panchina De Bruyne, Hojlund e Anguissa, si affida ad altre soluzioni lasciando molti dubbi. Quando il Venezia passa in vantaggio, richiama i suoi big e prova a cambiare tutto. Troppo tardi. De Bruyne sbaglia il rigore del pareggio, Stankovic para il resto e il Napoli torna a casa a mani vuote.

La partenza del Napoli è ben lontana dalle aspettative di una squadra costruita per stare ai vertici. Allegri ha qualità, alternative e giocatori di livello internazionale, ma dopo sette giornate continua a cercare una formula convincente. Max, il problema non è perdere una partita. È che il Napoli, per il momento, sembra molto lontano dalla squadra che ci si aspettava di vedere.

Il Bologna: una vittoria in sette partite. Non era facile, eh…

Il Bologna parte bene contro l’Inter, segna con Pobega dopo dieci minuti e per buona parte del primo tempo mette in difficoltà la capolista. Poi Thuram pareggia e nella ripresa la squadra di Palladino si scioglie. Finisce 1-3 e i rossoblù rimangono a cinque punti dopo sette giornate. Una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.

Certo, contro l’Inter di Chivu non era facile. E questo va riconosciuto. Ma il problema del Bologna non comincia e non finisce contro la capolista. Una squadra che ha giocatori di qualità, ambizioni europee e un organico costruito per stare nella parte sinistra della classifica non può accontentarsi di una sola vittoria in sette partite. Palladino cerca risposte e intanto continua a perdere terreno. Non era facile battere l’Inter. Ma, a quanto pare, quest’anno non è facile battere quasi nessuno.

L’Udinese: cinque sconfitte consecutive. Qualcuno suoni la sveglia

Una sconfitta può capitare. Due anche. Ma cinque consecutive cominciano a essere un problema piuttosto serio. L’Udinese perde 3-0 in casa contro il Lecce e lo fa nel peggiore dei modi. La squadra di Di Francesco domina, crea occasioni, segna due volte nel primo tempo e avrebbe potuto chiudere la partita con un vantaggio ancora più largo. Runjaic prova a cambiare tre giocatori all’intervallo, ma la reazione è troppo debole. I friulani si fanno infilare ancora nel finale e rimangono nelle ultime posizioni con appena quattro punti. Il dato più preoccupante è che il Lecce sembra quasi sempre arrivare in porta con una facilità disarmante. Okoye evita un passivo ancora più largo. Cinque sconfitte di fila, tre gol presi in casa e una difesa che sembra aver dimenticato come si fa a difendere. Udinese, la sveglia è suonata da un pezzo. Qualcuno vuole alzarsi?

Kolo Muani e Woltemade: cercasi attaccanti, disperatamente

La Juventus prende tre gol dalla Lazio, ma il dato che dovrebbe preoccupare maggiormente Spalletti riguarda quello che succede nell’altra metà del campo. Kolo Muani parte titolare e prova a muoversi, a cercare palloni e a dare profondità. I compagni, però, non riescono quasi mai a servirlo nelle condizioni giuste e il francese finisce per girare a vuoto. Woltemade entra all’intervallo, sfiora subito la porta e poi sparisce progressivamente dalla partita. Due centravanti, zero gol e una Juventus che produce pochissimo nonostante il bisogno disperato di rimontare. Una settimana fa Kolo Muani aveva finalmente segnato contro il Cagliari, prima di divorarsi il pallone della vittoria. Stavolta non arriva nemmeno quello. Spalletti ha a disposizione attaccanti importanti, almeno sulla carta. Ma il numero 9 della Juventus deve segnare. E quando non segna, dovrebbe almeno mettere paura alle difese. Contro la Lazio non succede né una cosa né l’altra. Juve, cercasi centravanti. Di nuovo.

Njie: tre occasioni, tre rimpianti. La porta è quella!

La Fiorentina perde 3-1 contro il Como e Alieu Njie ha parecchio da rimproverarsi. L’esterno viola trova spazi, attacca, arriva alla conclusione e avrebbe più di un’occasione per cambiare il risultato. La più clamorosa arriva a inizio ripresa. Butez esce male, Njie lo supera con un pallonetto ma non trova nemmeno lo specchio della porta. Un gol che sembrava già fatto.

Nel finale colpisce anche un palo di testa. In mezzo altre opportunità sprecate e una Fiorentina che continua a rincorrere. La porta del Como non è diventata improvvisamente più piccola. Eppure Njie riesce a sbagliare praticamente tutto quello che avrebbe potuto trasformare in gol. Un pomeriggio così, per un attaccante, rischia di diventare un incubo. Alieu, va bene creare occasioni. Ma prima o poi bisogna anche metterla dentro.

Pellegrino: il centravanti c’è, il gol no

La Fiorentina ha bisogno di qualcuno che trasformi in gol le occasioni e Mateo Pellegrino continua a non dare le risposte che Vanoli si aspetta. Contro il Como passa novanta minuti a cercare spazio tra i difensori lariani, ma quando arriva il momento di incidere manca la cattiveria necessaria. Qualche movimento, una conclusione da distanza ravvicinata e poco altro. La Fiorentina segna con Pongracic, un difensore, mentre il suo centravanti rimane a secco. E non è esattamente quello che ci si aspetta da chi dovrebbe guidare l’attacco viola.

Pellegrino, a Firenze cercano disperatamente gol. Al momento, però, la ricerca continua.

Viery: fa acqua da tutte le parti

Il Como si presenta a Firenze con diversi giocatori capaci di attaccare gli spazi, ma Viery sembra non riuscire quasi mai a trovare le contromisure. Liberali trova spazio per il sinistro che apre la partita, Nico Paz si inserisce e firma il raddoppio. La fascia del brasiliano diventa una delle zone nelle quali gli ospiti riescono a creare i problemi maggiori alla Fiorentina. Vanoli prova a sistemare le cose, poi al 64′ richiama il difensore in panchina. Il Como è già avanti e i viola continuano a inseguire.

Viery è arrivato a Firenze con prospettive diverse, ma ancora (come tutti i nuovi arrivi viola) queste prosepttive sono un orizzone molto lontano.. Diciamo che l’esperimento non è andato esattamente come speravano al Franchi.

Puczka: a Roma il Genoa perde anche la bussola

Una settimana fa il Genoa aveva finalmente trovato la prima vittoria stagionale. All’Olimpico, invece, arriva un’altra sconfitta e David Puczka finisce tra i nostri bocciati. L’austriaco prova a dare spinta sulla sinistra, ma il Genoa fatica a trasformare le sue iniziative in occasioni realmente pericolose. Nel primo tempo i rossoblù riescono a tenere testa alla Roma, poi Castro inventa il vantaggio e la squadra di De Rossi perde progressivamente terreno. Puczka cerca di accompagnare l’azione, ma il rendimento non basta per cambiare il pomeriggio del Genoa, che finisce sotto di due gol e non trova la forza per reagire. Una prestazione che, nella nostra lettura, merita il Flop. Genova aveva appena ritrovato il sorriso, a Roma torna subito il mal di testa.

Solet: che fine hi fatto?

Oumar Solet dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della retroguardia friulana. Contro il Lecce, invece, anche lui finisce nel naufragio generale. Il Lecce trova spazi con troppa facilità, arriva ripetutamente nell’area avversaria e segna tre volte. Solet prova anche a rendersi pericoloso dall’altra parte, con una conclusione dalla distanza, ma dietro la squadra non riesce mai a trovare la giusta compattezza. Gaspar segna su calcio d’angolo, N’Dri raddoppia e nella ripresa Siebert chiude definitivamente la partita. Il difensore francese ha qualità e mezzi fisici per fare molto meglio. Ma se la difesa dell’Udinese concede occasioni a ripetizione, anche uno come lui deve prendersi la propria parte di responsabilità.

Rowe: una giocata e poi chi l’ha visto?

Jonathan Rowe ha talento, velocità e la capacità di creare problemi alle difese avversarie. Contro il Milan, però, si vede soltanto a sprazzi. Nel primo tempo inventa un buon pallone per Krstovic, che riesce a saltare Maignan ma poi conclude sull’esterno della rete. Una giocata importante, rimasta senza risultato. Per il resto l’inglese fatica a incidere e al 58′ Sarri decide di sostituirlo con Zalewski. Una scelta che cambia immediatamente la partita, perché il polacco entra con ben altra energia e contribuisce alla rimonta sfiorata dall’Atalanta. Rowe esce sullo 0-3, l’Atalanta comincia finalmente a giocare e arriva fino al 3-2. Un confronto che non depone a suo favore. Jonathan, il talento c’è. Contro il Milan, però, è rimasto quasi tutto negli spogliatoi.

Mina: quando la vecchia scuola prende quattro schiaffi

Due settimane fa era tra i Top per la prestazione contro l’Udinese. Una settimana fa lo avevamo bocciato per l’atteggiamento contro la Juventus. Yerry Mina sembra ormai essersi affezionato alla nostra rubrica. Contro il Monza, però, le provocazioni e i duelli psicologici servono a ben poco. Il Cagliari incassa quattro gol, la difesa perde completamente le distanze e il colombiano si ritrova a rincorrere avversari che sembrano arrivare da tutte le parti. Nel primo tempo rischia perfino un’autorete su un traversone di Robinson. Nella ripresa prova a rendersi pericoloso nell’area avversaria, ma il risultato è già compromesso. Mina, questa volta il calcio vecchia scuola non ha funzionato. E quando prendi quattro gol, forse è meglio parlare un po’ meno e difendere un po’ di più.

Zé Pedro: lo avevamo detto? Meglio di no

Nei Fantaconsigli lo avevamo inserito tra i giocatori da tenere d’occhio. Contro il Monza, però, Zé Pedro ci costringe a rivedere il giudizio. Mea culpa. Il Cagliari fatica soprattutto quando i brianzoli accelerano sulle fasce e il difensore portoghese non riesce a dare la sicurezza necessaria alla retroguardia. Il Monza trova spazi, accompagna l’azione con tanti uomini e trasforma ogni ripartenza in un potenziale pericolo. Pisacane prova a cambiare qualcosa e nella ripresa Zé Pedro lascia il posto a Sugawara, ma ormai la partita è compromessa. Un passaggio a vuoto che pesa soprattutto perché arriva dopo un ottimo inizio di stagione del Cagliari. Lo avevamo messo tra le possibili sorprese? Sì. Stavolta, però, era meglio sorvolare.

Romano: una serata da cancellare

Il Cagliari prova a giocare e Alessandro Romano cerca almeno inizialmente di rendersi pericoloso. Al 16′ tenta la conclusione dalla distanza, ma non trova la porta. Poi, mentre il Monza cresce, il centrocampo rossoblù comincia a perdere lucidità. Romano fatica a dare continuità al possesso e soprattutto non riesce a interrompere le ripartenze degli avversari. Nella ripresa Pisacane prova a cambiare uomini, ma la partita è ormai scivolata via. La squadra che aveva stupito tutti nelle prime giornate si ritrova improvvisamente travolta da un Monza che sembrava avere ben altre preoccupazioni. Romano è giovane e avrà tempo per rifarsi. A Monza, però, la lezione è stata di quelle che difficilmente si dimenticano.

Diego Carlos: Simeone gli fa vedere le stelle

Il Parma perde 3-0 in casa contro il Torino e Diego Carlos passa un primo tempo complicatissimo. Simeone si muove continuamente, attacca gli spazi e mette in difficoltà una retroguardia che sembra non riuscire mai a trovare le distanze giuste. Il Cholito apre dopo quattro minuti, Adams raddoppia e Diego Carlos finisce spesso a rincorrere. Sul secondo gol il brasiliano si fa trovare mal posizionato, mentre il Parma perde completamente i riferimenti in area. Arriva anche un’ammonizione e all’intervallo Gilardino decide di sostituirlo con Drobnic. Quarantacinque minuti, due gol subiti e una difesa in totale confusione. Simeone nella ripresa segnerà ancora, ma Diego Carlos avrà almeno il vantaggio di assistere al terzo gol dalla panchina. Il Parma affonda, il Torino festeggia. Per il brasiliano, una serata da archiviare in fretta.

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